Quantcast
GENZANO, IN TANTI ALLA PRESENTAZIONE DEL 'PIANO CASA' - Castelli Notizie
POLITICA

GENZANO, IN TANTI ALLA PRESENTAZIONE DEL ‘PIANO CASA’

IMG_6842

Si è fatto attendere ma non ha tradito le attese dei tanti convenuti, l’onorevole Luciano Ciocchetti, assessore all’Urbanistica e vicepresidente della Regione Lazio. Sul ‘piatto’ bandito dell’Auditorium dell’Infiorata di Genzano, dinanzi ad una sala gremita, il ‘suo’ Piano Casa, la legge regionale entrata in vigore ad agosto (al termine di feroci polemiche e riunioni fiume). Nel tavolo dei relatori, in assenza dell’architeto Carini, il segretario dell’Udc genzanese, l’avvocato Marco Napoleoni, che ha aperto le danze passando la parola al Sindaco Flavio Gabbarini, che con l’Assessore ai Lavori pubblici Giorgio Ercolani ha rappresentato al meglio l’Amministrazione comunale di Genzano. Nella platea anche Maurizio Sannibale, assessore all’urbanistica del Comune di Albano, Giovanni Libanori, appena eletto nel consiglio d’amministrazione del Co.Tra.L., e Lamberto Trivelloni, segretario cittadino dell’Udc di Velletri, nonché membro del direttivo nazionale del partito uddiccino.

E’ stato un Gabbarini che non ha tradito il suo pensiero, da anni improntato ad uno sviluppo sostenibile, al passo coi tempi ed incline a rivalutare l’esistente senza i voli pindarici della cemento-mania, quello che ha preso la parola per esprimere la sua soddisfazione su “un Piano che consente di puntare sul recupero dei centri abitati, in linea con la nostra politica comunale. Noi – ha sottolineato il Primo cittadino – abbiamo un piano regolatore che non prevede grandi espansioni quanto un miglioramento dell’esistente e siamo convinti che questa legge agevolerà i nostri intenti. Se sapremo muoverci con una condivisione che abbracci anche i Comuni limitrofi, potremo ridefinire una linea di sviluppo di tutti i Castelli Romani, riducendo la dissennata espansione edilizia degli ultimi anni, in cui si è depauperato il territorio in maniera spropositata, anche e soprattutto a discapito della qualità della vita. I tempi sono cambiati: basti pensare al problema idrico, fino a qualche anno fa impensabile, o a quello dei trasporti lumaca. Un ulteriore incremento demografico non ci permetterebbe di dare risposte adeguate, specie in virtù di una cronica assenza di scuole, asili nidi e tanti altri servizi di cui già siamo lacunosi. Ben venga, invece, la riqualificazione dei centri storici, viaggiando verso il consolidamento di uno sviluppo turistico dal quale non possiamo prescindere se davvero vogliamo fungere da attrattiva per gli altri. Il tutto senza perdere la nostra identità, la stessa che uno sviluppo illimitato metterebbe in serio rischio, rendendoci meno appetibili e facendoci disperdere le nostre peculiarità. È per questo che punteremo forte sulla riqualificazione, evitando operazioni di speculazione edilizia. Da parte nostra – ha concluso Flavio Gabbarini – piena disponibilità a cavalcare questa grande opportunità”.

Alle parole del Primo cittadino hanno fatto eco quelle del segretario Marco Napoleoni, per il quale il Piano Casa “è una legge rivoluzionaria, che con un vero e proprio cambio culturale presenta tutta una serie di incentivi che rivalutano il patrimonio immobiliare esistente, attivando delle leve che siano tali da promuovere gli elementi di recupero e valorizzazione dell’edilizia già esistente. La legge – ha aggiunto Napoleoni – rappresenta una grande opportunità che va assolutamente colta ed è per questo che abbiamo pensato ad un convegno puramente tecnico che desse risposte agli operatori, ovvero coloro che col Piano Casa dovranno per primi misurarsi. Ci si muoverà verso il migliramento dell’esistente, piuttosto che verso il consumo di nuovo territorio, facendo si che il tutto faccia da volano per l’economia, che vive in un momento ciclico particolare”.

Il microfono, in attesa dell’arrivo del vicegovernatore, è quindi passato a Pietro Sbardella, presidente della prima commissione degli affari costituzionali, tra i protagonisti, alla Pisana, nell’approvazione della legge. Anche lui, come Napoleoni prima e Ciocchetti poi ha ribadito l’esigenza di “uno strumento che facesse da leva a costo zero per un settore trainante dell’intero territorio regionale. Un Piano Casa – ha sottolineato – che potesse aiutare anche le casse comunali che sappiamo essere sostanzialmente vuote per via di trasferimenti sempre più esigui”.

