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Velletri, il Comitato Acqua Pubblica incalza l’Amministrazione - Castelli Notizie
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Velletri, il Comitato Acqua Pubblica incalza l’Amministrazione

acqua

E’ un Comitato per l’Acqua pubblica, quello di Velletri, che non usa mezzi termini per attaccare la Giunta comunale guidata da Fausto Servadio, rea “di aver approvato una delibera d’indirizzo per l’inserimento nello statuto comunale di un vero pastrocchio, richiamando fumosamente il concetto di beni comuni. Tutto questo è – sottolineano dal Comitato, piuttosto seccati – è avvenuto in silenzio, senza interpellare i cittadini. La modifica dello statuto comunale – ribadiscono -,  come già realizzato da centinaia di comuni, tra i quali Ariccia, Lanuvio e Genzano,  ha un obiettivo ben chiaro: sancire il principio che l’acqua è un bene senza rilevanza economica e che la gestione del sistema idrico integrato deve essere pubblica, con la partecipazione della cittadinanza”.  Velletri, secondo il locale Comitato per l’Acqua Pubblica si sarebbe distinta “in negativo rispetto ai tanti comuni che hanno già accolto il risultato referendario”.

Il Comitato va oltre attaccando duramente la nomina del 9° assessore, avvenuta in autunno: “la scelta di creare un Assessorato ai beni comuni da parte della giunta Servadio era senza dubbio un segnale importante, ma solo alla condizione che non si trattasse di una semplice operazione di propaganda, senza azioni concrete. A distanza di mesi dobbiamo però constatare come da parte dell’attuale maggioranza si sia avviata una clamorosa mistificazione sul concetto di beni comuni, con una appropriazione indebita del voto dei referendum”.

“Basta leggere le tante delibere approvate – continuano dal Comitato – per avere l’idea dell’importante movimento partito da altri consigli comunali. Anche a Velletri nel 2009 il Comitato Acqua Pubblica aveva proposto il cambiamento dello statuto per affermare la tutela della gestione pubblica dell’acqua. Lo avevamo fatto con una proposta popolare, appoggiata da 900 cittadini. Nonostante i referendum la giunta di Velletri, che al suo interno ha un assessore ai beni comuni, espressione di un partito, Sinistra Ecologia e Libertà, che a livello nazionale ha sempre detto di voler appoggiare il movimento per l’acqua,  si ostina a difendere la gestione privata dell’acqua. Lo fa nei fatti, mascherandosi dietro delibere inutili, dannose e senza nessuna conseguenza per i cittadini. La decisione della giunta dello scorso 5 marzo non cita neanche una volta la parola acqua; non afferma che la gestione dei servizi pubblici locali debba essere pubblica; non introduce il principio della garanzia del flusso minimo vitale; non garantisce i cittadini rispetto alle speculazioni da parte delle multinazionali. Insomma, un vero spreco di carta e di tempo. Chiediamo a questo punto che la Giunta ritiri immediatamente la delibera d’indirizzo approvata il 5 marzo. Se dovesse proseguire nella sua intenzione di metterla come base della discussione in  consiglio comunale chiederemo all’intera cittadinanza di mobilitarsi per difendere il voto di 22 mila cittadini di Velletri che lo scorso giugno hanno detto a chiare lettere che ‘la gestione dell’acqua deve essere pubblica, democratica e partecipata’. Questo tema – conclude il movimento – appartiene ai cittadini e non può diventare oggetto di baratto o di accordi tra le segreterie dei partiti”.

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