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“Se viaggiare col Co.Tra.L diventa come giocare alla roulette” - Castelli Notizie
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“Se viaggiare col Co.Tra.L diventa come giocare alla roulette”

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LETTERA  APERTA  AL  COTRAL – Premetto che, se per motivi d’urgenza, determinati dall’improvvisa accelerazione del ritmo dei vostri disservizi nel corso della settimana 21-28 del corrente gennaio, non ho avuto il tempo di raccogliere altre sottoscrizioni di questa lettera, ciò non vuol dire che io parli solo a mio nome, ma, innanzi tutto, a quello d’una trentina di persone compagne di viaggio sulla linea Latina-Velletri e ritorno e di qualche sue diramazione,  di tante altre danneggiate in questo infausto periodo, e di vostri dipendenti di vario livello, che fanno il proprio dovere, e che più d’ogni altro vorrebbero essere orgogliosi dell’organizzazione aziendale.

Vengo immediatamente ai disservizi, rilevati o in prima persona, o per testimonianza delle persone suddette. Disservizi oltre i quali potrebbero essercene stati altri, il che aggraverebbe ulteriormente la situazione che vado a denunciarvi.

Sabato 21  la corsa Velletri- Frascati delle 7.10, in coincidenza con quella da Latina delle 6,50, veniva soppressa, creando un doppio danno, cioè ai provenienti da Latina ed a quelli che la avrebbero dovuta prendere da Velletri. Nello stesso giorno saltava la corsa da Roma Anagnina delle 14.50  per  Velletri e  Latina, rovinando la prima parte del week end di molte persone, innanzi tutto lavoratrici e lavoratori. Lunedì 23 saltava la corsa delle 17.05 Velletri-Latina, in seguito alla soppressione della precedente da Roma, passante per Marino. Martedì 24, sull’autobus 5070 delle 8.05 da Latina notavo un guasto alla porta anteriore che la lasciava ampiamente aperta.

Mercoledì 25 ritardo di 20 minuti della partenza della corsa delle 8.30 Latina-Velletri. Soppressione della corsa delle 13.20 Roma Anagnina-Velletri, e conseguentemente di quella delle 14.30 Velletri- Latina, con conseguente spostamento dell’ ora del ritorno a casa di molti studenti.

Giovedì 26 identica soppressione delle due corse, con l’aggravante odiosa di non averlo comunicato al controllore del traffico del capolinea di Velletri, al quale, tra l’altro, la V/s azienda non ha fornito neanche un metro quadrato non dico attrezzato, ma almeno al coperto, cosa che non succede neanche negli angoli più abbandonati dell’Africa nera.

La mattina non era iniziata meglio a Latina, col posto di controllo delle corse chiuso, corsa delle 8.05 saltata, ed inutili telefonate dei passeggeri ai vostri numeri: il 418839 aveva la faccia di dichiarare che non gli risultava il salto della corsa, ed il 418851 semplicemente squillava a vuoto.

Per terminare degnamente la giornata l’ultimo autobus Velletri-Latina faceva un ritardo di mezz’ora lasciando al gelo ed al buio chi aspettava. Sabato 28 come sabato 21: ancora soppressa la corsa delle 14.50 da Roma Anagnina per Latina, e, con ciò, quella delle 15.55 da Velletri. Stavolta il controllore del traffico era stato avvisato. Chi aspettava la successiva corsa doveva aggiungere all’ora e dieci  altre cinque minuti di ritardo del tutto ingiustificato, perché mezzo ed autista erano da oltre un’ora  al deposito di Velletri, distante 3 km dal capolinea. Tutto ciò premesso, vengo al dunque. Non crediate, perché siamo prevalentemente studenti, cioè minorenni, stranieri comunitari od extra, e finalmente pensionati, di poterne approfittare come state facendo.

Se avete deciso di sopprimere strutturalmente alcune corse di quelle succitate, fatecelo sapere. Se la sostituzione, che da sempre e dovunque, perfino in quel caos di Trenitalia,  viene usata per evitare un disservizio, è stata soppressa pure essa da voi, fatecelo sapere. Abbiate la correttezza di farci sapere se programmare un viaggio col CO.TRA.L è come giocare alla roulette.

Non crediate che siamo così distratti da non aver notato la vostra furbata di risparmiare sulla manutenzione facendo lavare solo il muso ed il didietro dei pullman, lasciando luride le fiancate.

Se, ancora peggio di Trenitalia, avete l’abitudine di non rimborsare il biglietto o una quota dell’abbonamento  per ogni corsa saltata ed in più l’indennizzo per le decurtazioni salariali per le ore di lavoro perdute per vostra esclusiva responsabilità, a che titolo pretendete che ognuno, anche che viene costretto a viaggiare in piedi nei superffollamenti conseguenti alle corse saltate, esibisca ai vostri controllori un titolo di viaggio? Ricordate che ancora nessun regime, neanche il penultimo, ha cancellato dal codice due reati per i quali pensate di godere d’un’impunità assoluta: l’abbandono del posto di lavoro (e parlo anche quello al telefono, oltre che quello del capolinea) e l’interruzione di pubblico servizio. In attesa non di risposta, ma di fatti concreti, vi saluto.

 

PIER LUIGI  STARACE

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