POLITICA

Albano – Altro che Primarie, il Pd rilancia sull’unità del partito intorno alla candidatura di Marini

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IL SINDACO NICOLA MARINI

IL SINDACO NICOLA MARINI

di Michela Emili

Altro che Primarie, il Pd ribadisce la propria scelta e conferma la candidatura del sindaco uscente Nicola Marini.

Con già una consiliatura alle spalle (seppur costellata da tentativi di golpe e dimissioni) e un saldo accordo politico, Marini viaggia dritto verso le amministrative del prossimo mese di maggio, nonostante la richiesta delle Primarie che arriva da parte di alcuni esponenti del Pd e dell’Amministrazione comunale, tra cui i due assessori dimissionari Pino Rossi e Fauzi Cassabgi, quest’ultimo elettosi a candidato dell’ipotetica consultazione primaria (LEGGI).

Dimissionari già sostituiti peraltro. E’ ancora in corso la formalizzazione delle deleghe ma i due nuovi volti della giunta Marini, come diramato proprio oggi dall’ufficio stampa, sono l’insegnante  Anna di Baldo e Giacomo Mammarella (LEGGI), quest’ultimo segretario del Pd di Pavona che solo la scorsa settimana presenziava all’incontro pubblico dei dissidenti alla Palazzina Vespignani, e che ha più volte sostenuto la necessità di una più larga condivisione nella scelta del candidato.

“Il Pd mi ha chiesto un atto di responsabilità” è il commento del giovane, che dovrebbe ricevere la delega al Bilancio, mentre quella alla Cultura andrà alla Di Baldo.

“Il Pd non farà e né parteciperà a Primarie – ribadisce il coordinatore dei circoli del Pd di Albano Alessio Colini -. Tendenzialmente il sindaco al secondo mandato viene ricandidato, a meno che non siano la coalizione o la maggioranza degli scritti a chiedere le Primarie.

In questo caso oltre il 70% degli iscritti ha riconfermato la fiducia al sindaco Marini, così come tutta la coalizione del centrosinistra”.

Largo il fronte pro Marini che vede schierati Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Partito Socialista italiano, Sinistra Ecologia e Libertà, Centro Democratico, Idv, Liberali Riformisti e Movimento Aurora dei Castelli romani, e altre liste civiche.

Allora il problema è tutto interno al Pd? “C’è una minoranza del partito di area civatiana che non si è allineata alle decisioni prese – conclude Colini –, ma spero che alla fine prevarrà l’unione del partito”.

E la nomina di Mammarella? “Un giovane in cui crediamo molto e che condivide con noi questo bisogno di unità”.