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La sinistra di Genzano si mobilita in Regione per l'Ospedale 'Rosa' - Castelli Notizie
Attualità

La sinistra di Genzano si mobilita in Regione per l’Ospedale ‘Rosa’

ospedale in rosa

 

 di Federica Tetti

 

La battaglia per il polo ospedaliero rosa è arrivata alla Pisana. In mattinata, presso il Consiglio regionale del Lazio, è stata presentata la proposta della Federazione della Sinistra di Genzano per la riorganizzazione dell’ospedale “De Santis”;  mozione che i consiglieri regionali FdS, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, rivolgeranno quanto prima alla commissione sanità e alla Presidente della Regione Lazio (nonché commissario straordinario alla sanità) Renata Polverini.

Insieme  ai due consiglieri della Pisana, sono intervenuti l’assessore ai servizi sociali e alla sanità del Comune di Genzano, Emiliano Bernoni, i consiglieri comunali FdS Marta Elisa Bevilacqua e Virgilio Seu (peraltro segretari cittadini di Rifondazione l’una e del Pdci l’altro) e i segretari della federazione Castelli romani Prc e Pc, Danilo Marra e Giovanni Sanna.

L’iniziativa fa parte della campagna “S.O.S. Sanità, la salute è un diritto”, lanciata dalla stessa Federazione della Sinistra. “Quella che ci apprestiamo a presentare– ha esordito Ivano Peduzzi, capogruppo FdS alla Pisana – è una proposta nata dai reali bisogni del territorio del polo H2. L’iniziativa S.O.S Sanità ci ha spinto a visitare diverse strutture ospedaliere regionali,  dove abbiamo potuto toccare con mano la realtà del sistema sanitario laziale: una realtà del tutto disastrata. Come Federazione della Sinistra abbiamo allora messo in atto una mobilitazione per contrastare un disegno presente ormai da diversi anni, che sta mercificando il diritto fondamentale alla salute. Vogliamo rendere fruibile l’offerta sanitaria non secondo una logica di mercato, ma secondo le regole del vivere civile e riportare un servizio efficiente e di qualità  verso i territori e  i  cittadini”.

“La nostra proposta costituisce un vero e proprio documento per la difesa della salute pubblica – ha affermato l’assessore ai servizi sociali e alla sanità del comune di Genzano, Emiliano Bernoni –. Il polo materno infantile di Genzano è fondamentale non solo per il paese ma per tutta l’area di Roma sud. Secondo una relazione tecnica del 2011, l’accettazione materno infantile ha registrato circa 12mila accessi di cui 7mila pediatrici. Con soli 14 posti letto sono stati effettuati in un anno oltre mille parti. Alla luce di questi dati e di un bacino d’utenza superiore alle 100mila persone, riteniamo che l’ospedale ‘De Santis’ debba essere rilanciato e valorizzato, per qualificarlo così come un centro di eccellenza”.  

Nella proposta avanzata per l’ospedale di Genzano si è pensato di portare a tre le sale parto e di attrezzarne una per il parto in acqua, predisponendo inoltre una sala operatoria dedicata alle emergenze ostetrico-ginecologiche autonoma, che non intralci l’attività del blocco operatorio, ed equipaggiando un reparto di neonatologia e patologia neonatale, sviluppando tutta una serie di prestazioni ambulatoriali ricollegabili alla fascia pediatrica. Al nosocomio di via Achille Grandi si affiancherebbero, inoltre, strutture come i Consultori che svolgerebbero un’attività di prevenzione e assistenza. Insomma un ospedale dedicato esclusivamente alla donna in ogni sua problematica.

“Questa specializzazione non sarebbe in contrasto con la realizzazione del Policlinico dei Castelli – ha concluso l’assessore Bernoni –, visto che l’ospedale genzanese rimarrebbe in funzione indipendentemente come Polo Ostetrico – Ginecologico – Pediatrico dei Castelli Romani. La valorizzazione del polo specialistico permetterebbe così di non sperperare le ingenti somme di denaro spese per la ristrutturazione del nuovo reparto ostetrico ginecologico e del laboratorio analisi”.

Entro la fine di giugno in un consiglio comunale aperto il Sindaco di Genzano Flavio Gabbarini, con l’assessore Bernoni, discuteranno la proposta con tutti gli operatori del settore sanitario,  medici,  infermieri e dirigenti dell’Asl , per chiedere poi un’audizione immediata in Regione ed aprire un tavolo di trattative con le altre forze politiche, per fare in modo che non sia un solo partito a battersi per le sorti del nosocomio cittadino, ma un fronte comune che rappresenti tutti i cittadini.

 

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