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I disturbi del comportamento alimentare riguardano solo le donne? - Castelli Notizie

I disturbi del comportamento alimentare riguardano solo le donne?

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foto psicologia360.it

SPUNTI DI PSICOLOGIA – Vorrei affrontare il tema dei disturbi del comportamento alimentare, argomento largamente trattato dai professionisti della salute mentale ma con ancora tanti lati oscuri e chiavi di lettura. Riprenderemo le fila del discorso cercando di richiamare alla mente quali siano le caratteristiche di questi disturbi e ci dedicheremo ad analizzare, per quanto in modo non esaustivo probabilmente, un fenomeno che riguarda il genere maschile e che sempre più sta prendendo piede: il dismorfismo muscolare e l’uso eccessivo di steroidi anabolizzanti che servono a potenziare la propria massa muscolare. Tale fenomeno, secondo molti autori, avrebbe molte somiglianze con l’anoressia nervosa e la bulimia ma assume caratteristiche diverse perchè diversa è la percezione del proprio corpo nell’uomo e nella donna.

 

A proposito dell’anoressia la letteratura narra che siano stati i media negli anni 20 ad aver per primi colto l’associazione tra il corpo e l’immagine promossa dalla moda, proponendo un modello di donna che è esile, dinamica e insolitamente attenta al proprio look. Tale esempio avrebbe pertanto promosso nelle giovani donne il forte desiderio di corrispondere a tali modelli con la finalità di aumentare la loro desiderabilità e accettabilità sociale. Tuttavia spingendoci un po’ oltre questa spiegazione, vediamo che significato del digiuno e della fame in questi individui diviene un modo per percepire il proprio corpo in maniera maggiore (quando ho fame lo “sento”). Ciò che è significativo qui è la capacità di questi individui, attraverso il senso fisiologico della fame, di mantenersi “impegnati” a combattere costantemente e attentamente il proprio corpo che urla per la fame o per la stanchezza. Il corpo affamato fornisce un centro di gravità permanente distogliendo l’interesse dall’esterno (dal rapporto con gli altri) che è il reale nemico; la manipolazione di questo stato fisiologico darebbe quindi all’individuo la percezione di un controllo che non è alternativamente realizzabile. Quindi il corpo logorato e affamato diviene l’interlocutore privilegiato per la regolazione del proprio senso di sé, un interlocutore che guida la propria immaginazione, i pensieri e le azioni. Anche nel caso della bulimia la creazione di stati viscerali o fisici, attraverso l’ingestione e espulsione di cibo, permette al corpo di emergere come centro di equilibrio e come strumento per liberarsi dallo stato emotivo negativo originato dalla relazione con gli altri.

 

Il riempimento e svuotamento del proprio stomaco rappresentano lo strumento attraverso cui il soggetto bulimico percepisce simultaneamente il corpo come proprio e qualcosa di diverso da sè consentendogli di fuggire dal quel senso di inadeguatezza che il confronto con gli altri genera. Tuttavia a differenza dell’anoressia, dove la fame anestetizza l’individuo dal mondo esterno, il bisogno di approvazione che implica il contatto con gli altri, è qualcosa a cui i bulimici non sanno rinunciare e la manipolazione degli stati viscerali ha il fine di regolare la mancanza di consenso che emerge nel corso della propria relazione con gli altri ma anche di conformarsi a quei canoni estetici che garantiscono tale consenso. Gli episodi di abbuffate sono pertanto l’espressione di una condizione che è caratterizzata da una determinazione del senso di sé che va a braccetto con l’accettazione da parte degli altri. E negli uomini? I disturbi del comportamento alimentare tra gli uomini, sembrerebbero presentare origini simili a quelle femminili, ma con una sintomatologia differente. Se infatti una persona regola il proprio interagire con l’altro nel modo in cui si relaziona al suo corpo, differenze nella manifestazione dei disturbi alimentari dipenderanno dalla maniera in cui gli uomini usano il proprio corpo per regolare la loro relazione con gli altri.

 

A differenza delle donne, gli uomini appaiono più interessati alla forma che al peso; esattamente come nel caso delle donne, è stato suggerito che l’esposizione ad ideali non realistici di bellezza proposti dai media possono aver contribuito ad aumentare la prevalenza di disturbi del comportamento alimentare negli uomini. Ideali culturali di muscolosità tra gli uomini avrebbero aumentato i livelli di insoddisfazione relativi al proprio fisico, favorendo un abuso di steroidi e anabolizzanti e di body-building. In accordo con questi risultati, due tipi di disturbi possono essere individuati negli uomini: il primo, dismorfismo muscolare che per definizione si riferisce alla preoccupazione eccessiva per la propria forma muscolare e che potrebbe essere considerato l’equivalente dell’anoressia negli uomini; il secondo, l’uso di steroidi anabolizzanti androgeni, che presenta più analogie con la bulimia. Come l’anoressia, il dismorfismo muscolare non sembra originarsi da un’alterazione della percezione della propria immagine corporea ma dalla rilevanza sociale che la percezione della propria muscolatura ha per queste persone: essa diviene l’interlocutore che occupa il posto di un altro reale proteggendolo dal rivolgere l’attenzione all’esterno. Similmente, l’uso eccessivo di steroidi per manipolare la massa muscolare e quindi aderire ai canoni di desiderabilità promossi dai media, avrebbe parallelismi con la bulimia, perchè riguarderebbe persone con un profondo senso di inadeguatezza e un disperato bisogno di consenso che, in egual modo, individuano nel loro corpo lo strumento capace di garantirglielo (o negarglielo).

 

Quello che pertanto va compreso è che, sia negli uomini che nelle donne, il fattore scatenante dei disturbi del comportamento alimentare o di un’insolita preoccupazione per la propria forma fisica in realtà non risiede nel corpo che è solo lo strumento utilizzato per gestire una reale difficoltà: la relazione con gli altri. Il corpo diventa quasi un alleato per proteggersi da questa interazione e fuggire al giudizio e al confronto, elementi invece fondamentali, soprattutto nell’adolescenza, per una sana sperimentazione di sé e sviluppo della propria identità.

 

 

Dott.ssa Clara Camerino

Psicologa e Psicoterapeuta

cel. 3389467155 email

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sito web www.claracamerino.it