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Genzano – Parco Sforza Cesarini ospiterà un monumento dedicato al noto poeta Mario dell’Arco

mario dell'arco

mario dell'arcoSarà inaugurato sabato mattina nel Parco Sforza Cesarini di Genzano il monumento in memoria di Mario dell’Arco (1906-1996), architetto, poeta romanesco e cantore di “Genzano dell’Infiorata”.

Mario dell’Arco, riconosciuto come il massimo poeta romanesco del Novecento insieme a Trilussa, ha ricevuto nel 1995 la cittadinanza onoraria del Comune di Genzano di Roma, città in cui si era ritirato nel 1966. Come architetto, progettò il Palazzo delle Poste di piazza Bologna a Roma insieme a Mario Ridolfi e la fontana di piazza Tacito a Terni, con mosaici di Corrado Cagli.

Visto lo stretto legame che lega Mario dell’Arco a Genzano, dove ora riposa insieme ai suoi cari nella tomba da lui stesso progettata, l’Amministrazione comunale ha ideato e realizzato in collaborazione col Centro di studi sulla cultura e l’immagine di Roma (diretto dal figlio, Marcello Fagiolo dell’Arco) questo monumento in sua memoria, una Stele su cui sono raffigurati il suo ritratto, una poesia-autoritratto (il poeta si identifica con l’olmo genzanese) e un bassorilievo su disegno dell’artista genzanese Renato Torti. La Stele che nasce come un albero dal prato, è in parte lavorata con fronde e foglie di olmo.

“Era un impegno morale che avevamo assunto per onorare e tramandare la memoria di questo grandissimo intellettuale italiano, romano e genzanese – ha dichiarato l’Assessore ai Beni culturali Virginio Melaranci – Abbiamo colto l’occasione di una offerta di collaborazione da parte del Centro Studi sulla cultura e l’immagine di Roma, col cui Direttore abbiamo lavorato a stretto contatto, con unità di intenti sulle scelte formali del monumento. La circostanza è anche l’occasione per valorizzare ulteriormente il parco, con un segnale che potrebbe essere inteso come inizio di un ideale Parco della Rimembranza. A fianco della stele sarà posizionato il tronco del glorioso ultimo olmo delle storiche Olmate,  tanto declamate da Dell’Arco e godute durante il suo soggiorno genzanese, negli ultimi trent’anni della sua vita”.