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GLI AGRICOLTORI ALZANO LA VOCE: 'NON CE LA FACCIAMO PIU' - Castelli Notizie
Attualità

GLI AGRICOLTORI ALZANO LA VOCE: ‘NON CE LA FACCIAMO PIU’

aspal

C’era da fare la voce grossa e sono stati in tanti a farla. Non s’è tirata indietro l’Associazione dei Produttori Agricoli Laziali, aderente alla F.I.M.A., che ha organizzato con successo una manifestazione  alla Pisana, presso  il  consiglio  regionale  del  Lazio, alla quale hanno aderito circa  300  persone tra agricoltori, allevatori  ed  aziende  boschive.

Tra i motivi  della  protesta, manco a dirlo, i  continui aumenti dei costi di  produzione, a  cominciare  dal  caro gasolio. Oltre a ciò hanno pesato  l’eccessivo costo  del  lavoro,  i  prezzi alla  produzione  troppo  bassi,  le  estensioni  continue dei  parchi  regionali (che limitano anche il comparto venatorio oltre a quello boschivo) e  le  calamità  naturali  che  hanno  colpito  le  produzioni, come la batteriosi  del  kiwi e il cinipide del  castagno. Su quest’ultime la Regione Lazio  aveva  preso l’impegno di  mettere  a  disposizione  delle  risorse  adeguate  alle  esigenze  degli  agricoltori  e  delle  aziende  boschive. “Purtroppo – fanno sapere quelli dell’Aspal – per  quanto  riguarda  la  batteriosi  del  kiwi, su  un  danno  accertato  di  16  milioni  di  euro la Regione    ha  tutt’  ora  messo  a  disposizione  poco  più  di  un  milione  di  euro   per  le  aziende  colpite. Per  quanto  riguarda  il  cinipide poi  nei  parchi, essendo  aree  protette, non  si  potrà  nemmeno  lanciare  il  Tourimus (insetto  antagonista), in  virtù  di  una  legge  nazionale  che  ne  vieta  l’utilizzo”. Un altro  problema  sollevato  dall’Aspal è stato  quello dei psr  regionali: tante  le domande  presentate  dal  2009  ad  oggi, ancora  non  finanziate  per   lungaggini   burocratiche  che mettono in difficoltà gli  agricoltori,  che  in  questo  modo  non  possono  fare  investimenti  adeguati nelle  proprie  aziende. Per l’ASPAL “i  parchi  e  i  consorzi  di  bonifica sono  ormai  dei  veri  carrozzoni  clientelari  inutili  e  costosi  per  tutta  la  regione  e  per  tutta  l’Italia e – aggiunge il movimento guidato da Stefano Giammatteo –  vanno quantomeno  ridimensionati  riducendo  le  risorse  destinate  ad  essi, con  l’obiettivo  di  poter  avere  maggiori  fondi  a  disposizione per  salvare  l’agricoltura  dal  collasso”.

Nel corso del sit-in è stato poi sollevato  il  problema  della  Gerit – Equitalia,   che l’Aspal, con toni forti, ha accusato persino di ‘usura legalizzata ai danni di tante piccole imprese e numerose famiglie’. “Occorre una  legge  regionale e  nazionale  che  regoli  questo  sistema  di  riscossione – continuano dall’Aspal –  nel  rispetto  dei  nostri  principi  costituzionali”.

Alla  fine  della  manifestazione  una  delegazione  formata  dal  presidente  Stefano  Giammatteo,  i  vice  presidenti  Piero  Valeri  e  Fabio  Caponecchi ,  il  segretario  Federica  Ferrari   ed  alcuni  soci  dell’ associazione, è  stata  ricevuta in un colloquio  di  circa  due  ore,  dall’assessore  all’ambiente Marco Mattei,  dall’assessore  all’agricoltura  Birindelli, dal  presidente  della  commissione Battistoni  e  da  alcuni  membri  della  commissione  stessa,  sia  di  maggioranza  che  di  minoranza,  i  quali  hanno  preso  impegno  di  mettere  in  agenda  le  rivendicazioni  dell’ASPAL,  per  garantire  una   ripresa  immediata  di  tutto  il  settore  agro-zootecnico  e  boschivo  del  territorio laziale.

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