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VELLETRI, ECCO PERCHE' IL CORSO NON RIAPRIRA' - Castelli Notizie
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VELLETRI, ECCO PERCHE’ IL CORSO NON RIAPRIRA’

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L'allora corso Vittorio Emanuele, oggi Corso della Repubblica, in una foto del 1918

L'allora corso Vittorio Emanuele, oggi Corso della Repubblica, in una foto del 1918

Ad un anno dalla sua parziale chiusura lo sbarramento di un tratto di Corso della Repubblica, a Velletri, fa ancora discutere, dividendo nettamente la frangia di favorevoli e contrari. La chiusura, che interessa la prima parte del corso, sino alla centralissima Piazza Cairoli, è stata accolta benevolmente dagli ambientalisti, dai partiti di maggioranza che ne avevano fatto un cavallo di battaglia e, persino, da qualche partito di opposizione. Scettici, sin da subito, molti commercianti, timorosi di veder inferto il definitivo colpo del ko ad un commercio già singhiozzante. A favore dei fautori del progetto l’idea di dare vita ad una ‘via del passeggio’ (per quella dello struscio l’utopia è quella di congegnare una macchina del tempo che riproietti tutti sul Ponte Rosso ‘old style), dove lo shopping fosse confortevole e dove quei modelli di centri storici delle cittadine umbro-toscane non rimanessero soltanto una mera utopia. Da qui l’idea di completare i lavori (che però non sono ancora stati avviati) per chiudere al traffico veicolare anche tutto il restante tratto del Corso della Repubblica.

Titubanti gli abitanti, privati del posto auto a ‘passo zero’, ma di certo agevolati nella vivibilità di un tratto di strada che si era trasformato in un vero e proprio autodromo, tra auto incolonnate e mezzi in cerca di un sospirato parcheggio. Già, proprio il tema dei parcheggi ha in un certo modo condizionato il giudizio delle due frange di cui sopra. Tra i contrari vi sono tutti quelli che avrebbero dapprima auspicato la creazione di nuovi parcheggi esterni, che tramite il servizio di bus navetta gratuito collegasse i posti auto periferici al centro (un servizio che è stato introdotto, grazie all’apprezzabile operato dell’Assessore dei Moderati Augusto Di Lazzaro, senza che scoppiasse però il definitivo amore coi potenziali fruitori) .

La vera svolta – ha tuonato nell’aula consiliare il capogruppo dell’Udc Gian Luca Trivelloni nella seduta di venerdì 25 novembre – sarebbe stata la vasta area a sud della Villa”. Un tema, questo, tanto caro agli uddiccini, che vi hanno da sempre intravisto la panacea di ogni male, almeno per ciò che concerne la congestione al traffico e la possibilità di creare nuovi posti auto a ridosso del centro (proprio questa, insieme allo scandalo degli ingenti affitti passivi, fu la molla che sgretolò definitivamente la terza Giunta Cesaroni).

A suppporto delle perplessità della maggioranza in tal campo l’atavico vizio di molti cittadini, poco avvezzi alle novità, solitamente pigri nel voler affrontare anche solo qualche centinaio di metri di cammino (lo testimoniano alcuni parcheggi dislocati lungo via dei Volsci, spesso e volentieri semi-vuoti). Se il tanto bistrattato Multipiano di Piazza Donatori meriterebbe una trattazione a se stante, ci si augura che il suo ‘cugino’ che sorgerà nella zona del Ponte Bianco, in via Lata, possa dare risposte sostanziali alla cronica assenza di posteggi.

Nell’attesa, tra mormorii e scotimento di capo, ci si sono messi anche i furti delle scorse settimane a gettare benzina sul fuoco di chi quel tratto di Corso lo rivorrebbe aperto. Tra gli integralisti (riapertura totale) e chi non ne vuol sapere di ritornare al caos di prima, vi è anche chi proporrebbe delle soluzioni tampone, come l’apertura dalle 13 alle 16 (lo stesso Trivelloni ha lanciato l’amo in consiglio) e chi è pronto a riaprire il traffico veicolare nelle ore notturne, nella speranza di poter così ostacolare i propositi predatori di tanti malpensanti (gli esercenti spingono per questa soluzione, sebbene alcuni vi intravedano il rischio che nel ‘dare un dito’, la riapertura notturna, qualcuno creda poi di potersi ‘prendere l’intera mano’, ovvero la riapertura h24). Tutte le soluzioni sono al vaglio dell’Amministrazione Servadio, col Primo Cittadino che proprio nei giorni scorsi ha avuto un incontro con un emissario del Prefetto e i dirigenti delle forze dell’ordine locali. Al di là delle perplessità , che pure ci sono e sono variegate, la strada parrebbe ormai tracciata ed appare francamente difficile che si possa tornare indietro, sconfessando un principio di modernità che dovrà comunque avere il giusto supporto dalle politiche commerciali, ottenendo magari l’impulso definitivo da un Centro Commerciale Naturale che, sinora, s’è fatto sentire solo su carta. Peccato che, in un contesto del genere, i numerosi appelli del circolo ‘La Spinosa per l’ambiente’, tendenti ad un monitoraggio più frequente ed analitico sul controllo della qualità dell’aria, siano rimasti da anni inascoltati.

Proprio nelle ultime ore, tornando al Corso, il direttivo di Futuro e Libertà, per bocca di Alessio D’Andrea, ha diramato un comunicato stampa nel quale invita cittadini e commercianti a ragionare sugli effetti svantaggi di una riapertura che precluderebbe “un’idea di turismo e consumi che porterebbero invece ad un miglioramento qualitativo della vita della nostra comunità”. “In tutto il resto del mondo spingono per la chiusura dei centri storici – si chiedono nell’Fli – e qui che si fa, si spinge in direzione contraria? Cosa faranno tutte quelle famiglie che il sabato mattina, e non solo, interagiscono e comunicano liberamente con i propri familiari e con il commerciante di fiducia nel centro storico? Questa riapertura al transito delle vetture – aggiungono da Futuro e Libertà – nasconde a nostro avviso una mancanza di attaccamento alla città ed al bene della comunità. Molti studi dimostrano che una comunità serena ed accolta, come se venisse accolta dai propri cari, aumenta potenzialmente gli introiti di ogni attività commerciale. Noi di Futuro e Libertà – si legge ancora nella nota – siamo solidali a tutti i commercianti che con fatica cercano di sostenere la città di Velletri attivandosi anche durante tutte le feste cittadine, ma non vorremmo che cedendo alla paura dei furti concentrassero le proprie energie sulla riapertura del corso al traffico, invece di incentivare sempre di più la qualità del prodotto ed il rapporto di fiducia con il cittadino”.

Da.Le.

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