POLITICA

Genzano – La Piazzoni completa la metamorfosi e passa al Pd. Ma per il Sindaco è da ‘Chi l’ha Visto?’

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La Piazzoni, accanto a Vendola, durante la campagna elettorale per le Comunali del 2011

di Federica Tetti

Dalla sinistra al centrosinistra. Dall’opposizione alla maggioranza. Il tutto senza squilli di fanfara.

Prosegue, e magari si conclude, la metamorfosi partitica di Ileana Piazzoni, eletta alla Camera dei Deputati nel marzo del 2013, nelle fila di Sinistra Ecologia e Libertà e passata nelle ultime ore, in silenzio, all’interno del Partito Democratico, con un intermezzo all’interno di Led (Libertà e Diritti). 

La 42enne genzanese aveva dapprima lasciato il partito di Vendola, con un sofferto addio, lo scorso  19 giugno 2014, assieme all’allora capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, Claudio Fava e Titti Di Salvo. Due le questioni che avevano portato alla pesante spaccatura nel partito, a partire dalla linea di opposizione “a prescindere” nei confronti del Governo Renzi. Il secondo punto di disaccordo che ha portato poi alla fatale spaccatura si era invece registrato in occasione del voto sul Decreto Irpef (i famosi 80 euro in busta paga per i redditi medio-bassi), che nonostante alcune sfumature non condivise, la stessa Piazzoni aveva recepito come «un gesto di attenzione verso una fetta di italiani a lungo penalizzati».  

Dopo il divorzio da Nichi Vendola, i fuoriusciti avevano deciso di dar vita ad un soggetto parlamentare all’interno del Gruppo Misto dal nome “Libertà e Diritti” (LeD) per “costruire un comune percorso politico verso gli orizzonti della maggioranza”.  Dal 17 novembre la stragrande maggioranza dei dieci deputati di Led hanno chiuso il cerchio e completato la propria diaspora, aderendo al Pd.

Ileana PiazzoniL’ingresso di Ileana Piazzoni, dunque, tra le forze del Pd potrebbe costituire in prima battuta un arricchimento dell’attuale maggioranza di governo e potrebbero non mancare persino dei risvolti anche in ambito locale, coi suoi concittadini che non hanno certo avuto grandi occasioni d’incontro in questi quasi 2 anni in Parlamento.

Che Genzano senta di non aver granchè beneficiato della sua presenza in Parlamento (l’altro esponente, Elena Fattori, siede tra i banchi del Senato, ndr) lo si è intuito anche dalle parole del sindaco Flavio Gabbarini, pronunciate proprio nel consiglio comunale di giovedì 27 novembre, quando rifacendosi all’assestamento di bilancio e alla difficoltà di restare dentro i rigidi parametri del Patto di Stabilità, il Primo cittadino ha dichiarato che “i Comuni non sono centri di spesa e di spreco come molti cittadini sono portati a credere. Si cerca di spendere nel migliore dei modi i soldi che vengono dai finanziamenti e dai cittadini stessi; tuttavia – ha dichiarato Gabbarini – a volte ci sentiamo un po’ soli, essendo l’unico punto di riferimento. Gli altri sono un po’ assenti, a partire dalla Provincia, o quel che ne resta, passando per la Regione; per non parlare poi dei rappresentanti di Camera e Senato, per i quali dovremmo andare alla trasmissione “Chi l’ha visto?”. 

Intervento che di certo non farà piacere alla neodeputata piddina, che col rientro del sindaco nella ‘grande famiglia’ del Pd si troverà a far parte ora dello stesso partito, cercando magari di dimenticare, l’un l’altro, di quando nel 2011 al fianco di Nichi Vendola la Piazzoni fece campagna elettorale in favore del sindaco uscente, Enzo Ercolani.

Il nuovo ‘peso’ assunto dal Pd genzanese, che incamera quindi una deputata nel suo gruppo, potrà magari portare dei benefici ad un partito tuttora ingessato, che si trova inoltre con la grana del ‘caso D’Annibale’: l’attuale segretario cittadino nei giorni scorsi ha ricevuto infatti un avviso di garanzia nell’ambito di un presunto giro di mazzette che vede indagato il deputato del Pd, Marco Di Stefano. Un’ulteriore gatta da pelare per i democratici genzanesi, le cui iniziative, in ambito locale, sono ridotte al lumicino.