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Velletri - Impazza il toto candidati: certa la candidatura di Ladaga. E a sinistra intanto... - Castelli Notizie
POLITICA

Velletri – Impazza il toto candidati: certa la candidatura di Ladaga. E a sinistra intanto…

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La clessidra è entrata inesorabilmente in azione e la gravità attrae impietosa i granelli che separano Velletri dalle ormai imminenti elezioni Comunali (26-27 maggio). Passate le festività pasquali neppure l’arrivo di giornate pienamente primaverili sembra aver schiarito le nubi che addensano i cieli del centrodestra locale, chiamato a giocarsi nell’extratime la scelta di come disputare la prossima partita. Proprio i tempi supplementari, che si stanno giocando in queste ore, decideranno chi sarà lo sfidante numero 1 del ricandidato sindaco Fausto Servadio. Appare ormai certa la candidatura di Salvatore Ladaga, che si dice forte dell’appoggio del simbolo del Popolo della Libertà e di due liste civiche già ideate e pronte ad entrare in azione (una delle quali avrà il nome di ‘Noi per Velletri’).

La contesa si sta però giocando oltre i confini di Velletri, nelle stanze delle segreterie romane, dove è in atto un vero e proprio tiro alla fune tra chi spinge per l’incoronazione di Ladaga e chi, invece, spinto dai ‘mal di pancia’ di altri esponenti veliterni, sembra propendere per altre soluzioni. Tra queste è sulla via del tramonto quella che avrebbe avuto nel dottor Giulio Bellipanni, noto chirurgo veliterno (già consigliere comunale, un quarto di secolo fa, in quota Psi), l’alfiere di un rinnovato centrodestra che attingesse ad un soggetto estrapolato dalla società civile. Eventualità, questa, che è andata via via affievolendosi proprio per il rapporto di amicizia che lega lo stimato medico con lo stesso Ladaga, guarda caso il primo ad aver ‘giocato’ la carta Bellipanni, calata a mò di sfida, prima di un rilancio che si è invece concretizzato sulla sua persona.

La determinazione dell’ex leader socialista, già candidato a sindaco nella tornata elettorale del 2008, non avrebbe però trovato eguale entusiasmo in altri ambienti del centrodestra cittadino, che ha strenuamente lavorato ad un’altra soluzione, allontanando così lo storico ricompattamento, che non vi è più stato dalla diaspora del 2007, che portò alla caduta della terza Giunta Cesaroni.

Con la sensazione che potrebbe ancora accadere di tutto, c’è chi spergiura che, restando così le cose, Salvatore Ladaga non possa ancora arrogarsi il diritto di utilizzare il simbolo del Pdl, cosa di cui lui, invece, si dice pressocchè certo. E’ il caso del coordinatore del Pdl, Luciano Marchetti, che tiene a rimarcare come al momento vi sia una convergenza verso la figura di Bellipanni, sostenuta da un documento firmato da diversi soggetti politici locali. La prova è in un foglio che porta la firma del Pdl e che si rifà ad una precedente volontà che sarebbe stata espressa proprio dal capogruppo Ladaga nel sostenere  il prof. Giulio Bellipanni, verso il quale diversi dirigenti del Pdl (Bruognolo, Dal Borgo, Borri, Crocetta, Marchetti e Sorrentino) hanno palesato una favorevole apertura, mettendo la propria firma in calce al documento stesso. Candidatura – si legge nella lettera  indirizzata ai vertici regionali del partito, con data 8 aprile – che registrava l’unanime consenso anche di altre forze politiche: Fratelli d’Italia, La Destra, Udc, Lista Cesaroni e una Lista Civica che fa capo a Franco De Santis. 

Dall’8 aprile ad oggi, tuttavia, sono trascorsi quasi 10 giorni, un’era geologica nelle forsennate trattative della politica nostrana. Alcuni restano sulle proprie posizioni, in maniera ferrea; altri, invece, si sono già preparati ad una reazione. E’ di queste ore, infatti, la possibilità che se la candidatura di Salvatore Ladaga (sul quale convergono anche i favori dell’FLI) fosse confermata – e tutto fa pensare che possa essere così – e la stessa riuscisse ad attrarre anche i consensi di altre forze politiche, come quella di Fratelli d’Italia (a tal proposito si vociferava di una conferenza stampa, poi rinviata, che in data odierna, presso la sezione di San Martino, avrebbe avuto il compito di svelare ogni arcano), gli altri, perpetrando nella propria posizione di ostracismo rispetto alla candidatura del capogruppo del Pdl, convergano verso l’attuale consigliere comunale Gianni Borri, che verrebbe pertanto sostenuto da parte del Pdl, da ‘La Destra’ e dall’Udc (tuttavia anche questa ipotesi sembra stia scemando con l’approssimarsi della notte, rendendo sempre più plausibile la prospettiva di un centrodestra riunito intorno al nome di Salvatore Ladaga, ndr).

