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'LA CONNESSIONE TRA OCCHI E POSTURA' nella rubrica sull'osteopatia - Castelli Notizie

‘LA CONNESSIONE TRA OCCHI E POSTURA’ nella rubrica sull’osteopatia

Connessione tra occhi e postura articolo

Connessione tra occhi e postura, l’osteopatia come mezzo di riequilibrio posturale prima di una visita oculistica

Si è visto come la vista sia artefice di posture scorrette che nel tempo creano molti problemi al rachide. Ma se la vista guida la postura, la postura può a sua volta compromettere le tensioni muscolari extraoculari dell’occhio? Sappiamo come la contrazione dei muscoli oculari dia vita alla nota legge del tutto e niente. Questo porterà ad avere delle importanti modificazione dell’ allineamento visivo quindi darà vita alle anomalie sensoriali e neuro muscolari. La visione e soggetta alle leggi di Hering e di Sherrington. La tecnica proposta nel mio libro si è dimostrata molto efficace sulle Vergenze e sulle Versioni. Come le relative documentazioni dimostrano. Si è riscontrato che lo stress crea una sovra stimolazione delle zone limbiche-ipotalamiche queste a loro volta comunicano milioni di informazioni ai recettori visivi che mandano in tilt le risposte motorie dei muscoli extraoculari. Prima di comprendere la relazione tra l’occhio e la postura, definiamo che cosa significa quest’ultimo termine. Si definisce postura la maniera di posizionare il proprio corpo nell’ambiente (DUCHEMIN 1995). È quindi grazie ad essa che noi siamo capaci di sederci,alzarci,mantenere l’equilibrio e controllare i nostri movimenti.

Effetto del sistema oculo-motore sulla postura

I muscoli degli occhi, del collo e di tutto l’apparato muscolare sono intimamente collegati (busquet, 1988). In effetti ogni volta che i globi oculari si muovono, le terminazioni anelliformi a spirale dei muscoli dell’occhio sono stimolati.

Esse danno l’ordine ai muscoli della nuca di contrarsi al fine di consentire alla testa di cambiare posizione per poter fissare l’oggetto di interesse.

A seguito di tale cambiamento posturale, i recettori articolati situati al livello del collo informano il vestibolo,l’apparato equilibratore che, a sua volta, inviera’ degli inpulsi in direzione dei nuclei vestibolari del bulbo rachidiano (rachideo).Infine, questi ultimi trasmetteranno degli inpulsi che permetteranno di regolare la tonicita’ dei muscoli erettori allo scopo di mantenere l’equilibrio nella posizione eretta.

La Tecnica ssli ( Stimolazione Sistema Limbico-Ipotalamico)

 Il sistema limbico con le sue componenti dà vita ad emozioni, ricordi e percezioni. In esso, attraverso gli organi competenti, si convogliano gli imput del mondo esterno sottoforma molecolare entrando così in un mondo di comunicazione reale senza filtri. La mia visione olistica mi porta a pensare come in questo mondo non ci sia pregiudizio ma solo pura e semplice verità. Il sistema limbico è cosi sensibile da consentire all’uomo di provare emozioni tali da perdersi in esse, ma anche di associare i profumi al mondo materiale, lo mette in comunicazione con l’istinto innato, primordiale. Questi istinti sono a volte deleteri per l’uomo stesso, poiché lo allontanano dalla propria verità. Qualcuno ha dato all’uomo la possibilità di interagire con il sistema limbico attraverso il libero arbitrio. L’emozione è vincolante per l’essere umano, lo sposta dal proprio centro, gli impedisce di godere pienamente delle bellezze del mondo. Ma siamo talmente speciali da poter rimediare e rigenerare le nostre più piccole cellule e particelle, ma non da soli, abbiamo bisogno di qualcuno che ci indichi la strada da seguire per arrivare a sviluppare quell’indipendenza che ci condurrà verso l’equilibrio.

Effetto della visione sulla postura

Vediamo ora come la visione interviene nel mantenimento dell’equilibrio posturale. Per capire meglio l’importanza dell’ elemento visivo a livello della postura, e’ sufficiente sperimentare la seguente esperienza: provare a rimanere in piedi su una gamba a occhi chiusi. La mancanza di informazioni della retina non consente al sistema di equilibrio (sistema vestibolare), di spostare l’asse del corpo sulla verticale mediana. Di conseguenza, il corpo non riesce a modificare l’insieme dei muscoli posturali in modo adeguato a correggere gli scarti rispetto alla verticale per mantenere o ristabilire l’equilibrio (gentax,1988). Lo scopo principale della relazione postura-occhio e’ di assicurare un funzionamento binoculare ottimale della percezzione visiva. Cosi’ in caso di impegni visivi sostenuti e specifici, la postura gioca un ruolo di supporto dell’ottica, che consiste nel mantenere il corpo in una posizione tale da stimolare in modo equivalente le due retine. E’ la posizione canonica, in cui l’informazione visiva giunge in eguale quantita’ ai due occhi, poiche’ il corpo si trova al centro ed equilibrato tra le due parti dell’ impegno visuale (harmon, 1958). La relazione tra postura e la visione e’ importante e l’una non puo’ prescindere dall’ altra. Infatti, nelle persone la cui postura presenta una certa rotazione del corpo, un occhio risulta avere una posizione piu’ favorevole rispetto all’ altro in quanto dispone di un piu’ ampio campo visivo. Utilizzando sempre più lo stesso occhio sarà disturbata la visione binoculare. Un occhio sara’ favorito ed il corpo tendera’ a rimanere in rotazione.

