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Monte Compatri - In Consiglio intesa su spreco alimentare e comunicazione. Ma la trasparenza rimane una chimera - Castelli Notizie
POLITICA

Monte Compatri – In Consiglio intesa su spreco alimentare e comunicazione. Ma la trasparenza rimane una chimera

piazza montecompatri

piazza montecompatridi Enrico Stasi

Si è tenuto ieri il Consiglio comunale di Monte Compatri, per discutere su vari temi.

Le mozioni presentate dal Pd di Monte Compatri, che sono state discusse riguardavano la mozione consiliare contro lo spreco alimentare, la mozione consiliare per sviluppare un’applicazione in grado di far interagire la pubblica amministrazione con la comunità e la mozione per la regolamentazione del reddito e del patrimonio annualmente dichiarati e dei beni immobili e mobili registrati dai consiglieri comunali”.

Il primo punto riguardava la possibilità – nata dall’iniziativa di un progetto chiamato “Alimentiamo “-  di recuperare e redistribuire le merci non vendute nei vari esercizi commerciali onde far fronte allo spreco alimentare; merci che sono destinate allo smaltimento, a dispetto dei cittadini che si trovano in condizioni economiche meno agevolate.

Il secondo punto ha toccato l’utilizzo di una applicazione – utilizzabile per tutti i cittadini tramite cellulari e tablet –al fine di agevolare e ridurre le distanze tra la comunità e l’amministrazione pubblica.

Mediante questo sistema di comunicazione sarà anche possibile, per l’amministrazione comunale, intervenire tempestivamente sulle problematiche del territorio, in quanto sarà possibile ricevere le segnalazioni dei cittadini il più presto possibile.

Mentre sui primi due temi sembra che sia stato trovato un punto di incontro tra l’opposizione e la giunta De Carolis, sebbene – ha ricordato il Primo cittadino – “l’intento di essere più vicini alla comunità è un progetto che è stato già intrapreso tramite l’utilizzo dei social network”, sul tema della trasparenza invece sono rimasti in sospeso molti punti.

“La trasparenza  – ha ricordato l’opposizione – è un mezzo fondamentale per rendere maggiormente partecipe e consapevole, tramite l’informazione, la propria comunità”.

“A rafforzare questo principio – ha ricordato Serena Garac’è  il decreto legislativo n.33 del 2013 che, ritenuto violato dalla giunta comunale, all’art 3, cita: “Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7”.

Sebbene l’obbligo di pubblicizzare i redditi vige solo sugli amministratori di enti con più di 15.000 abitanti – continua Gara – vincoli elencati nella lettera f dell’articolo 14 del Dlgs 33/2013 – tale trasparenza può essere uno strumento utile per combattere la corruzione.

Per questo motivo l’opposizione ha chiesto anche la pubblicazione del reddito e del patrimonio di tutti i beni immobili e mobili registrati dai consiglieri comunali.

Per contro, la perplessità della giunta di De Carolis è stata quella di fare del principio di trasparenza uno strumento volto a soddisfare esigenze puramente mediatiche.

Infine l’opposizione ha presentato una mozione, che verrà discussa e approfondita in seguito, riguardante il “baratto amministrativo“; ovvero – detto in parole povere – la possibilità per il cittadino di impiegare il suo tempo svolgendo lavori volti a salvaguardare e mantenere il bene pubblico anziché pagare le tasse.