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I 'grillini' in coro contro le Centrali Biomasse: "ecco perchè diciamo 'no'!" - Castelli Notizie
POLITICA

I ‘grillini’ in coro contro le Centrali Biomasse: “ecco perchè diciamo ‘no’!”

no centrale biomasse

I meetup e le liste civiche del M5S a seguito elencati del quadrante Sudest e Sudovest amici di Beppe Grillo:

  “Aprilia 5 stelle.it”
  “Amici di Grillo Ardea”
  “Grilli in movimento per Pontinia”
  “Amici di Beppe Grillo Ariccia”

  Liste civiche certificate 5 stelle: 
  – Albano
  – Genzano
 – Velletri
 – Latina
  – Anzio
  -Nettuno
  

a seguito di un’ attenta analisi della tematica biogas e relative centrali anaerobiche di compostaggio, ringraziando la società civile per il supporto mostrato sottoscrivono quanto segue: 

La “rinnovata” politica dei rifiuti sta per sferzare il colpo di grazia con il nuovo affaire delle centrali biomassa (solide e liquide). Le amministrazioni che si sono “apertamente” schierate contro l’inceneritore (voluto dai stessi partiti del quale fanno parte), definiscono questo tipo di centrali “un fiore all’occhiello”.
I meet up e le liste certificate MoVimento 5 Stelle di territorio si schierano, senza se e senza ma, contro ogni tipo di combustione.
Le centrali a biomasse sono frutto di una digestione anaerobica del composto organico (FORSU) e della combustione del suo prodotto gassoso, ovvero il famoso biogas. All’uscita di questa centra ci troviamo di fronte a vari tipi di prodotti di scarto: EMISSIONI e FOS.
EMISSIONI: decine e decine di molecole organiche (espresse come COT, limite150 mg/Nm3) inglobate nel particolato e in particolare nelle nanopolveri. Mercaptani, aldeidi, alchilsolfuri, idrocarburi alifatici, acidi grassi sono solo alcune delle sostanze volatili nocive e/o irritanti presenti. Quelle più pericolose comprendono gli idrocarburi clorurati e aromatici (benzene) cancerogeni. I frutti avvelenati delle “innovative” e decantate tecniche di filtrazione dei fumi sono le nanoparticelle. La legge le ignora e, come trent’anni fa, fissa dei limiti per il solo particolato più grossolano (PM10: limite 10mg/Nm3), quello meglio bloccato dai filtri. E’ una presa per i fondelli se si pensa che i pericoli maggiori provengono dalle nanopolveri che nessun filtro riesce a fermare (molto inferiori a un micron) se non in parte ma ci sono, e sono tante, che penetrano a fondo nei polmoni e attraverso la pelle interferendo con l’attività cellulare degli organi. 
Presenti anche l’ossido di carbonio, (CO limite 800mg/Nm3) , potente veleno, che per quanto minimizzabile con catalizzatori ossidanti non scende mai sotto i 500-650 mg/Nm3, gli ossidi di azoto (NOx limite 500mg/Nm3) i cui valori sono sempre vicini se non superiori ai limiti massimi e per impianti ≤1mega watt sono ben 35kg/giorno (quantità di emissioni che corrisponde ai fumi prodotti da 10.000 automobili che in un giorno percorrono una distanza di 20 km), l’ammoniaca che per quanto in parte abbattuta si ritrova sempre nei gas emessi. Idem per l’idrogeno solforato (H2S). (secondo l’International Energy Agency – IEA Bioenergy – i biogas da biomasse contengono in media intorno a 10.000 ppm di H2S e circa 200 ppm di ammoniaca). I desolforatori usati negli impianti non fanno sparire il gas solfidrico, bene che vada ne intrappolano una parte come residuo solido tossico e nocivo (costituito da solfuri metallici) da smaltire.
FOS: il FORSU derivante da una raccolta differenziata, ma anche: l’organico derivante dai TMB (almeno fin quando questi non cesseranno di esistere – ufficialmente previsto nell’impianto della Volsca proposto a Velletri), e, come da Catalogo Europeo dei rifiuti, ceneri derivanti da combustioni, fanghi di depurazione e scarti di tessuti animali. (Maccarese). Il prodotto uscente dalle camere di digestione, non si può considerare ammendante per l’agricoltura, anche se “rilavorato” aerobicamente. Il prodotto uscente non essendo più un rifiuto, è un prodotto industriale a tutti gli effetti, ovvero organico stabilizzato. Due sentenze (Sentenza 5566/2012 del Consiglio di Stato, sentenza TAR Toscana 917/2011) lo definiscono rifiuto speciale, e quindi non compost, ma materiale da conferire in discariche speciali, a prezzi per Tonnellata doppi rispetto allo sversamento del RSU. All’uscita delle camere di digestione, dato il materiale descritto in ingresso, c’è da considerare l’aggiunta nel processo anaerobico di additivi chimici per modificarne il colore e flocculanti, e dato l’alto contenuto di Clostridium botulinicum, (batteri termofili e/o spore) definirlo Compost è alquanto errato. Le categorie d’organico digestabile in ingresso per quanto indicate in fase progettuale e autorizzativi, non possono rappresentare una garanzia per la collettività, date le criticità descritte, ma anche data l’inefficacia dei controlli applicabili, dimostrabile già nel panorama nazionale in materia di discariche ed inceneritori.
Da non dimenticare poi la produzione del percolato negli IDA (impianti di digestione anaerobica). Il processo per “osmosi” utilizzato nella depurazione del percolato produce un 25-30% di “ritenuto” di scarto, prodotto altamente inquinante, anch’esso rifiuto speciale, inesistente nel compostaggio aerobico. In alternativa o lo riciclano al 100% nel digestato, che diventa la famosa mina vagante, altrimenti lo inviano a depurazione in impianti a fanghi attivi insieme alle acque nere, a quelle di processo non riciclabili e ad altre di rifiuto. La depurazione non elimina di regola i metalli pesanti e l’eccesso di ammonio pone diversi problemi di messa a punto per sbilanciamento nutrizionale dei batteri aerobi. Insomma è difficile gestire questo tipo di depurazione e il cosiddetto depurato va nei fossi. (L’osmosi è prevista per l’impianto BIOVIS di Ariccia, non previsto invece a Velletri e Maccarese).

