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Uccise, ferite, violate: crimini brutali per quelle 'Scarpe senza Donne' - Castelli Notizie

Uccise, ferite, violate: crimini brutali per quelle ‘Scarpe senza Donne’

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In Italia, ogni tre giorni, una donna viene uccisa da un marito, un fidanzato, spesso un compagno o un ex compagno di anni di vita, un padre di figli cresciuti insieme. La «violenza domestica» — quella subita dagli uomini di casa, anche padri o fratelli — è la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni: più degli incidenti stradali, più delle malattie. 81 le vittime dall’inizio dell’anno, di cui 59 rimaste uccise. Un numero impressionante.
“Scarpe senza donne” è il titolo dell’iniziativa che si svolgerà, dalle 16.30 alle 20.30, mercoledì 31 luglio, in piazza Cairoli, a Velletri. Un’iniziativa che lo Spi Cgil e l’Auser del Comprensorio Roma Sud Pomezia Castelli, con il patrocinio del Comune di Velletri, hanno voluto organizzare per ricordare queste donne ferite, uccise, violentate. L’Auser e lo Spi Cgil del Comprensorio Roma Sud Pomezia Castelli, con il patrocinio del Comune di Velletri, aderiscono alla campagna “Scarpe senza donne”, progetto itinerante che, attraverso il simbolo delle scarpe rosse, porta alla luce questo crimine brutale.

Il colore rosso diventa, quindi, simbolo del il sangue che, ogni giorno, le donne versano per mano di mariti, fidanzati, compagni; simbolo dell’energia vitale, della forza fisica e mentale, della volontà di opporsi ai maltrattamenti. Ogni paio di scarpe rosse rappresenta una donna e la traccia della violenza subita. Il progetto nasce in Messico dove, nel 2009, l’artista Elina Chauvet porta nelle piazze un’installazione di scarpe rosse dedicata alle vittime di Ciudad Juarez, cittadina ai confini con gli Stati Uniti dove, nel 1993, sono state rapite, stuprate ed uccise centinaia di donne. E’ a Juarez che, per la prima volta, viene usato il termine “femminicidio”. Da quella data, il progetto sta facendo il giro del mondo e, in Italia, è stato adottato ed interpretato da molte associazioni e da molte artiste.

L’effetto finale di questa installazione è quello di un corteo di donne assenti perché cancellate dalla violenza. Donne di cui rimangono solo le scarpe. Invitiamo le cittadine ed i cittadini a partecipare, portando con sé un paio di scarpe rosse o anche un paio qualsiasi: saremo noi a verniciarle. Ciascun paio rappresenterà una donna vittima di violenza che prenderà nuova vita in un’iniziativa di profonda sensibilità e sensibilizzazione, volta a costruire un percorso di memoria e di diffusione della non violenza nella nostra società. Lo Spi e l’Auser del Comprensorio Roma Sud Pomezia Castelli, con l’adesione a questa campagna, hanno voluto ribadire, ancora una volta, l’impegno che la Cgil tutta, da sempre, profonde contro ogni qualsivoglia forma di discriminazione e di violenza – sia fra le pareti domestiche che nei posti di lavoro – e nella tutela e nel rispetto di tutti i diritti umani.

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