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Nessun 'grillino' alle Amministrative dei Castelli? Ecco i perché dei Movimenti a 5 Stelle - Castelli Notizie
Attualità

Nessun ‘grillino’ alle Amministrative dei Castelli? Ecco i perché dei Movimenti a 5 Stelle

>>>ANSA/ COMUNALI: GRILLO, A PARMA E GENOVA PROBABILE BALLOTTAGGIO!


di Stefano Corradi

 

È stato il vero vincitore dell’ultima tornata elettorale. Tutti ne parlano: stampa, telegiornali, opinionisti e analisti politici si sono sviscerati nell’analizzare il fenomeno del Movimento a Cinque Stelle e del suo istrionico fondatore Beppe Grillo. Alle amministrative che si sono svolte il 6 e 7 maggio scorso i “grillini” hanno ottenuto percentuali importanti, mai viste per un movimento nato da poco sulla rete e formato principalmente da cittadini che si sono avvicinati alla politica per la prima volta. Nessuno forse, e con questi risultati probabilmente neanche gli attivisti a cinque stelle si aspettavano un successo di queste dimensioni, prevedeva l’elezione a Sindaco del primo esponente grillino a Serego, in provincia di Vicenza, o di arrivare addirittura al ballottaggio nella città di Parma. Beppe Grillo è riuscito a scardinare il sistema politico italiano. Con le sua grida, i suoi “vaffanculo”, i suoi comizi-spettacoli è riuscito a dare visibilità ai candidati che si presentano alle elezioni con poche risorse economiche. Un voto di protesta, hanno spiegato in molti, ma in altri paesi, come in Grecia e Francia, questa protesta ha visto il successo dei partiti estremisti con l’ingresso nel parlamento ellenico dei neonazisti di Alba Dorata o come nel caso di Marine Le Pen e del Fronte Nazionale oltralpe. 

Ma non andiamo lontano e parliamo della situazione nella zona dei Castelli Romani. E qui, nonostante il risultato nazionale, non si è presentata nessuna lista del Movimento Cinque Stelle nei Comuni al voto. Alle ultime amministrative che hanno visto andare al voto comuni come Lariano, Lanuvio, Castel Gandolfo, Nemi e Monte Compatri non era presente nessuno grillino ad agitare le acque tra le tante liste civiche che si sono presentate. Di questa anomalia abbiamo parlato con alcuni esponenti del Movimento di diversi comuni castellani: Emiliano Bombardieri del meetup di Albano Laziale, Marco Fermanti di Genzano, Domenico Serafini del Movimento Cinque Stelle di Frascati e con Paolo Trenta di Velletri.

 

Emiliano Bombardieri, del meetup di Albano

“Non chiamateci grillini” hanno esordito, preferendo essere chiamati “cittadini attivi del Movimento a Cinque Stelle”. In questi giorni, dopo il successo elettorale, sono stati in molti a salire sul carro del vincitore e non nascondono di essere “felici dell’interesse di questi giorni da parte di cittadini. Abbiamo avuto moltissime richieste di contatto e collaborazione. Ma per entrare a far parte del movimento basta essere un cittadino che vuole mettere a disposizione del tempo per il proprio comune, partecipare alle riunione e alle iniziative o lasciare un commento sul nostro sito”. E non nascondono il fatto che solo qualche mese fa erano in pochi a partecipare alle riunione mentre oggi “c’è stato un vero e proprio boom. Dei soliti siamo in 10 che ci incontriamo tutti i mercoledì – ci confessa Bombardieri – ora siamo arrivati a 30 persone. Speriamo di trovare persone motivate e disposte a lavorare per il proprio Comune”. 

 

Ma perché non è stata presentata nessuna lista del Movimento in queste ultime elezioni? 

Marco Fermanti, del Movimento a Cinque Stelle di Genzano

La risposta per Marco Fermanti di Genzano è semplice: “Sicuramente con i partiti trincerati dietro finte liste civiche, c’era la possibilità di ottenere anche qui un buon risultato, ma a prescindere dal comune se il Movimento non si è presentato è perché non c’erano cittadini simpatizzanti che hanno avuto la voglia di organizzare una lista. Non essendo un partito non ci sono né dictat né candidati calati dall’alto”. 

 

Forse è questo il motivo, ma per Emiliano Bombardieri ci sono altri aspetti, più profondi e radicati. “Lo stesso Grillo ha etichettato il Lazio e in particolare la provincia di Roma come un “caso anomalo”. Il perché non si riesce a crescere come Movimento – secondo Bombardieri – è legato al nostro territorio. La vicinanza a Roma e ai poteri forti ha creato una base sociale basata solo sugli interessi. La gente si muove con i soliti strumenti e vedono nei partiti tradizionali la possibilità di chiedere il favore al politico di turno che con un voto di scambio magari trova il posto di lavoro per il figlio in qualche municipalizzata o da qualche imprenditore amico”. 

