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LO TSUNAMI D'ARICCIA: prima il Commissariamento poi di nuovo al voto! - Castelli Notizie
POLITICA

LO TSUNAMI D’ARICCIA: prima il Commissariamento poi di nuovo al voto!

ariccia

Il sindaco Emilio Cianfanelli

Un colpo di spugna di quelli che non ammettono repliche. Tutto da rifare ad Ariccia, dove dopo neppure un anno il Cianfanelli bis sta naufragando amaramente a colpi di carte bollate.

Polemiche a non finire ed una tensione che si taglia col coltello: in mezzo la decisione della seconda sezione bis del Tar del Lazio, presieduta da Edoardo Pugliese, che ha accolto il ricorso proposto dal candidato a sindaco Roberto Di Felice, che nel ballottaggio di maggio fu battuto da Cianfanelli per appena 32 voti.

Decisiva per l’annullamento della proclamazione degli eletti la non regolare costituzione di una sezione elettorale, unita alle irregolari operazioni relative al turno di ballottaggio in ulteriori dodici sezioni. Fari puntati sul presidente di una delle sezioni, che non sarebbe stato nominato dal presidente della Corte di Appello: nessun atto dell’investitura ufficiale è infatti mai strato trovato, tale da far configura il vizio di nullità, tanto più che in una sezione elettorale non è neppure stata riscontrata correlazione tra le schede autenticate e la somma delle schede adoperate effettivamente dagli elettori con quelle non utilizzate ed indicate nel verbale. Il Tar ha quindi disposto che la sentenza venisse trasmessa al Sindaco di Ariccia e al Prefetto di Roma per la nomina del Commissario prefettizio che traghetterà la cittadina verso nuove elezioni.

Il Sindaco, da par suo, continua a professare la sua massima fiducia nella giustizia, ma chiede di evitare provvedimenti che destabilizzino il governo della città, attendendo che anche il Consiglio di Stato si pronunci.

In giornata, nel frattempo, il botta e risposta tra il Sindaco e l’uddicino Giovanni Libanori si è arricchito di una nuova controreplica di quest’ultimo: “la magistratura – ha ribadito Libanori – ha riscontrato gravissime irregolarità nelle operazioni elettorali tanto da sentenziarne l’annullamento. Operazioni elettorali gestite dagli uffici di quel Comune di cui il sig. Cianfanelli era Sindaco uscente. Sono convinto che le responsabilità, nonchè la paternità di provvedimenti tanto singolari quanto coraggiosi, saranno accertati molto presto e a quel punto l’inopportuna ironia lascerà il campo ad uno scenario tristemente desolante. La mia storia personale, la mia famiglia e la mia attività politica sono sempre state sintesi di onestà, pulizia e rispetto. Rispetto che ho sempre usato specialmente nei confronti dei miei interlocutori politici. Ogni mio atto politico, compreso quello di sfiduciare il sindaco del mio Comune, è stato fatto sulla base di motivazioni politiche, amministrative e di coerenza. Sarebbe facile per me impegnare il Sig. Cianfanelli ad un pubblico confronto allo scopo di apprezzare, atti alla mano, il candore di ciascuna delle nostre storie, ma come ripeto è una pratica questa che non mi appartiene. Io – ha concluso Libanori –  rispetto ai fatti contestati mi sarei dimesso per cultura, per dignità, per dovere e per rispetto”.

 

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