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Sanità - Mentre 72 Ospedali chiudono a breve si daranno 800 euro a chi partorisce in casa... - Castelli Notizie
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Sanità – Mentre 72 Ospedali chiudono a breve si daranno 800 euro a chi partorisce in casa…

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partIL PENSIERO

del prof. Pier Luigi Starace

“72 piccoli ospedali chiudono”; “800 euro alle puerpere che opteranno per il parto a casa propria”. Se non tanto altro, mi stupisce ed indigna la minima evidenza con cui vengono date tali notizie, ed il fatto che non vengano “raccolte” ed approfondite da molti. Se avessero bombardato quegli ospedali, sarebbe stata una “notizia schok”. Ma chiudere è uguale a bombardare, agli effetti e dei malati della zona e del personale medico e paramedico che vi lavora. Se delle donne povere fossero state ricattate da un delinquente così: “ti do 800 euro se rischi di morire tu e far morire tuo figlio per mancanza di strutture d’assistenza neonatale” sarebbe stato un grosso titolo di cronaca nera, e ci sarebbe stata una gara tra destra, centro e sinistra – associazioni per la difesa della vita, conferenze episcopali, quotisti rosa – in difesa della dignità della donna e del bambino, della famiglia. Invece non mi risulta che questi crimini contro l’umanità siano stati definiti come tali da qualche voce autorevole, da qualche istituzione.

Eppure non si deve poter impunemente procedere nella desertificazione del territorio da strutture ospedaliere, creando scientemente le condizioni a causa delle quali un ‘”urgenza” è risolta dalla morte durante il percorso del paziente tra uno ed un altro d’ospedali e sempre più lontani fra loro e sempre più affollati, né scherzare impunemente con la vita delle madri e dei neonati, sacra a tutte le culture del mondo e di tutti i tempi, sottintendendo il “valore” superiore della riduzione di spesa pubblica: come se l’economia fosse in crisi per le troppe spesi statali in ginecologi, ostetriche, e letti da travaglio.

Come se non esistessero donne povere – me lo hanno detto – che hanno voluto od accettato un bambino per 400 euro di “bonus”, quello almeno incondizionato. Queste micidiali tendenze qualificano un “trend” dei “pensatoi” che contano, e che spintonano, guidano, fanno scrivere sotto dettatura i governanti ed i parlamentari nell’esercizio della loro funzione legislativa, alla trasformazione in “untermenschen” di fasce sempre più ampie di quelli che osano chiamare ancora “cittadini”. Ma è possibile che ci sia in giro un blocco mentale così forte da non far capire che questi tagli  criminosi possono essere evitati con altri tagli, quelli in alto? Ho letto che Renzi ha detto che la retribuzione d’un manager o dirigente non deve superare il decuplo di quella d’un dipendente. A me è sembrata una battuta, perché, pur con il “taglio” a chi intasca più del Capo dello Stato stiamo centinaia di volte al disopra d’una “retribuzione decorosa”. Inoltre è assolutamente intollerabile, pena l’accettazione della limitazione dei poteri dello stato da parte del mercato, che proprio i più sfacciatamente retribuiti, i managers privati, possano essere legalmente riconosciuti come al di sopra, al di fuori o contro la legge valida per i loro colleghi pubblici.

Dopo un ventennio infame di leggi “ad personam”, i cui promotori siedono ancora in parlamento, è qui ed ora che si deve cambiar verso. Naturalmente questo deve avvenire anche a livelli retributivi più bassi: in ogni azienda bisogna bloccare il tubo che porta liquidità nelle tasche apicali, per canalizzarlo in beni ed occupazione. Per fare un solo esempio, il COTRAL, tagliando le parcelle dirigenziali, potrebbe sostituire gli autobus scassati ed assumere nuovi meccanici e nuovi autisti, invece di continuare a tagliare a tradimento corse per studenti e  lavoratori. Ogni discorso sull’occupazione che non venga preso da questo verso deve essere sospetto. Ancora: i tagli in alto, se sono, come sono, cosa buona e giusta, non devono risparmiare nessuno: i calciatori, gli dei delle quattro e due ruote, e tutto il resto del “mondo dello sport”. Molto tempo fa un berlusconiano mi diceva che il suo capo teorizzava la retribuzione d’un calciatore pari a quella d’un operaio (ma non specificava quella d’un presidente…). Lo stesso il “mondo del cinema”, con le sue laceranti iniquità tra superpagati e giovani talenti squattrinati. E, contiguamente, quello televisivo: le oscene piogge d’oro su Fazio e la Littizzetto devono finire, insieme a tutte le altre meno conosciute, colpendo senza pietà gli ammanicati a destra, al centro, a sinistra.

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