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Storico al Tribunale di Velletri: 190 anni di reclusione per la 'prima' condanna ad un clan della 'Ndrangheta - Castelli Notizie
CRONACA

Storico al Tribunale di Velletri: 190 anni di reclusione per la ‘prima’ condanna ad un clan della ‘Ndrangheta

aula

Al termine di un processo durato 6 anni nel primo pomeriggio di oggi, presso il Tribunale di Velletri, il collegio giudicante ha emanato la sentenza a carico di diversi esponenti della famiglia Gallace, le cui accuse vanno dall’associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere, truffa, spaccio e molti altri capi di imputazione. Animi tesi per tutta la giornata, con un rafforzamento nelle misure di sicurezza all’interno del Tribunale e un massiccio dispiegamento di carabinieri. 

La sentenza, di primo grado, ha portato alla condanna di diversi imputati, con periodi di reclusione dai 17 ai 9 anni. Sedici i condannati, per un totale di 190 anni complessivi di carcere.

Secondo l’impianto scaturito dal ‘processo Appia’, culminato nell’odierna sentenza di primo grado, il clan, stabilitosi tra Anzio e Nettuno (unico comune della provincia ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose), faceva capo alla ‘mente’, di stanza a Guardavalle.  Per scardinare la rete, che quasi 10 anni fa portò all’arresto di 94 persone, preziosa si è rivelata la testimonianza resa dal pentito Antonino Belnome. La principale attività nella quale il clan era impegnato è stata soprattutto legata al traffico di sostanze stupefacenti, con legami perduranti col Sudamerica. 

Quella odierna rappresenta una sentenza storica, in quanto è la prima ad essere stata emessa nella provincia di Roma per esponenti affiliati alla ‘Ndrangheta.  

“La sentenza di oggi – ha dichiarato Ferdinando Secchi, coordinatore di ‘Libera Lazio’ – conferma la presenza della ‘ndrangheta alle porte della Capitale, a conferma che le mafie vanno dove si possono fare affari e dove il denaro gira, ed è il caso del Comune di Nettuno, in posizione strategica per chi vuole fare affari tra la città di Roma e quella di Latina”.