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TRAGEDIA DEL GIGLIO - La testimonianza di Alessandro Mammucari - Castelli Notizie
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TRAGEDIA DEL GIGLIO – La testimonianza di Alessandro Mammucari

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Doveva essere un viaggio nel quale cullare un sogno e concretizzare un’aspirazione. Era salpato con tanti buoni propositi, poco dopo il tramonto di venerdì 13 gennaio, ed è tornato nel buio della notte, su una scialuppa di salvataggio degna di un concitato lungometraggio holliwoodiano. Gli è andata bene ed ha potuto tirare più d’un sospiro di sollievo il 32enne di Velletri, Alessandro Mammucari: lui era lì, a bordo  della nave da crociera Costa Concordia, la stessa che è ancora adagiata sul crinale della costa dell’Isola del Giglio, simulacro di un bestione di moderna tecnologia tranciato a morte dalla dura scorza di uno scoglio millenario.

Mentre continua la strenue battaglia contro il tempo, nella speranza di un miracolo che strappi alla morte le decine di persone ancora disperse, lui si ritrova a far la spola tra un programma e l’altro, chiamato ad inframmezzare la fiumara di parole degli opinionisti con la viva voce di chi quell’esperienza l’ha vissuta realmente. E la porterà sulla propria pelle, per sempre. In fondo se non si fosse arenata lì, ma qualche decina di metri più a largo, chissà…?! Tante domande, infiniti perché che pesano come macigni, mentre decine di famiglie piombano nell’angoscia più cupa.

Alessandro era salpato insieme ad altre decine di parrucchieri che avrebbero dovuto prendere parte a “Professione lookmaker”, un reality per parrucchieri e hair stylist previsto proprio a bordo della nave da crociera e presentato dall’attrice Francesca Rettondini. Nelle sue parole, nell’intervista rilasciata negli studi di SkyTG24, tutta la concitazione di quegli istanti sembrati eterni.

“Non è facile superare certi momenti – esordisce Alessandro – e so che ci vorrà un po’ di tempo. Era una bellissima vacanza ed è finita tragicamente. Ero partito come partecipante del reality per parrucchieri: eravamo 200 e ne sarebbero stati scelti 30. L’imbarco c’era stato alle 13 ed eravamo partiti da Civitavecchia alle 19. La nave era bellissima e noi c’eravamo appena seduti per la cena. Mentre stavamo iniziando a far conoscenza tra di noi si è sentito un grosso tremolio, un colpo fortissimo. Per l’inclinazione sono volati via piatti, bicchieri, sedie.  C’è stato persino un block-out elettrico ed è andata via la luce. A quel punto l’equipe della nave c’ha fatto uscire e c’ha portato sui pontili, dove c’hanno fatto mettere i giubbotti di salvataggio. In quei momenti – ha continuato nel suo racconto Alessandro – c’era il caos più totale, ed il pericolo era proprio la paura della gente. In molti urlavano, chiamavano i figli, i nipoti. La nave all’inizio si è inclinata sulla parta sinistra, ma dopo la manovra di inversione ha iniziato a flettere dalla parte opposta. Sono stati attimi assolutamente drammatici, con persone per terra e la folla che vi passava sopra. Per l’inclinazione della nave alcune scialuppe scivolavano via, sulla pancia della nave. Molte si sono incastrate e con l’oscillazione molte persone sono cadute in mare: per fortuna che a recuperarle c’era la Guardia Costiera”. “Sulle scialuppe – racconta ancora Alessandro – siamo saliti solo intorno a mezzanotte e mezza, a quasi 3 ore dall’impatto, mentre secondo voci di corridoio il Comandante era rimasto adagiato su uno scoglio per la paura”.
Proprio la codardia del Comandante ed il dolore di chi a casa non tornerà più, restano le cartoline più angosciose e desolanti di un viaggio dei sogni trasformatosi in tragedia.

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