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LARIANO, LA PIOGGIA NON FERMA EMILIANO ASTOLFI - Castelli Notizie
POLITICA

LARIANO, LA PIOGGIA NON FERMA EMILIANO ASTOLFI

Emiliano Astolfi e il gruppo dei candidati consiglieri

 

Emiliano Astolfi e il gruppo dei candidati consiglieri

Si dice a Lariano che i politici evitino accuratamente di parlare in piazza Santa Eurosia, troppo rischioso organizzare un comizio su uno spazio così grande e dispersivo. Perché piazza Santa Eurosia, soprattutto dopo la ristrutturazione, sembra ancora più grande, la sua forma allungata non aiuta il raccoglimento della gente. Si dice ancora che sotto la secolare quercia si noti di meno lo scarso pubblico e questa leggenda è stata confermata da Corrado Bartoli che ha proprio detto questo: “Erano quarant’anni che non si vedeva la piazza così piena”. Si diceva perché da ieri non è più così, si è rovesciata la clessidra perché Emiliano Astolfi candidato sindaco con la lista Più Lariano ha sgonfiato la leggenda e i nuvoloni neri trasformatisi presto in pioggia non sono riusciti nemmeno a spegnere l’entusiasmo. Nel comizio che Astolfi, circondato dai suoi sedici candidati, ha tenuto domenica 15 aprile, ha messo tutta la passione e l’energia per gridare forte il suo progetto per la sua amata città.

Emiliano Astolfi durante il suo comizio...bagnato

Mentre le nuvole incombevano alcuni dei candidati hanno voluto dare il loro contributo aprendo il comizio: Sabrina Verri che ha sottolineato l’importanza della scuola finalmente da considerare una risorsa e non solo un costo; Gianluca Casagrande Raffi che ha gridato la sua rabbia contro chi finora, a suo dire, ha sfruttato Lariano per i suoi comodi; Corrado Bartoli il cantore della leggenda su piazza Santa Eurosia che ha fatto notare come il palco fosse spoglio di politici di Velletri e di Roma ma fosse pieno di gente che vuole cambiare in meglio Lariano; Maura Astolfi che si è detta sconvolta da tanti anni di disonestà politica e scarsa attenzione ai servizi sociali.

Poi è stata la volta di Emiliano Astolfi, le nubi si addensavano, si capiva che il discorso non sarebbe durato a lungo, infatti il conteggio si è fermato a sei minuti ma è riuscito a condensare tutto ciò che voleva dire riuscendo a strappare un applauso dopo l’altro. “Molti di voi, la maggior parte – ha esordito Astolfi – sono qui stasera per sentire le nostre motivazioni per cui stiamo partecipando a questa tornata elettorale, qualcun altro si aspetta delle risposte rispetto ad altre cose che sono accadute. C’èra un mio caro amico che tanti anni fa, quando ho iniziato a fare politica, mi disse: “Attenzione perché non tutti quelli che ascoltano musica poi faranno i musicisti, non tutti quelli che leggono libri diventeranno scrittori e, bada bene, non tutti quelli che andranno sui palchi a fare comizi saranno grandi politici! Ecco, Lariano vive di questi, di gente che va sui palchi e che di politica ne sa ben poco. Siamo qua per ridare l’autonomia alla nostra città. Nel ’57 un gruppo di giovani come noi si misero insieme, a prescindere dai colori politici e dalle idee che avevano, per restituire dignità alla nostra città; noi ci siamo messi insieme per lo stesso identico motivo: restituire dignità a Lariano e ai larianesi”.

In tanti al comizio di Emiliano Astolfi

La sua candidatura nasce soprattutto da una delusione verso i politici che finora hanno amministrato e lo ha gridato a gran voce, sotto uno scroscio di pioggia e di mani battenti: “Lariano è stata violentata, aggredita ed assassinata da coloro che oggi scendono in piazza a dirvi di essere pronti ad investire sulle nuove generazioni e sui larianesi. Stanno mentendo! Questo Comune è stato sulle pagine dei giornali, per troppo tempo, per i cantieri sequestrati alla camorra, per i fatti di cronaca inerenti la politica e gli amministratori; questo comune è stato sui giornali perche tecnici di fiducia, rispetto a dei lavori, sono stati inquisiti ed arrestati. Questo è quello che hanno fatto diventare lariano”. Mentre i primi ombrelli hanno iniziato ad aprirsi Emiliano Astolfi ha spiegato con forza il perché dei nomi che compongono la sua lista: “Noi crediamo e siamo convinti che voi meritiate di più. Però il patto deve essere questo: questa volta, questa unica volta, datevi fiducia! Cercate di approfittare delle novità che abbiamo messo in campo. Qualcuno punta il dito e dice: perchè tizio o caio sta insieme? Perchè siamo stanchi! E quando le persone per bene, sottolineo per bene, sono stanche di vedere le ruberie e le angherie rispetto ai propri concittadini, vanno oltre e decidono di fare un comitato di liberazione, perche Lariano è stata occupata da gente indegna. A tutti coloro che andranno nelle vostre case – ha proseguito – chiedetegli sì cosa vogliono fare ma pretendete di sapere che cosa non hanno fatto in questi dieci anni e quante parole hanno speso negli ultimi quarant’anni per raccontarvi una favola che si è tramutata in tragedia! E allora a questo dovete rispondere cari colleghi che andate sulle pubbliche piazze a portare il verbo, la novità è questa: non siamo più pronti ad accettare le vostre bugie! Non siamo più pronti ad ascoltarvi, non siamo pronti ad ascoltare quella categoria di politici che negli ultimi anni hanno fatto i traduttori! Ecco, hanno tradotto i vostri pensieri nei loro interessi”. Poi c’è stata solo la pioggia e prima della fuga precipitosa sotto i portici Astolfi ha gridato il suo slogan preferito: “Vogliamo rendere Lariano più bella”.

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