 

Domenico Serafini, portavoce Cinque Stelle di Frascati

Domenico Serafini, portavoce Cinque Stelle di Frascati, conferma la difficoltà nell’aggregare cittadini attivi. “Ci vogliono persone capaci di mettere su una squadra e avviare un processo del genere: ci vuole mobilitazione nel territorio e lavorare in mezzo agli elettori. Non si può pensare di presentare liste sulla scia dell’entusiasmo e magari presentarsi giusto per la voglia di starci. Il movimento ormai è una realtà solida che non può commettere errori del genere: non c’è più spazio per l’improvvisazione”. Anche Serafini però punta il dito sul sistema tutto “made in Castelli Romani” in cui “il voto è ancora molto ideologico, radicato da anni, con il voti legato ai partiti soltanto per un interesse ben specifico, visto che i partiti hanno occupato un po’ tutto. Il voto non è libero. Per questo il Movimento non riesce ad esplodere nel centro e nel sud Italia. Abbiamo visto un aumento di partecipazione: ma la gente si deve capire che non deve più delegare e si deve rimboccare le maniche, non basta il voto per cambiare il Paese”. 

 

Paolo Trenta, del Movimento a Cinque Stelle di Velletri

“La realtà del movimento nasce dal territorio – ci spiega Paolo Trenta esponente di Velletri -. Siamo un movimento senza nessun coordinamento, per presentare una lista ci vuole molta dedizione e bisogna essere molto motivati, a Lariano per esempio c’erano diversi simpatizzanti e noi avremmo dato sicuramente una mano ma non si sono create le condizioni per la presentazione della lista». Anche a Velletri si è registrato un boom: «su internet nelle ultime due settimane abbiamo raddoppiato le visite e i commenti. Ma non ci esaltiamo troppo perché – continua Trenta – ci vuole molto tempo per trasformarlo poi in un movimento nella realtà».

 

Ma i problemi all’interno del Movimento non mancano. Nonostante il successo alle amministrative nei meetup c’è una forte discussione, che va avanti da tempo, sul futuro del Cinque Stelle: sulla sua organizzazione, sulle procedure decisionali interne e sulle strategie da adottare, su come scegliere i candidati anche in vista della partecipazione alle prossime elezioni politiche e sul ruolo del comico genovese. Insomma nel Movimento è necessario cominciare a tracciare delle linee programmatiche e di coordinamento ma per molti attivisti questa organizzazione è vista con la preoccupazione di assomigliare troppo ai classici partiti. “Questa non è una rivoluzione ordinata: le rivoluzioni ordinate portano a sovvertire poteri con un altri poteri. La nostra è una pseudorivoluzione disordinata, ognuno viene con la propria mentalità, ognuno con le proprie idee, ma coadiuvati da un’energia della Rete per un progetto comune” ha scritto Grillo sul blog. Ma senza una struttura e un coordinamento si stanno delineando alcuni problemi organizzativi. Si è provato un esperimento con la nascita di un coordinamento dei Castelli Romani, ma il processo è ancora lungo e la strada molto tortuosa. Ogni cellula è autonoma rispetto alle altre, non risponde a nessuno se non al blog, gestito e diretto dalla Casaleggio e associati, che si occupa della comunicazione web di Grillo e di Antonio Di Pietro. I problemi non mancano: un gruppo eterogeneo fatto da persone di diversa estrazione sociale e culturale che si ritrovano su argomenti “facili” come raccolta differenziata, acqua, piste ciclabili e tagli alla politica ma che trova difficoltà nel trovare una sintesi e una posizione su laicità, aborto, scuola, immigrazione e politiche sul lavoro. E chi prova a far presente certe incoerenze viene immediatamente criticato e tacciato come “amico del sistema” dalla rete.

 

“Non sarà certo Beppe Grillo a risolvere i problemi dei Castelli Romani. Noi usiamo il suo nome e la sua credibilità per farci sentire, ma il nostro successo è basato soprattutto per la nostra presenza sul territorio”. Il consenso attorno al Movimento 5 Stelle cresce e aumenta ma, vuoi per poca partecipazione o per poca voglia di impegnarsi, nei Castelli Romani il non-partito di Beppe Grillo e dei suoi “cittadini attivi” non è riuscito a dare un segnale tangibile della propria presenza per dimostrare di essere davvero portatore di un nuovo modo di fare politica. 

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