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Rifiuti. ‘No all’inceneritore, blocchiamolo ora!’ - Castelli Notizie
Attualità

Rifiuti. ‘No all’inceneritore, blocchiamolo ora!’

no inc

 

di Maria LANCIOTTI

Polizia locale e Carabinieri erano già lì, nella bella piazza Costituente di Palazzo Savelli quando, giovedì 15 marzo dopo le 16.30, sono cominciati ad arrivare i rappresentanti del Coordinamento NoInc. Avevano pure le bandierine nuove e un nuovo striscione con la scritta illuminante “’No all’inceneritore, blocchiamolo ora!’ ma le facce erano quelle di sempre, solo più stanche perché gli anni passano e le lotte logorano. Ma intanto i ragazzi sono cresciuti e sono forza nuova. “Oggi ci troviamo qui per queste simpatiche novità”, e già col primo intervento si ripassano gli ultimi incredibili sviluppi di un processo a tinte gialle e nere. Ormai si va a voci di corridoio, indiscrezioni e messaggi subliminali, qui lo dico e qui lo nego, ‘vie brevi’ e procedure sbloccate in gran segreto. Nel grosso pollaio razzola di tutto e c’è chi tira il collo e chi butta mangime. “Una violazione macroscopica” continua così l’intervento, “non esistono ragioni che possano giustificare la proposta di Cerroni sull’inceneritore”. E il povero Cerroni torna sempre in ballo, e anche se è un ballo di gruppo lui si prende sempre tutte le attenzioni. Chissà perché.  E si parla con i piedi per terra, senza salire su palchi inesistenti, di pressioni e allettamenti, ma nessuno vuole credere a tale vergognosa ipotesi che sta circolando sempre più insistente.

“Qui non si sa niente. È la follia più totale. L’amministrazione non può contare sul fatto che la gente rimanga in silenzio. Qui c’è gente che prende a schiaffi la popolazione italiana. È tutta colpa nostra, imbecilli e addormentati, altrimenti non saremmo arrivati a questo punto”. La parola al chimico Aldo Garofalo, che passa a illustrare un quadro clinico che non piace riferire, ma che si prospetta atroce specialmente per bambini e donne vivendo in determinate condizioni, respirando sostanze cancerogene che ti entrano dalla finestra col primo sole. E via con la descrizione di ciò che succede alla terra, all’acqua, all’aria, insomma alle fonti vitali, con la discarica obsoleta che accoglie tutto indifferentemente e lo rilascia sotto forma di veleni. “Inquinamenti in falda, accumulo di percolato raccolti in due cisterne sotto gli invasi, materiali tossici e nocivi che vanno da qualche parte”.

Parla l’avvocato Daniele Castri, referente legale del Coordinamento NoInc, e rifà le tappe che da anni segnano un percorso irto di ostacoli e disseminato di trappole da cui ogni volta si esce indenni ma subito c’è pronto qualche altro pacchetto da srotolare, e in questo lungo stillicidio regga chi può in attesa dei tempi della Giustizia. Ma cosa si sta combattendo, la discarica fuorilegge o la paventata costruzione dell’inceneritore più grande d’Europa – ma che bel primato! – mentre ancora non ci si organizza per la raccolta differenziata? “Le cose sono strettamente collegate”, è la risposta di Castri. “Entrambe rappresentano una modalità per lo smaltimento dei rifiuti folle e anacronistica. L’alternativa è la raccolta differenziata porta a porta associata al riciclo e al riuso”.  Semplice, no?  E che ci vuole, con tutti gli interessi di cui è farcita la monnezza laziale? Ma Castri non dispera: “Aspettiamo fiduciosi la sentenza del Consiglio di Stato”.

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