Conseguenze di una cattiva postura sulla visione
Teoria di Forrest

Il dr. Forrest, nella sua ricerca di una nuova etilogia in grado di spiegare la comparsa dell’astigmatismo, ha proposto una teoria che mette in relazione i movimenti degli occhi con la testa in generale. Ci sono prima i movimenti degli occhi con la testa ferma, poi il movimento della testa sincronizzato con quelli degli occhi e infine la postura della testa mantenuta dal soggetto. Dopo numerosi studi, le sue conclusioni dimostrano che dopo 4 mesi di movimenti oculari ripetuti nella stessa direzione, compare l’astigmatismo. Questo ultimo si sviluppa sullo stesso asse dei movimenti ripetuti. Per esempio, quando la testa e’ mantenuta fissa e gli occhi fanno frequentemente dei movimenti orizzontali, l’astigmatismo formato sara’ a 180° mentre i movimenti costanti lungo la verticale implicano un astigmatismo di 90°. Se la persona muove gli occhi lungo tutti gli assi, non vi sara’ alcuna comparsa di astigmatismo.

Conseguenze di una cattiva visione sulla postura

Secondo le osservazioni, oltre che le diverse ricerche basate sulla teoria della dinamica della visione, HARMON (l’autore che propose la distanza di lettura ottimale che porta il suo nome) nel 1958 constatò dei fatti interessanti circa la postura caratteristica riscontrata nei soggetti con problemi visivi. Infatti, egli osservò i seguenti fenomeni: i miopi guidano con il mento, gli ipermetropi attaccano con la fronte , gli astigmatici inclinano la testa, gli anisometropi hanno la tendenza a ruotare la testa, gli esoforici tendono a ruotare le scapole verso l’interno gli exoforici tendono a ruotare le scapole verso l’esterno. Dovremmo rendere flessibile visione e comportamento per poter facilmente assorbire senza danni strutturali lo stress visivo – cognitivo – prossimale. Qualunque sistema se è irrigidito subisce lo stress deteriorando velocemente la sua efficienza. L’abitudine a sottovalutare le strategie che l’organismo attua di fronte ad un problema visivo – cognitivo ci obbliga spesso a scoprire il problema solo dopo che si è instaurata una modifica della struttura. Spesso un soggetto affaticato viene considerato solo se evidenzia un difetto di vista. Se una postura scorretta viene mantenuta per periodi prolungati si hanno effetti sulla coordinazione binoculare,il rendimento accomodativo diventa diverso fra i due occhi,compaiono FORIE, si possono accentuare le anisometropie, si degrada l’equilibrio del sistema visivo. Abbiamo notato come le misurazioni possano cambiare dopo il trattamento, questo fa nascere delle riflessioni su tutte le necessarie e continue modificazioni degli occhiali nei successivi 15 giorni dopo la visita. Di seguito troverete dei dati che riguardano esami prima e dopo il trattamento.

Applicazione della tecnica sul sistema limbico con misurazioni strumentali ottiche

Caso 1

Paziente di sesso femminile C.M. età 16 anni non misura la vista da circa un anno, lamenta forti mal di testa.

Valutazione Ottica Pre-Trattamento:

Occhio destro:

Visus corretto 8/10 con sfera -2, cilindro – 0,25 asse 135°

Occhio Sinistro:

Occhio dominante.

Visus corretto 10/10 con sfera -2.50, presenta exoforia

Valutazione Ottica Post-Trattamento:

Occhio destro:

Visus corretto 10/10 situazione pre trattamento corretta

Occhio Sinistro:

Visus corretto 10/10 con sfera -2,25, ridotta exoforia

L’occhio con valutazione strumentale prima del trattamento risultava pigro.

Il controllo e stato effettuato subito dopo il trattamento nello stesso giorno

Caso 2

Paziente di sesso femminile R. A. età 52 anni non misura la vista da circa due anni , lamenta da molto tempo emicranie periodiche. Da valutazione posturale si evidenzia: Omolateralità dx dovuta anche da gamba corta circa 1 centimetro, accusa gastriti, fa molto uso di Aulin, difficoltà respiratoria il paziente riferisce che a volte si sente “stringere in gola come se venisse afferrata.”

Valutazione Ottica Pre-Trattamento:

Occhio destro:

Visus corretto 10/10 con sfera +1

Occhio Sinistro:

Visus corretto 10/10 con sfera +1,25, presenta exoforia

Valutazione Ottica Post-Trattamento:

Occhio destro:

Visus corretto 10/10 sfera + 0,75.

Occhio Sinistro:

Visus corretto 10/10 con sfera +1, cilindro + 0,80 asse 15°. Sparita exoforia.

L’occhio con valutazione strumentale prima del trattamento risultava da correggere con equivalente sferico i + 1,25 dopo 2 giorni dal trattamento si è palesato astigmatismo di 0,50.

 

 PER ULTERIORI INFO CONTATTARE ALESSIO D’ANDREA 

ALLA CASELLA Alessio.dan@gmail.com O AL NUMERO 393.6437232 

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