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GENZANO SENZ'ACQUA: ORMAI E' UNA PROCESSIONE DI AUTOBOTTI - Castelli Notizie
CRONACA

GENZANO SENZ’ACQUA: ORMAI E’ UNA PROCESSIONE DI AUTOBOTTI

protezione civile genzano

Si fa sempre più drammatica a Genzano e in altre cittadine dei Castelli, non ultima la vicina Velletri, la situazione relativa all'approviggionamento idrico. Tante, troppe, le abitazioni rimaste ormai a secco; tantissime, decisamente troppe, le persone che da giorni sono costrette a fare a meno dell'acqua, a discapito della propria igiene e salute, con danni enormi soprattutto per anziani e bambini.

Almeno una decina, nella sola giornata di venerdì 21 giugno, gli interventi della Protezione Civile, che ha provveduto a rifornire le aziende artigianali di via del Lavoro, prive di acqua corrente già da giorni, con l'ausilio di un'autobotte da 6 mila litri.

La crisi idrica, di cui ha dettagliatamente riferito anche un furente Sindaco Flavio Gabbarini nell'odierna conferenza stampa in Comune, sta creando notevoli problemi in diverse zone della cittadina castellana, come via Montecagnolo, la zona Artigianale, la zona più alta del Centro Storico, il Corso Vecchio e via Annarumi.

Il Primo cittadino, contestato per non aver aperto le porte ad una manciata di cittadini accorsi all'incontro con la stampa, ha ricordato come siano stati numerosi ed energici i solleciti inviati nel tempo all'Acea-Ato 2, allo scopo di cercare di risolvere il prima possibile le problematiche legate all'approviggionamento idrico, emerse in tutta la loro drammaticità con l'arrivo dell'afa.  L'invito del sindaco (LEGGI QUI PER LA CRONACA COMPLETA DELL'APPELLO) è stato quello di utilizzare l'acqua solo per scopi personali e domestici e di non sprecarla per usi impropri come innaffiare giardini o lavare automobili. I vigili urbani faranno anche dei controlli a campione in varie zone per controllare l'eventuale uso improprio del prezioso liquido che ogni anno, con l'arrivo dell'estate, viene puntualmente a mancare. Tra le cause della mancanza d'acqua troviamo: la scarsa manutenzione delle condotte, le perdite continue nei pozzi e negli acquedotti, i pozzi abusivi che pescano in profondità e la cronica carenza che da anni si è creata negli acquedotti pubblici che riforniscono i Castelli Romani come quello del Simbrivio.

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