POLITICA

Marino – Il Pdci denuncia “l’allarme morale e sociale del gioco d’azzardo”

azzardo

“Condividiamo totalmente lo spirito e la lettera della interrogazione presentata dal consigliere Adolfo Tammaro circa la conoscenza del fenomeno del gioco d’azzardo nel nostro Comune di Marino”. Così il locale Partito dei Comunisti Italiani ha preso posizione su quanto emerso in questi ultimi giorni in sede di consiglio comunale. “Sappiamo – rimarcano dal Pdci marinese – che oltre ad una nota assenza della compagine della destra che ha governato e governa Marino su questi temi c’è in aggiunta una possibilità di conflitto di interesse (che speriamo venga smentito) sul vicesindaco che d’ora in avanti dovrà guidare a tutti gli effetti l’amministrazione, proprio su tali argomenti. Dunque, è noto che il gioco d’azzardo, ovvero le sale giochi, ovvero le slot e le altre diavolerie mangiasoldi, possono condurre o hanno già condotto persone in vicoli bui e drammi personali e familiari. Sappiamo che ci sono procedure amministrative che formalmente consentono (a meno di cambio di legge nazionale) la loro presenza “commerciale”. Tuttavia, indipendentemente da ciò, azioni dissuasive sono possibili. In primis di natura amministrativa: una è l’azione interdittiva. Ad esempio c’è una somma che gli esercenti sono “obbligati a investire in pubblicità, ed una quota 3%, destinarla a sostegno sociale”. Ebbene, il Comune può proporre che questa quota – in virtù della particolare drammatica situazione sociale ampiamente riconosciuta nel Paese -, sia pari al 100%, che verrà così utilizzata a fini sociali e assistenziali all’interno del nostro Comune. Inoltre, il Comune può attivare iniziative di sensibilizzazione sui rischi collegati al gioco d’azzardo attraverso campagne di informazione alla cittadinanza. Infine, poiché è sostenuto nella legislazione vigente (Nel Decreto legge n.98 del 6 luglio 2011 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, all’articolo 24, comma 32) che necessita tenere sotto osservazione la reale gestione di tali attività, la reale proprietà e le eventuali interrelazioni con la criminalità diretta o indiretta per il riciclaggio di soldi; tutto ciò va reso controllo effetttivo con una delle commissioni permanenti del Consiglio comunale che svolga proprio il ruolo di Osservatorio, invitando nelle sedute di specie le forze dell’ordine locali in qualità di operatori-consulenti. Questa attività amministrativa e culturale dagli evidenti risvolti sociali, può essere immediatamente condotta, e, addirittura essere esempio innovativo per altre amministrazioni che volessero visionare il nostro operare. Naturalmente a ciò va aggiunta una costante iniziativa amministrativa che invece che “incoraggiare” gli operatori a mettersi a caccia di soldi facili sulla pelle delle disperazioni individuali, cambi totalmente registro e assuma una condotta solidale tale da far fuggire, almeno da nostro territorio, tale tipo di “operatori economici”. Facciamo appello affinchè i consiglieri di opposizione innanzitutto, ma anche molti consiglieri di cultura umanistica e solidale riescano a condividere e, nelle forme che riterranno opportuna, fare proprie queste valutazioni e indicazioni”.

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