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'Il Verbo della Domenica' - Dopo l'Ascensione il Cristo è Verità, Via e Vita - Castelli Notizie
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‘Il Verbo della Domenica’ – Dopo l’Ascensione il Cristo è Verità, Via e Vita

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IL VERBO DELLA DOMENICA – DAL VANGELO SECONDO LUCA, cap. 24, 46-53, a cura di DON GAETANO ZARALLI


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall`alto».

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

COMMENTO

 

“…la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.”

 

La predicazione parte da Gerusalemme…Ma anche la conversione deve partire da Gerusalemme perché Gerusalemme nel frattempo ne ha combinate di tutti i colori. Gerusalemme è stata la sposa infedele, Gerusalemme è stata il ricettacolo di gelosie, di quelle serie, di quelle che hanno provocato guerre;  Gerusalemme ha fatto fuori i profeti, Gerusalemme ha messo in croce Gesù… “Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme” (9,51)… Per Gesù Gerusalemme fu l’approdo definitivo per la sua morte e per la sua resurrezione. 

La conversione di Gerusalemme deve essere visibile, se vuole riacquistare credibilità agli occhi del mondo intero. Quando un Papa chiede perdono per gli errori commessi da uomini di chiesa, lo fa perché la conversione deve partire dal Vaticano e compie questo atto pubblicamente con dovizie di camere accese per la televisione. Ma, perché la Chiesa di Roma  riacquisti davvero credibilità presso i cristiani provati dal dubbio, questa deve riconoscere con umiltà la propria debolezza, quella  che un tempo provocò pasticci gravi, quella che al presente potrebbe combinarne altri…e  non meno gravi.

Riconoscere le proprie miserie con onestà può essere segno di forza, come è segno di particolare vigore non nascondere le malefatte che si compiono.

Il mondo è in attesa, i cristiani guardano ai palazzi del Vaticano con la speranza che accada qualcosa di nuovo, i cattolici più degli altri seguono speranzosi i segni pregni di umanità che il nuovo Papa ogni giorno getta a piene mani tra le folle… Il mondo è in attesa che Gerusalemme si converta… 

 

Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia…

 

Dopo la resurrezione di “Gesù uomo” restano solo le immagini che i vangeli raccontano, restano solo le emozioni che nei rapporti interpersonali qualcuno ha vissuto, restano solo brandelli di storia che di storico propriamente detto non ha nulla, restano i ricordi nelle menti dei fortunati che ebbero modo di incontrarlo e di toccarlo…  Dopo la resurrezione Gesù è Verità, senza l’ingombro di forme corporee, è Via che conduce oltre il Calvario e al di là del monte Tabor, è Vita che esplode dal seme che qualcuno pensava dovesse marcire in una tomba, senza poter mai affiorare rigoglioso sulla terra.

La resurrezione creduta e vissuta, apre il cuore alla gioia, ad una grande gioia, anche se la Gerusalemme di tutti i tempi continua negli uomini che la governano a scandalizzare il mondo.

DON GAETANO ZARALLI

 

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