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Genzano - Il termine 'soppresso' sulla targa a Giuliano Amati fa discutere. 'Non si tratta di un treno' - Castelli Notizie
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Genzano – Il termine ‘soppresso’ sulla targa a Giuliano Amati fa discutere. ‘Non si tratta di un treno’

targa amati

targa amatiE’ stata una disquisizione in Consiglio comunale sul lessico e il significato delle parole italiane ad accompagnare, con un velo di polemica, l’apposizione della targa alla memoria di Giulio Amati, nome scelto dall’Amministrazione comunale per intitolare il parco di via Lenin sul finire dello scorso mese di gennaio. Il genzanese di religione ebraica, deportato ad Auschwitz nel 1944 e morto l’anno seguente nel campo di concentramento di Landsberg-Dachau, è stato commemorato in una cerimonia partecipatissima, sul finire dello scorso mese di gennaio.

L’occasione ha previsto l’installazione di una palina a sorreggere la targa con l’intitolazione dell’area “Parco Giulio Amati”. Il termine “soppresso”, però, utilizzato per caratterizzare la figura del cittadino ebreo, nato a Genzano il 9 settembre 1913, ha generato qualche attrito alle orecchie del consigliere comunale Arnaldo Melaranci, secondo il quale il termine scelto sarebbe più idoneo in riferimento a un treno o ad un animale, ma non ad una persona.

“Ritengo sia una brutta parola – ha dichiarato il consigliere di minoranza – che non si addice ad un essere umano, e la stessa mia perplessità è stata condivisa da molti altri cittadini. Credo quindi che vada cambiata”.

“In realtà – si difende il sindaco Flavio Gabbarini, il termine soppresso è quello utilizzato dai nostri consiglieri che negli anni ’50 intitolarono una targa ai concittadini genzanesi deportati”. Nell’atrio del Municipio di Genzano, infatti, il nome di Amati è riportato proprio tra le vittime nei campi di concentramento nazisti, che riporta lo stesso termine “soppressi”.

Tra i favorevoli e i contrari alla parola utilizzata sull’incisione, un altro aspetto, certamente più calzante, è quello dell’assenza dell’indicazione del fatto che Giulio Amati fosse nato a Genzano. Una dimenticanza non di poco conto, per la stessa maggioranza, che avrebbe certamente dato più significato e valore all’intitolazione e alla memoria del cittadino genzanese, che sfugge probabilmente alla memoria di tanti.

M.E.

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