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Genzano, l'opposizione insorge: 'censurati i nostri manifesti' - Castelli Notizie
POLITICA

Genzano, l’opposizione insorge: ‘censurati i nostri manifesti’

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Il manifesto ‘censurato’

Con la festa delle feste, quella dell’Infiorata, ormai alle porte, a Genzano il clima politico si fa incandescente. Merito (o colpa, fate voi) di quanto accaduto negli ultimi giorni dopo la decisione della Corte dei Conti di condannare alcuni amministratori, attuali e passati, e tutto quel che ne è conseguito, a partire dalla decisione dell’opposizione di allestire appositi manifesti appositi e la pronta reazione della maggioranza che ha optato per un’insolita censura nel centro storico, quasi a preservare Genzano da una figuraccia nei confronti dei tanti turisti che arriveranno per la storica manifestazione floreale.

In una nota il capogruppo e coordinatore comunale del Popolo della Libertà, Fabio Papalia, ed il capogruppo della Lista Barbaliscia–Udc, Arnaldo Melaranci, hanno quindi rincarato la dose, senza giri di parole: “giovedì, in pieno stile da regime sovietico, il sindaco Flavio Gabbarini appena informato sul contenuto del nostro manifesto, che comunicava ai cittadini una condanna da parte della Corte dei Conti a suo carico, ha pensato bene di emettere un’ordinanza palesemente anti-democratica per vietare l’affissione  del manifesto nel  centro storico.  Decisione sicuramente poco saggia e politicamente scorretta che ha comportato cosi l’affissione del manifesto solamente nelle zone limitrofe e periferiche. Cosa assai ambigua è il fatto che la prenotazione degli spazi, da parte nostra, fosse avvenuta già da diverse settimane e casualmente il Sindaco ha emesso l’ordinanza soltanto quando è venuto a conoscenza dell’effettivo contenuto del manifesto.

Quello che fa riflettere – si legge ancora nella nota del centrodestra – è che l’ordinanza non è valsa per tutti poiché i manifesti di un altro movimento politico sono stati affissi senza problemi. Ovviamente il tutto è stato appositamente fatto, dal sindaco Gabbarini, per non rovinare la propria immagine del ‘nuovo che avanza’ e del tanto decantato ‘ricambio generazionale e culturale’ nei tre giorni dell’Infiorata. Sappiamo bene che il Sindaco e la sua giunta tengono molto alle feste ma riteniamo opportuno precisare che Gabbarini debba comportarsi come Sindaco di una città e non come Presidente di una Proloco. I  problemi di Genzano sono ben altri e non la riuscita di manifestazioni  festose. E’ quindi giusto e doveroso che i cittadini di Genzano leggano e sappiano come i loro amministratori spendono i soldi pubblici, con consulenze onerose pagate inutilmente e ripetutamente. Il tutto con il contributo del segretario comunale di allora. Fa ovviamente riflettere che poi in consiglio comunale rispondano alle nostre interrogazioni dichiarando che non ci sono i soldi neanche per rifare le strade che giorno dopo giorno versano in condizioni sempre più drammatiche! La Corte dei Conti li ha condannati per danno erariale e l’informazione non può e non deve essere oscurata dall’Infiorata ne tanto meno da una squallida e scorretta ordinanza sindacale di stampo  sovietico. Le sentenze sono la n.1604 del 2010 e la 246 del 2012 e dalle stesse risultano condannati: Flavio Gabbarini, Giorgio Ercolano Ercolani, Virgilio Seu, Geltrude Monti, Giancarlo Pesoli, Roberta Biaggi, Carlo Valle, Angelo Tria e Saverio Di Serio. Condanna per danno erariale con comportamento gravemente colposo in merito alla gestione delle consulenze legali. Questi sono i fatti e i fatti non vanno interpretati”.

Il contro-manifesto della giunta comunale genzanese

Immediata la replica della Giunta comunale, che ha accusato il centrodestra di voler speculare su una vicenda datata, puntando a discreditare il lavoro della maggioranza, per giunta in un periodo fondamentale per l’immagine e l’economia cittadina qual è quello dell’Infiorata. “Solo calunnie” si legge allora in un contro-manifesto della Giunta, che sottolinea come tutto nasca dall’affidamento “di una consulenza legale nel 2005, non citando però la sentenza d’Appello del novembre 2011, nella quale viene riconosciuta la buona fede e il comportamento non doloso degli amministratori. Così come afferma la Corte dei Conti – si legge nella nota -, in buona fede fu affidata nel 2005 una consulenza legale esterna, necessaria per tutelare le ragioni dell’Amministrazione comunale in quanto il Come era, ed è tuttora, privo di un ufficio di avvocatura. La Procura Generale e la Corte dei Conti hanno alla fine estinto la causa con il pagamento di una somma simbolica. I cittadini possono allora stare tranquilli perchè i loro soldi non sono stati toccati e i 308,12 euro, dovuti dagli amministratori al Comune di Genzano, sono stati pagati personalmente. Questa destra, battuta alle ultime elezioni – concludono dalla Giunta – non smette mai di utilizzare toni volgari, irrispettosi della verità e denigratori”.

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