Quantcast
IL SANTO DI DIO E GLI SPIRITI IMMONDI DAL 'VERBO DELLA DOMENICA' - Castelli Notizie

IL SANTO DI DIO E GLI SPIRITI IMMONDI DAL ‘VERBO DELLA DOMENICA’

pa4img1

Mc 1,21-28

 

Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: “Che c`entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”.  E Gesù lo sgridò: “Taci! Esci da quell`uomo”.  E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.

***

Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo…

Il potere di satana, che appare come potere dominante sul mondo e nell’esperienza dell’uomo, viene contrastato ora e spazzato via dall’irruzione di una nuova forza che si manifesta attraverso la persona di Gesù.

La sinagoga indica uno spazio conteso tra il male (l’indemoniato) e il bene (Gesù).

Con la venuta di Gesù sono presenti ormai all’interno del popolo ebreo due tipi di influenza, radicalmente separati tra di loro e incomunicabili. Nella persona dell’indemoniato si nascondono i padroni tradizionali della sinagoga che, nella fretta di salvaguardare la propria autorità nell’insegnamento, resistono alla valanga di messaggi liberatori di un tizio che, se fosse più sottomesso alle antiche leggi, potrebbe essere riconosciuto senza difficoltà come vero Messia.

Questo è un modo serio, penso, di leggere il vangelo. Consiglierei, perciò, ai facili esorcisti di casa nostra di distrarre l’attenzione dalle persone che vanno a raccontare di essere vittime del maligno e di agire più sulle realtà concrete del popolo di Dio, dove si alimenta la contraddizione di chi, pur asserendo di essere figlio di Dio, di Dio Padre sa poco o nulla.

 

“Che c`entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci!

Il male vero in questo contesto è la negazione della reciprocità, è l’appropriarsi degli spazi anche fisici di una religione che vieta ad altri, solo perché portatori  di dottrine diverse, di potervi albergare…  “Che c’entrate voi di religione islamica sulla piazza antistante il Duomo di Milano? Siete venuti a rovinarci!”. Questo dicevano certi cattolici solo qualche tempo fa.

Può sembrare paradossale l’accostamento ma non lo è, se per interessi di parte noi cattolici come gli antichi scribi coltiviamo la presunzione di essere, in nome di un Gesù falsificato, “padroni” di una piazza… E’ su questo aspetto del problema che bisognerebbe riflettere ancora.

 

“Io so chi tu sei: il santo di Dio”.

In un confronto, in una lotta, chi conosce il nome e i titoli dell’avversario, esercita già un potere su di lui. Perciò lo spirito immondo pensa di svuotare il messaggio di Gesù, proclamandone spavaldamente il nome: “Io ti conosco, so chi tu sei… perciò sono più forte di te”.

Un atto di fede può essere bestemmia, se alle parole che si pronunciano non corrispondono le sane intenzioni. La “verità “ che non si offre a chi ha desiderio di credere, ma si impone, magari con le minacce dei roghi, è già di per sé frutto del maligno anche se vestita di sacri paludamenti.

 

Lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte… 

La realtà dello spirito immondo è profondamente inserita nella vita degli scribi e dei farisei, e non è un vestito che si può mettere o togliere facilmente. Perciò la liberazione è sofferta, richiede coraggio, produce strazio. Quando i cattolici pensano che le piazze antistanti le chiese sono  sinagoghe di loro appartenenza, hanno bisogno di essere liberati… anche se lo scricchiolio di vecchie concezioni preannunciano la fatica di rinunce mai prima pensate.

di Don Gaetano Zaralli 

 

commenta