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Filo spinato, cavi elettrici e rifiuti ingombranti: così occultava la propria piantagione di cannabis - Castelli Notizie
CRONACA

Filo spinato, cavi elettrici e rifiuti ingombranti: così occultava la propria piantagione di cannabis

cannabis lanuvio

Aveva fatto di tutto per ostacolare la vista di quanto con solerzia e passione coltivava nel proprio fondo agricolo, di circa 2mila metri quadri, posto di fronte alla propria abitazione. Accesso ostacolato da filo spinato, cavi elettrici, rifiuti ingombranti ed individuazione resa difficoltosa dalla presenza di diversi alberi da frutto e da vegetazione spontanea impervia. Eppure dopo averlo arrestato nella serata di martedì 13 agosto (LEGGI QUI) gli agenti del Commissariato di Polizia di Genzano non hanno smesso di indagare, sino al ritrovamento di ieri sera, culminato nel sequestro del fondo agricolo, situato nella zona di Lanuvio. Proprio lunedì 19 agosto, all’epilogo di un’azione info- investigativa iniziata nei giorni precedenti, gli uomini del Commissariato di via Chatillon hanno proceduto al sequestro di diverse piante di “cannabis indica”, coltivate dal 35enne arrestato una settimana fa ed attualmente recluso presso il Carcere di Velletri.

Le indagini – così come da ricostruzione effettuata dal Vice Questore Aggiunto,  dottor Marco Messina – hanno portato a ricostruire i movimenti di alcuni assuntori delle sostanze stupefacenti, consentendo di ascrivere proprio al 35enne di Lanuvio la coltivazione delle stesse, il cui ricavato (centinaia di dosi di cannabis) erano dirette allo spaccio nelle aree dei Castelli romani, sopratutto tra i giovanissimi.

Infatti, il soggetto, considerando che la madre, unica persona convivente, è impossibilitata ai movimenti per invalidità totale, aveva in forma occulta proceduto alla coltivazione delle illecite piantagioni nel fondo agricolo antistante l’abitazione. Sequestrati anche prodotti per la concimazione e fertilizzanti idonei all’esercizio dell’attività illegale. Stante il suo stato di detenzione, l’uomo è stato deferito alla Procura della Repubblica di Velletri per lo specifico reato.

 

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