LUTTO A LARIANO: A SOLI 19 ANNI MUORE SIMONE DI GIACOMO

 

Pubblicato il 27/03/2012 13:37:19

Se n’è andato all’improvviso, in quegli attimi infiniti che sembrano appartenere soltanto ai film d’oltreoceano; quelli in cui la musica s’intensifica, le immagini si rallentano e la trama si conclude con l’imprevisto più inatteso. D’improvviso cala il sipario e negli occhi di chi resta rimane solo un dolore ed un’incredulità che le ore e i giorni che passeranno lenti trasformeranno ancor più in rabbia ed amarezza.

Se n’è andato facendo quel che più amava, come tanti suoi coetanei: dando calci ad un pallone, senza che qualcuno, e c’hanno provato in tanti, riuscisse a strapparlo dalle braccia della morte, giunta per portarselo via da quel campetto, servendosi di un malore improvviso (fatale, sembrerebbe, un attacco cardiaco che l’esame autoptico dovrà confermare; sul posto, per primi,  i Carabinieri della Stazione di Lariano ed i sanitari del 118, il cui intervento è stato vano). Se n’è andato in un lunedì qualsiasi, il primo della primavera 2012. Un lunedì di sole e di calde speranze, a poche settimane da un’altra estate da vivere appieno, come solo un ragazzo della sua età può e deve fare.

Se n’è andato precocemente Simone Di Giacomo (nato a Velletri ma cresciuto e vissuto a Lariano), all’alba dei suoi 19 anni, compiuti poche settimane or sono. Tutta una vita dinnanzi, in un futuro ancora tutto da scrivere, spazzata via in un secondo, inesorabilmente, senza che niente e nessuno potesse far qualcosa per invertire l’assurda rotta che il destino aveva scelto per lui. Per lui che sino a qualche secondo prima era a ridere e scherzare coi suoi amici, per lui che appena un giorno prima aveva gridato a squarciagola la sua gioia dinanzi al gol vittoria della sua Lazio. Per lui che amava la vita e voleva goderne appieno le gioie, ben sapendo che tanto i dolori sarebbero stati sempre compagni fedeli di un viaggio che, come tutti, sognava essere lungo ed avventuroso.

Avventuroso come quella playstation con la quale amava giocare, sfidando i suoi amici in partite all’ultima corsa. L’ultima corsa, come quella che l’ha aspettato ieri, senza che gli fosse concesso rialzarsi per spegnere il videogame all’apparire della parola ‘game over’.

Nel gioco ben più misterioso della vita a chi resta il compito di continuare la partita, pur nel dolore lancinante di una delle tante morti avvolte da troppi perché.

Lui sarà già lissù, magari in sella alla moto del suo idolo Simoncelli, del quale aveva preso a prestito il soprannome ‘Sic’ per arricchire il suo profilo facebook. Ci piace pensarli insieme, a sgommare ed impennare su una nuvoletta, a correre innanzi e indietro, col sorriso sulle labbra e il sole in fronte, come due ragazzi di quella età avrebbero meritato e meriterebbero ancora di fare.

 

da.le.

13 commenti

  1. mara

    sei la vita mia………figlio mio

  2. Federico

    Auguri cugino mio…non ti dimenticherò mai <3

  3. kevin

    condoglianze a tutta la famiglia.A pensare ke una settimana fa prendevamo l’auto insieme.Riposa in pace simone.

  4. MARA

    vivevo a Lariano fino a 2 anni fa…purtoppo ho letto la notizia solo oggi…sono davvero dispiaciuta e devo dire la verità…appena saputo ho pensato: ma cazzo io e simone prendavamo l’auto insiame quando andavo a scuola!!!!! oddio simò!!!!almeno ora riposa in pace xk se prima conoscendoti sapevo che eri un bravo ragazzo, ora ti dico che sicuramente sei un ANGELO!!!!

  5. Roberto

    Non ci sono parole per un lutto così prematuro, il ricordo di quando andavamo a scuola insieme resta dentro di me come il suo sorriso… ciao Simone sempre nel cuore!!!

  6. Giuseppe

    Mi dispiace per quello che è accaduto.Molte volte ci siamo trovati davanti a situazioni gravi,ma questa di questo ragazzo è veramente brutta.Condoglianze a tutta la sua famiglia

  7. federico

    E pensare che io, mentre tornavo a casa dall’ allenamento l’avevo visto giocare ed emettere risate gioiose 5 minuti dopo LA TRAGEDIA.
    ma questo significa che lassù sia servito a DIO forse per organizzare qualche festa e continuare a ridere e scherzare come lui sapeva fare

  8. Francesca

    Che tristezza. Non si può morire a 19 anni, non si può!

  9. mattia

    onore a sto ragazzo <3 brescia mattia 

  10. antonio

    ma descrivere come è avvenuta la vicenda no?? le  5 w del giornalismo che se ne vanno a quel paese….

    • SIMONE

      Le 5 W del giornalismo ci sono tutte caro Antonio e smettetela di fare tutti i professori prendendosela con chi, del tutto gratuitamente, fa informazione a beneficio di tutti noi.

      La verità è che i mass media, specie le tv, ci hanno abituati ad entrare troppo nell’intimo di certe tragedie, in maniera troppo sadica.
      Qui le informazioni che servivano ci sono tutte o volevi ogni particolare cruento degli ultimi istanti della vita del povero Simone???????????
      Le 5 W, che se non lo sapessi appieno sono WHO = CHI?; WHAT = CHE COSA?; WHEN = QUANDO?; WHERE = DOVE?; WHY = PERCHÉ?.
      Ne manca per caso qualcuna? A me sembra di no, o pensavi che si potesse rispondere magari all’ultima delle 5 domande…Bah, senza parole! Ps.: complimenti per l’articolo, davvero toccante e profondo…. Ps2: eterno riposo per il piccolo Simone, riposa in pace!

    • Riccardo

      Io so che si è fatto di tutto per salvarlo, ma la morte è stata immediata. Quando sono arrivati i soccorsi, come è scritto, già Simone era andato via. Un abbraccio a lui e a tutti i suoi cari. Che tristezza, Riccardo

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