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'Il Verbo della Domenica' - COSA FARE QUANDO LA FEDE SI ASSOTTIGLIA - Castelli Notizie

‘Il Verbo della Domenica’ – COSA FARE QUANDO LA FEDE SI ASSOTTIGLIA

mondo unito

Dal Vangelo secondo Matteo (cap. 28,16-20) a cura di don Gaetano Zaralli

 

Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

 

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…alcuni però dubitavano…

Il vangelo di Matteo, scritto intorno all’anno 85 è diretto ad una comunità di giudei convertiti che vivevano in Siria-Palestina. Costoro stavano attraversando una profonda crisi d’identità, riguardo al loro passato. Dopo aver accettato Gesù come il Messia atteso, avevano continuato a frequentare la sinagoga e ad osservare la legge e le antiche tradizioni. Avevano inoltre una certa affinità con i farisei, e dopo la rivolta dei giudei di Palestina contro Roma (65 a 72), loro ed i farisei erano i due unici gruppi giudaici sopravvissuti alla repressione romana.

A partire dagli anni 80, questi fratelli giudei, farisei e cristiani, unici sopravvissuti, iniziarono a litigare tra loro per il possesso dell’eredità delle promesse dell’Antico Testamento. Tutti pretendevano di essere i veri eredi. A poco a poco, crebbe la tensione tra di loro, e cominciarono a scomunicarsi reciprocamente. I cristiani non potevano più frequentare la sinagoga e rimasero per questo motivo tagliati fuori dal loro passato.

Ogni gruppo iniziò ad organizzarsi a modo suo: i farisei nella sinagoga, i cristiani nella chiesa. Ciò aggravò il problema dell’identità delle comunità dei giudei cristiani, poiché sollevava domande molto serie che avevano bisogno di una risposta urgente: “L’eredità delle promesse dell’Antico Testamento di chi è: della sinagoga o della chiesa? Con chi sta Dio? Chi è veramente il popolo di Dio?

Matteo scrive il suo vangelo per aiutare queste comunità a superare la crisi e a trovare una risposta ai loro problemi.

Sono passati duemila anni e nella Chiesa si sono formate tante chiesuole e tra le chiesuole sono nate tante divisioni, quelle codificate  da pronunciamenti ufficiali e altre all’interno della struttura ecclesiale cattolica, sopportate o coccolate queste, perché ogni cosa fa brodo nel momento in cui i banchi sono sempre più vuoti nelle messe e le aule sempre meno affollate negli incontri formativi… E ancora una volta, la diversità che potrebbe essere una risorsa per l’arricchimento vicendevole, diventa motivo di guerre fratricide o accozzaglia di interessi  che portano il popolo di Dio a essere spettatore di appartenenze  a movimenti  importanti per la loro rilevanza, se si vuole, ma chiusi negli schemi dei fondatori e prigionieri delle motivazioni politiche-religiose, si chiamino essi Comunione e Liberazione o Opus Dei.

 

Ecco, io sono con voi tutti i giorni…

Quando Mosè fu inviato a liberare il popolo d’Egitto, ricevette da Dio una certezza, l’unica che offre garanzia totale: “Va, io sarò con te!” (Es 3,12). E questa stessa certezza ebbero i profeti e altre persone ancora, inviate per svolgere una missione importante nel progetto di Dio. Maria stessa ebbe questa consolazione quando l’angelo le disse: “Il Signore è con te” (Lc 1,28).

Quando la fede si assottiglia dinanzi alle vicissitudini e ai contrasti che rendono difficile il convivere tra fratelli… forse è necessario portare lo sguardo dove non ci sono interessi personali da difendere, dove la verità non è possesso di pochi illuminati, dove le gerarchie non accampano diritti né difendono privilegi, dove il Vangelo è davvero la “Buona Novella” per tutti, dove la Chiesa è Chiesa e basta…

 

DON GAETANO ZARALLI

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