Shakerando‘ il tutto e arrivando al succo della questione si fa sempre più aspra la lotta per guadagnarsi la possibilità  di poter scalare trionfanti gli scalini del palazzo comunale di piazza Cesare Ottaviano Augusto. Per trovare certezze si deve allora indirizzare la bussola su altre coordinate, in primis sull’attuale Sindaco Fausto Servadio, sul quale il grosso del centronistra tornerà a puntare le proprie fiches, confidando in una rielezione che assicuri una continuità amministrativa al governo cittadino. Proprio in questi giorni il Partito Democratico, che ha a lungo monopolizzato la composizione del precedente consiglio comunale, ha ufficializzato la palma dei 24 candidati, dove tra tante conferme spiccano le adesioni di Augusto Di Lazzaro (orfano dei Moderati di Velletri, che sembrano poter rimanere fuori da questa contesa assieme al proprio leader Massimo Andolfi) e di Luigi Crocetta (eletto in passato all’interno di una Lista civica e poi transitato nell’Italia dei Valori). Tra le new entry anche Anna Morsa, Sabina Ponzo, Marcella Ferrante, Giorgio Fiocco e Sara Solinas. Tra gli attuali consiglieri comunali non presenti spiccano i nomi di Patrizio D’Andrea e Carlo Serafi, mentre non fanno ‘rumore’ le assenze di Fabio Taddei e Vincenzo Bagaglini, che con Franco De Santis già da tempo sono fuoriusciti dal partito. Una lista solida quella del Pd, per un derby interno che si preannuncia davvero equilibrato e ricco di colpi di scena. La coalizione, oltre al partito di punta, potrà contare anche sulla lista ‘Velletri Progresso’, composta da elementi provenienti dalla società civile, senza curriculum politici nel cassetto. A dar manforte alla coalizione anche il Movimento Popolare Veliterno, autore di una svolta storica che lo porta a trasmigrare dal centrodestra al centrosinistra (in tal senso la coalizione andrà ad avvalersi anche dei servigi di Rolando Cugini, leader del movimento, e di Romano Favetta, oltre che, sembrerebbe, di Marilena Ciarcia, che nonostante i rapporti spesso non idilliaci col Primo cittadino in molti dicono aver già stretto un accordo con l’attuale maggioranza). In sostegno della candidatura di Servadio anche il resto della sinistra, che convergerà nella lista ‘Sinistra per Velletri’, in cui confluiscono Sel, Psi e il PRC (LEGGI QUI). Possibile la costituzione di un’ulteriore Lista cittadina che vada a dare ulteriore manforte alla candidatura dell’attuale sindaco.

Chi agirà da battitore libero è invece Fabio Taddei, che proprio nel passato weekend ha tolto i veli sulla sua nuova creatura: il “Movimento Velletri Libera” (LEGGI QUI), che avrà proprio nell’ex delegato alla toponomastica e ai gemellaggi il proprio candidato a sindaco. Tra chi ha scelto di giocare una partita di totale novità va annoverato anche Fabio Pontecorvi (LEGGI QUI), in lizza come candidato a sindaco di ‘Un Cuore nuovo per Velletri’ (il cui motto, ‘la politica al servizio della comunità’, la dice tutta sullo spirito di rinnovamento del gruppo, che comprende al suo interno anche il dottor Alessio D’Andrea). Al momento completano il quadro dei candidati anche Paolo Felci, con ‘Casapound’ (LEGGI QUI), e Paolo Trenta col ‘Movimento a 5 Stelle’, in cui continua la diatriba con alcuni ex membri del gruppo, come Massimo Siteni, che ha a lungo coltivato l’ambizione di poter essere lui a guidare il movimento di Grillo. 

Ad animare ancor di più la contesa le innovazioni apportate dalla nuova legge elettorale, che riduce il numero dei consiglieri e, perfino, quello degli assessori. Le settimane che separano dalle elezioni si assottigliano ed al popolo veliterno non resta che augurarsi che, al di là dei dissidi personali e gli attriti tra movimenti, la proposta politica messa sul piatto sia di quelle che daranno alla cittadina un ulteriore slancio verso le difficili asperità che si celano nel futuro delle realtà locali.

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