Il Consiglio di Stato ‘cementifica’ i confini del Parco dei Castelli
Pubblicato il 15/06/2012 18:36:37
Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto i ricorsi presentati dai Comuni di Marino e Grottaferrata, dicendo ‘no’ all’annullamento della delibera relativa alla perimetrazione del Parco dei Castelli Romani, del 2009. In caso di via libera si sarebbe invece ritornati ai confini precedenti, più ridotti e limitati, mentre così si ‘cementifica’ la situazione attuale e la si rende definitiva.
Immediato il commento di Filiberto Zaratti, consigliere regionale di SEL, che in merito al pronunciamento del TAR si è così espresso: “questi ricorsi, già più volte respinti dal Tar, si confermano così destituiti di ogni fondamento ogni loro sia tecnico che normativo. Risulta destituita di fondamento tecnico e procedurale anche la proposta del Commissario liquidatore del Parco – aggiunge Zaratti – che intendeva ridurre il perimetro dell’area naturale protetta attraverso una Valutazione Ambientale Strategica”. “Con questa sentenza restano sotto tutela habitat naturalistici in pericolo come le Piagge di Nemi e il Vallone tempesta, il Monte Artemisio, il Bosco del Cerquone, i campi di Annibale, i pratoni del Vivaro, il lago Albano e quello di Nemi. L’effetto positivo della tutela si farà sentire sull’intero comprensorio dei Castelli Romani, già penalizzati da uno sviluppo urbanistico incontrollato, che sarebbe stato aggravato dalla riduzione del perimetro del parco permettendo nuove ingenti colate di cemento con incremento esponenziale del traffico. I sostenitori della vecchia politica, quella che preferisce il cemento allo sviluppo sostenibile, quella che pone gli interessi dei costruttori davanti a quelli dei cittadini – conclude Zaratti – subiscono così un durissimo colpo”.
Netta contrarietà è stata invece espressa dalle associazioni, non ultime quelle dei cacciatori, che speravano di ricevere invece ben altre notizie.






