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Clamoroso ribaltone nel Pd di Genzano: Tortorici il nuovo segretario - Castelli Notizie
POLITICA

Clamoroso ribaltone nel Pd di Genzano: Tortorici il nuovo segretario

Giacomo Tortorici col Sindaco Flavio Gabbarini al termine delle votazioni dello scorso maggio

Giacomo Tortorici col Sindaco Flavio Gabbarini durante i festeggiamenti per le votazioni dello scorso maggio

Rischia di lasciare più attriti di quanti non ne abbia sanati il clamoroso epilogo delle elezioni all’interno del Partito Democratico di Genzano, il cui direttivo cittadino, scaturito dalle elezioni di domenica 18 dicembre, ha ribaltato l’esito delle votazioni di domenica, e ad Agostino Cesaroni, che pure aveva ottenuto il 45,4% delle preferenze, ha preferito Giacomo Tortorici, che si era fermato al 36,3%, doppiando il risultato di Immacolata Paluzzi, ferma al 18%. Che il ribaltone, inizialmente difficile da prevedere, fosse ormai nell’aria lo si era capito proprio a ridosso del consiglio direttivo di mercoledì 21 dicembre, quando la partita a scacchi è stata decisa dalla mossa effettuata dai vertici regionali del partito, con Amalia Colaceci, che era vicina alla posizione della Paluzzi, che ha chiuso l’accordo con Tonino D’Annibale, che appoggiava Tortorici, decretando di fatto il sorpasso decisivo, che si è tradotto al momento di snocciolare i dati, che hanno premiato Tortorici con 22 voti, rispetto ai 16 ottenuti da Agostino Cesaroni, rimasto basito di fronte ad un epilogo che probabilmente non s’aspettava.

Gran soddisfazione, invece, all’interno dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Flavio Gabbarini, verso le cui posizioni Tortorici ha sempre teso, come facilmente desumibile dal nome della sua lista: ‘Genzano riformista e democratica con Giacomo Tortorici per l’unità del Pd”. Proprio nell’ottica di una rinnovata unità d’intenti lavorerà il nuovo segretario, cui i vertici sovracomunali affidano il compito, non facile, di ricompattare un partito uscito lacerato dalle scosse telluriche che lo hanno minato negli ultimi 2 anni. Sarà un lavoro difficile, se è vero che difficilmente gli sconfitti gli renderanno l’onore delle armi, essendo usciti scottati da una ‘conta’ che pensavano meno amara.

Sono emozionato ed onorato – ha commentato a caldo il neo segretario piddino -: ce la metterò tutta per essere all’altezza di una storia importante e della fiducia degli amici e compagni che mi hanno aiutato in questa esaltante avventura”.

Ben diverso l’umore dall’altra parte della sala, con Fabrizio Leofreddi, uno dei nuovi membri del Consiglio Direttivo, eletto nella Lista ‘Generazione Genzano’, che ha scelto un popolare social network per esprimere tutta la propria amarezza per quanto avvenuto: “il 18 dicembre – ha chiosato Leofreddi – è stato chiesto all’elettorato del Partito Democratico di esprimersi e scegliere il proprio leader. 
Dalla consultazione è emersa inequivocabilmente la figura di Agostino Cesaroni, legittimato alla guida del partito dal maggior numero di consensi.
 Consensi che per usare una locuzione latina, sono stati ognuno “ ad personam” ossia unicamente per quella persona e quindi non trasferibili ad altri, e questo criterio non deve valere soltanto per Agostino Cesaroni ma anche per gli altri candidati, al fine di estrinsecare l’autentico volere degli elettori.
 I cittadini di Genzano – ha continuato Leofreddi – è con questa forma mentis che sono andati a votare, con la convinzione di dare la propria fiducia individuando una persona ben precisa ed il suo programma, ignari che quel voto sarebbe stato poi manipolato. 
Volevate solo apparentemente una rivoluzione pacifica e conciliatrice all’interno del Partito democratico – ha aggiunto rivolgendosi indirettamente agli ‘avversari’ -, in realtà stavate e state tutt’ora perseguendo esclusivamente i vostri interessi, senza preoccuparvi minimamente del danno irreparabile perpetrato nei riguardi dei cittadini e di questo partito.
 All’interno del Partito democratico già alle elezioni comunali i dissidenti che hanno promosso la campagna elettorale dell’attuale Sindaco, contravvenendo alla linea programmatica ufficiale, hanno dato origine ad una grave incongruenza, che si è concretizzata nella elezione di assessori comunali dissidenti del Partito democratico che rappresentano l’alter ego dello stesso partito.
 Ed ora hanno eletto un candidato che al pari dei dissidenti ha lavorato a favore della lista civica e contro il Partito democratico.
 Scusateci – ha concluso con evidente amarezza Leofreddi – ma questa è follia pura ed è un voler consapevolmente trascinare il partito nel baratro. 
Noi di ‘Generazione Genzano ci chiediamo e faremo in modo che la gente si chieda cosa ci si sta guadagnando da tutto questo”.

Dichiarazioni dure e perentorie che la dicono lunga sullo stato di tensione che aleggia nel partito di maggioranza, quasi a soffocare sul nascere le speranze di chi vedeva nella stagione congressuale l’occasione, più unica che rara, per porre fine alle contrapposizioni e fare emergere un clima più sereno e conciliante. Per arrivarci ci sarà da lavorare. Un lavoro che si preannuncia duro e faticoso, quindi, quello di che aspetta Giacomo Tortorici, cui tutti riconoscono comunque di possedere peculiarità essenziali in tal senso, non ultime il garbo e la capacità di saper mediare con diligenza e preparazione.

 

Lestini


IL NUOVO DIRETTIVO

Lista “Genzano riformista e democratica con Giacomo Tortorici per l’unità del Pd”: Giacomo Tortorici, Katia Protani, Amedeo Baldazzi, Renata Ricci, Maurizio Spinetti, Laila Raggi, Michele D’annibale, Tina Galieti, Paride Bocale, Bruna Baldazzi, Roberto Amicucci, Veronica Fontana, Gianluca Galieti, Daniela Ripanucci e Sergio Romagnoli.

Lista “Generazione Genzano”: Agostino Cesaroni, Martina Ortolani, Giampiero Mosconi, Daniela Franchi, Emanuele Sabatini, Giovanna Stellato, Alessandro Paglia, Paola Savini, Fabrizio Leofreddi, Giorgia Proto, Fabio Abbatini, Sabrina Cianfanelli, Umberto Orazi,Cristina Simmi, Maurizio Colacchi, Graziella Spinetti, Mauro Baldazzi e Keti Simmi.

Lista “Ripartiamo dal Pd”: Immacolata Paluzzi, Fabio Costantini, Amalia Colaceci, Manfredo Fiormonti, Maria Galieti, Dario Carosi e Maria Elena Bianchi.


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