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"750 tonnellate di mondezza e bugie". I 'No Inc' si mobilitano ancora - Castelli Notizie
Attualità

“750 tonnellate di mondezza e bugie”. I ‘No Inc’ si mobilitano ancora

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Secondo il decreto Clini, i rifiuti da Roma dovrebbero solo esser trattati a Roncigliano e riportati via. In 5 giorni di presidio permanente l’unico camion che esce non vuoto è diretto a San Vittore dove c’è un inceneritore gestito dalla ditta EALL, posseduta al 100% da Acea Spa. E i compattatori scaricano quotidianamente dalle 6 alle 18 circa. Ininterrottamente.

Viene allora da pensare che ad Albano Roncigliano, e negli altri siti del Lazio, il trattamento meccanico biologico TMB non avviene secondo le procedure adeguate: si dovrebbero separare le frazioni di rifiuti invece si tritovaglia e il tutto finisce in una buca di qualche invaso delle discariche. Per questo motivo poco tempo fa l’UE ha deferito l’Italia per il trattamento inadeguato dei rifiuti.

Noi vogliamo sapere cosa accade dentro Rocca Cencia. Non è più tollerabile che per continuare a far fare soldi a Cerroni, alla parentopoli di AMA e ACea, vengono avvelenati interi territori e anche i lavoratori costretti a svolgere il proprio lavoro in condizioni igieniche vergognose.

BASTA DISCARICHE E INCENERITORI, FUORI I PROFITTI DAI NOSTRI TERRITORI. SABATO 6 APRILE, ORE 15 CONCENTRAMENTO A PIAZZA MAZZINI, ALBANO. 

 

LA NOTA DI O.P.S.  – Dopo l’ultima sentenza del Tar che rigetta il ricorso del Comune di Albano i lavori per l’inceneritore potrebbero partire da un giorno all’altro. La legge ha dato il via libera per la costruzione di un mostro da 400 milioni di euro che accoglierà i rifiuti di Roma e provincia. L’ennesima colata di cemento con cui Ama, Acea e Cerroni provano a tappare l’enorme buco nero del problema, mai risolto, dei rifiuti del Lazio.

Non si capisce ancora dove prenderanno i soldi necessari alla costruzione dell’impianto, quel che è certo è che saranno fondi pubblici, tolti alla sanità, alla scuola e al lavoro. Ancora una volta la legge non difende la salute dei cittadini. L’inceneritore arriverà in un territorio, quello di Roncigliano, che sta già vivendo in queste settimane un’escalation dello sversamento dei rifiuti. Il decreto Clini, infatti, ha reso possibile scaricare a Roncigliano parte dell’immondizia prodotta nel Comune di Roma. Sono rifiuti non trattati, o trattati in modo inadeguato, senza alcun interesse per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini che abitano sul territorio della discarica. Sta a dimostrarlo il recente deferimento dell’Italia da parte dell’Unione Europea per la questione dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti.

Dopo oltre 6 anni di mobilitazioni, le amministrazioni locali ancora non hanno costruito su tutto il bacino dei Castelli Romani una gestione pubblica e partecipata di raccolta differenziata, anzi continuano in un valzer tra responsabilità e  ricorsi legali, forse utili per mascherarsi da “no inceneritore”. L’abbiamo visto in particolare con l’Amministrazione del Comune di Albano e il suo atteggiamento che spesso ha creato vane e inutili aspettative, ma che poi in realtà ha dimostrato quanto sia forte il ricatto di Cerroni.

La via giuridica dei ricorsi e della battaglia legale non si è dimostrata risolutiva per fermare i lavori e l’ampliamento della discarica. A Riano e a Colfelice, lo scempio e la devastazione dell’ambiente è stato contrastato con la partecipazione popolare diretta e con i presidi permanenti davanti agli ingressi dei terreni dove sarebbero dovute sorgere le discariche. Anche ai Castelli, l’unica alternativa alla brutale gestione dei rifiuti messa in atto a Roma e nel Lazio è la mobilitazione popolare. È necessario costruire un’opposizione reale al progetto dell’inceneritore e proporre una vera alternativa al problema dei rifiuti sul nostro territorio; e questo si può fare solo con mettendosi in gioco in prima persona.

Il corteo di sabato è l’ennesima giornata di mobilitazione sotto i palazzi del potere e per le strade del Comune di Albano, maggior responsabile della gestione della discarica, ma presto bisogna tornare davanti ai cancelli di Roncigliano e dimostrare che ai Castelli non ci pieghiamo in nessun modo alla devastazione e al saccheggio dei nostri territori. Blocchiamo il cantiere dell’Inceneritore, adesso!

O.P.S.

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