Un ulteriore minaccia arriva inoltre dal pericolo di esplosione degli impianti in questione, poichè accumulatori di gas, pertanto sottoposti ad un controllo preventivo (D.M 22/7/2007) I casi di esplosione sono stati numerosi tra le 7000 centrali in Germania, ed anche in Italia, vedi l’impianto da 0.6Mw a Gozzolina (Mantova), non è di certo sottovalutabile un pericolo immediato per le popolazioni limitrofe agli impianti.
La bufala della richiesta energetica. Secondo i dati 2009, in Italia la potenza installata è di 101.500 MW con punte di richiesta massime che non superano le 60.000 Mw. Perché allora installare centrali di questo tipo, che vengono diffuse a macchia d’olio “ in nome dell’autonomia energetica” anche in territori o regione che hanno un surplus energetico? Come è mai possibile che venga raddoppiata la quantità di energia prodotta da carbone e ulteriormente sponsorizzata la combustione di fermentazione di rifiuto organico? 
L’alternativa a questo scempio esiste, il COMPOSTAGGIO AEROBICO: è economico sul mercato ed innocuo per l’ambiente, anzi, benefico poiché garantisce la “restitutio ad integrum” del contenuto organico alla terra che ce lo ha fornito. 

Per questi motivi diciamo ‘NO ALLA BIOMASSE’ e alla  DIGESTIONE ANAEROBICA del rifiuto organico.
La proposta di legge L.I.P. Rifiuti Zero nel suo testo prevede l’istallazione di questo tipo di impianti e l’incentivazione nella combustione del gas fermentato (art.14 istallazione degli impianti nel comm.2, b e autorizzazione alla combustione nel comm.3), per questo si è giunti alla decisione di non appoggiare in alcun modo una legge che garantirebbe combustioni per gli anni a venire.
Ribadiamo che i meet up e le liste certificate MoVimento 5 Stelle di territorio si schierano, senza se e senza ma, contro ogni tipo di combustione.

 “Aprilia 5 stelle.it”
  “Amici di Grillo Ardea”
  “Grilli in movimento per Pontinia”
  “Amici di Beppe Grillo Ariccia”
  Liste civiche certificate 5 stelle: 
  – Albano
  – Genzano
 – Velletri
 – Latina
  – Anzio
– Nettuno
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