Proprio al vicegovernatore regionale, che Napoleoni ha presentato come il “reale estensore di una legge che ha portato lancia in resta fino al traguardo”, è poi toccato il compito di snocciolare uno per uno i vantaggi e le modalità di applicazione del nuovo Piano Casa. “Stiamo parlando di una legge che vale per 378 comuni regionali, una legge trasversale, che riguarda professionisti, famiglie ed imprese. Nel farla abbiamo modificato ben 11 leggi urbanistiche presenti in Regione da anni, andando nel senso della semplificazione, per creare un sistema che desse risposte in tempi snelli, dotando le nostre città di nuove infrastrutture. A darci l’impulso decisivo 4 molle motivazionali, a partire dall’esigenza di arginare gli effetti della crisi economica. Siamo partiti dalla constatazione che l’edilizia nel Lazio genera il 30% del Pil e può rappresentare tanto anche per rimettere in moto certe economie. In un momento di crisi ci siamo pertanto spinti ad indirizzare le poche risorse disponibili sulla riqualificazione e ristrutturazione di quanto esistente. Un’esigenza che non cozza, quindi, col bisogno di riqualificare il nostro patrimonio edilizio, spesso sorto spontaneamente o con sistemi antiquati. Stante l’interesse che sto registrando quotidianamente, credo che saranno in tanti ad avvalersi delle possibilità presentate dal Piano (del quale ci si potrà avvalere fino al 31 dicembre 2015), garantendo una quantità enorme di posti di lavoro”. “Il secondo punto – ha continuato il vicegovernatore – è quello della riqualificazione, con la possibilità di incentivare piccoli interventi di miglioramento, dalla demolizione-ricostruzione passando all’adeguamento sismico. L’atto del demolire-ricostruire, tanto in voga in altri Paesi, ha rappresentato per anni un miraggio, ma è ormai una via strategica da perseguire”. Nel terzo è compresa la volontà di creare un nuovo sistema che dia risposte concrete al tema dell’esigenza abitativa, tenuto conto che l’urbanistica negli ultimi 20 anni è stata costruita principalmente sull’edilizia privata. Ben poco è stato fatto negli anni scorsi per l’edilizia residenziale e pubblica ed oggi ci sono ben pochi soldi per dare risposte in questo campo: tuttavia qualcosa va fatto per chi non può permettersi un mutuo e la legge va proprio in questa direzione, attraverso tutta una serie di opportunità delle quali avvalersi. Partiremo col recuperare e riutilizzare le tante scatole edilizie abbandonante e degradate che sono presenti sul territorio. La cosa ci permetterà di valorizzare il bene stesso, facendo lavorare le imprese ed assicurando benefici alla collettività, visto che al termine dell’iter procedurale si metterà a disposizione dei Comuni uno stock di alloggi a canone calmierato. Una novità normativa, quest’ultima, alla quale teniamo particolarmente e che abbiamo approntato solo noi della Regione Lazio. Vi è però un ultimo punto – ha aggiunto ancora l’esponente uddiccino – ed è quello della semplificazione delle procedure, atto essenziale per avviare reali programmi di riqualificazione nel quale l’interesse dei privati sia coordinato a quello pubblico. Tengo a ribadire la trasversalità di interessi a cui la legge mira, dando risposte ai cittadini, ma non solo, visto che ai professionisti e alle imprese si aprono tante possibilità lavorative. Quanto alle Dia per gli ampliamenti – ha aggiunto – da una verifica ci risulta che da metà settembre ad oggi ne sono state depositate già 750. Se questo trend sarà confermato, e credo che potrà ulteriormente lievitare, arriveremo ad avere migliaia di richieste”. “Il punto della demolizione-ricostruzione è quello cui sono più legato, visto che rappresenta il mercato edilizio del futuro: basti pensare che a Berlino hanno demolito e ricostruito un terzo della città e questo accade quotidianamente anche a Parigi e Londra. Va allora agevolata una grande azione culturale per il riuso delle scatole edilizie presenti nel territorio, con nuove tecniche edilizie legate al risparmio energetico, incoraggiando una scelta che tuteli l’ambiente con l’utilizzo di energie alternative”.

Come già il Sindaco Gabbarini precedentemente, anche Ciocchetti ha ribadito la necessità di evitare che venga fagocitato altro terreno: “va incoraggiato un nuovo sistema di mercato che rivalorizzi l’esistente, riqualificando quanto già c’è”. Nessun pericolo sembra arrivare dall’impugnativa del Governo, visto che per il vicegovernatore regionale non fa riferimento ad aspetti sostanziali, ma più a “problemi lessicali di quanto approvato, con una serie di equivoci che si basa solo su aspetti interpretativi. Se ci sarà bisogno di aggiungere un vocabolo – ha detto – lo faremo, ma se non raggiungeremo un accordo andremo a difenderci dinanzi alla Corte Costituzionale”. Proprio per fugare ogni dubbio il 12 dicembre, in via del Giorgione 129, nella Capitale, Ciocchetti e i dirigenti regionali, compreso l’architetto Demetrio Carini, Direttore della Direzione Regionale Territorio e Urbanistica, interloquiranno coi tecnici dei Comuni della Provincia romana per far si che il Piano possa essere applicato con sveltezza e profitto in ognuna delle singole realtà comunali.

 

Più informazioni
commenta