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LANUVIO, I LIBERALI CRITICI SULLE POLITICHE EDILIZIE
Pubblicato il 28/12/2011 23:26:12
Un Comune di Lanuvio lumaca in termini di applicazione del nuovo Piano Casa. E’ in sostanza questa la denuncia che arriva da Nazareno Ferrazza, Coordinatore dei Castelli Romani – Aprilia del Partito Liberale Italiano. Inaccettabile, a detta di Ferrazza, l’assenza di un deliberato sul Piano Casa da parte del Comune lanuvino: “la normativa della Regione Lazio – chiosa il coordinatore dei Liberali – dà facoltà ai Comuni di individuare edifici e zone di pregio da vincolare. L’incertezza sul piano casa che si trascina da anni ha di fatto bloccato il settore edilizio sia in ambito nazionale che locale, e le opere edilizie non eseguite non hanno permesso al Comune di Lanuvio di aumentare le entrate grazie agli oneri concessori. La burocrazia, in questi anni, al posto di semplificare ha bloccato l’intero settore edilizio, insieme alle speranze e promesse di ampliare la propria abitazione. In realtà – ha aggiunto Ferrazza – quello che sembrava una rivoluzione liberale, di fatto, non lo è ed era. Il Comune di Lanuvio è chiamato entro il 31 gennaio 2012 a porre dei paletti, come ha fatto il Comune di Aprilia che ha deliberato escludendo, vincolando e tutelando diversi siti storici. La nuova deliberazione si è resa necessaria in seguito all’intervenuta legiferazione da parte della Regione Lazio (L.R. n. 10 del 13 agosto 2011) che ha modificato determinanti aspetti della precedente L.R. n. 21 dell’11 agosto 2009. Per far ripartire l’economia, si ha bisogno di condizioni economiche necessarie affinché il sistema imprenditoriale abbia convenienza ad investire. Sembra che la recente legge sul Piano Casa approvata dal Consiglio regionale costituisce un punto di equilibrio tra la necessità di favorire una ripresa economica attraverso la creazione di nuove opportunità per le costruzioni, settore nevralgico del sistema economico regionale, e le giuste e condivise esigenze a sostegno di famiglie e cittadini da soddisfare attraverso politiche sociali: proprio quanto – conclude il coordinatore del PLI – agli amministratori lanuvini sembra essere sfuggito”.