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'La forza luminosa della Resurrezione' nel Vangelo di Don Gaetano - Castelli Notizie
Attualità

‘La forza luminosa della Resurrezione’ nel Vangelo di Don Gaetano

gaetano

Dal Vangelo secondo Luca, cap. 7, 11-17, a cura di Don Gaetano Zaralli Lc 7,11-17

 

In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. 
Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”.
E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”.
Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”.
La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

 

COMMENTO


…facevano la strada con lui…

Il nuovo testo traduce: “…e con lui camminavano…”.
Direte: cosa cambia? Nulla in pratica. Eppure le due versioni “fare la strada con“ e “camminare con” in questo contesto, a mio modesto sentire, fanno la differenza. Naturalmente preferisco il “fare la strada con”, perché nel racconto non c’è una semplice azione da registrare, ma vi si colloca un insieme di avvenimenti, di sensazioni, di emozioni che, affastellate in un breve spazio di tempo, FANNO la strada.
E la strada si FA insieme, come insieme si FA comunità, e insieme si FANNO i miracoli, insieme si FA la resurrezione. FARE per noi credenti significa non riempire di chiacchiere, magari in forma di preghiera, la nostra giornata, ma compiere atti concreti da cui far nascere pere qualcuno la speranza di una vita migliore.

 

…figlio unico di madre vedova…

Con poche parole si indica uno stato di totale disperazione.
L’attenzione di un Dio che si fa Uomo non può non attraversare il dolore che proviene con impeto irrefrenabile dalla morte; non può Gesù lasciare nell’indifferenza un popolo che lo segue con l’idea di trarre vantaggi solo personali…
Dio e l’uomo, se FANNO la strada insieme, insieme faranno sosta dinanzi al dramma che avvolge una donna e insieme cambieranno la realtà che le è avversa. A pensarci bene il miracolo che viene compiuto non è per la vita di un giovanetto, ma per la salvezza, a livello personale e sociale, di una “vedova”.

 

“Non piangere!”.

Al dolore che nasce dalla perdita di un figlio si aggiunge il buio denso di una vita senza prospettive: “Non piangere!”…
Al rammarico di essere donna e donna ebrea, si somma la fragilità dello stato di vedovanza: “Non piangere!”…
Alla difficile situazione di una creatura che non ha più speranze si fa sostegno e coraggio la vicinanza di una comunità solerte: “Non piangere!”… Questo è il miracolo, questa è la forza luminosa della resurrezione.

DON GAETANO ZARALLI

 

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