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Velletri, la Cassazione dà ragione al Comune: 'salvi' i 270mila euro - Castelli Notizie
POLITICA

Velletri, la Cassazione dà ragione al Comune: ‘salvi’ i 270mila euro

ciammellone

 

 

Sospiro di sollievo per il Comune di Velletri, che accoglie col sorriso il pronunciamento della Corte di Cassazione (sentenza 10874/2012) in merito al recesso anticipato della locazione del ‘Ciammellone’. Dalle casse del Comune non usciranno gli oltre 270mila euro del decreto ingiuntivo per il recesso anticipato, ‘limitandosi’ a dover sborsare i 94mila già previsti dalla Corte d’Appello per i canoni maturati sino al gennaio del 2009. “La situazione di grave disagio economico – si legge nella sentenza della Cassazione –  ha imposto al Comune di adottare, nell’interesse  dell’intera comunità amministrata, tutti i provvedimenti idonei a ridurre la spesa pubblica ed a ristrutturare gli impegni finanziari sopprimendo quelli non collegati al perseguimento di inderogabili finalità istituzionali, sulla base di valutazioni diverse da quelle possibili alla data della conclusione del contratto. Proprio la crisi finanziaria delle casse comunali, quindi, alla base del recesso, dovendo ridurre il più possibile le spese.

 

Sulla vicenda si è espresso, tra gli altri, Roberto Leoni, ex consigliere comunale dei Ds e, soprattutto, ex Assessore ai Lavori Pubblici nei primi 3 anni e mezzo della Giunta Servadio. “La precedente amministrazione Cesaroni – ha sottolineato Leoni –  aveva sottoscritto contratti di affitto con il costruttore del Ciammellone per alcuni immobili (teatro, scuola, uffici, ecc.) per un costo annuo di diverse centinaia di mila euro. Nel contratto di affitto si era stabilito che il Comune non potesse recedere anticipatamente dal contratto stipulato. L’amministrazione Servadio, nonostante quella clausola (a mio pesonale giudizio vessatoria per il Comune di Velletri) ha deciso comunque di azzerare gli affitti passivi contratti per gli immobili del Ciammellone nel pieno interesse della comunità amministrata, decisione supportata dalla situazione di difficoltà finanziaria dell’ente. Il costruttore proprietario ha però impugnato la decisione dell’Amministrazione sostenendo che era illegittima e anzi ha anche notificato un decreto ingiuntivo per il pagamento di una prima rata di affitti. Quest’Amministrazione – aggiunge Leoni – sin dal suo insediamento ha onorato tutti gli impegni assunti e la sentenza della Cassazione fa giustizia perchè, nonostante quella clausola a mio giudizio vessatoria per il Comune di Velletri ha ritenuto legittima la condotta dell’Amministrazione, stabilendo che la situazione di difficoltà finanziaria dell’ente può essere motivo di recesso anticipato dal contratto.

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