Quantcast
Il Verbo della Domenica - L'Amore che non ha prezzo - Castelli Notizie
Attualità

Il Verbo della Domenica – L’Amore che non ha prezzo

pane

Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 6, 41-51  a cura di Don Gaetano Zaralli 

 

Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».

E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: sono disceso dal cielo?».

Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell`ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

***

 

“Intanto i Giudei mormoravano…”

Il chiacchiericcio è il regno degli infingardi, è il rifugio delle idee che non si ha il coraggio di manifestare apertamente, è la cloaca che raccoglie e confonde nell’anonimato  il lezzo delle accuse che, senza volto, si scagliano contro la vittima designata. E, se la vittima, come in questo caso (Gesù), è “innocente” il chiacchiericcio fabbrica le croci.

 

 “Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe?”

Dalle mormorazioni bisogna difendersi e della crudezza dei fatti storici è necessario  servirsi per  passare con un salto di qualità dalla dimensione umana di Gesù all’altra che suppone nell’essere accettata il coraggio della fede. Gesù vero uomo, Gesù vero Dio. I giudei, in Gesù vero uomo, trovarono difficile riconoscere il Figlio di Dio. Oggi, con l’esaltare eccessivamente la natura divina di Gesù, si corre il rischio di perdere le tracce essenziali del figlio di Giuseppe.

 

“In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna” 

Capita, nel parlare di fatti importanti, di ingarbugliare il discorso, quando le idee che si vogliono trasmettere non sono ancora bene assimilate.  Anche a Giovanni Evangelista, probabilmente, è capitato di dover giocare con le parole nel tentativo di trarre dalla loro povertà e limitatezza la complessità di un grande mistero; però poi, secco, senza fronzoli, conclude:  “chi crede ha la vita eterna…”.

Coraggio, piccolo uomo dal dubbio facile! In fin dei conti, sperare nella vita eterna, non può che fare bene!…

 

“Io sono il pane della vita”

Per apprezzare un buon pane non basta godere del profumo che viene dai forni scaldati con legna di bosco, né è sufficiente contemplare le forme ben cotte che il fornaio espone in vetrina. Per gustare il buon pane bisogna aver fame, entrare nei negozi e chiedere ai rivenditori la propria porzione.

C’è molta gente che ha fame del “Pane della vita”, ci sono anche molti negozi che quel Pane mettono in vetrina perché venga adorato; in quei negozi non mancano i rivenditori: il difficile talvolta è mettersi d’accordo sul prezzo… Il rivenditore accorto dovrebbero tener presente che la moneta giusta per l’acquisto del “Pane della vita” deve avere la consistenza dell’amore, e l’amore, se c’è, non ha prezzo.

 

don Gaetano Zaralli

commenta