Attualità

Velletri – Sull’abusivismo edilizio l’Amministrazione converge sulla tesi di Equi Diritti. Pocci: ‘Piaga da debellare, ma…’

equi diritti velletri

Equi Diritti a Velletri durante il Mercato del Giovedì

Anche l’Amministrazione comunale di Velletri, al pari dell’azione portata avanti dagli altri Comuni coinvolti, converge sulle richieste avanzate dal comitato Equi Diritti in materia di abusivismo edilizio. L’incontro con l’associazione, nata a seguito del braccio di ferro congiunto della Regione Lazio e la Procura di Velletri, volto a rendere più veloce l’esecuzione delle sentenze e dei decreti che prevedono la demolizione dei manufatti abusivi, si è avuto nei giorni scorsi.

“Riteniamo che la tesi sostenuta dal comitato sia sostenibile – ha riferito l’assessore all’Urbanistica Orlando Pocci -, perché si riferisce a tutti quei casi di abuso per i quali è stata fatta domanda di sanatoria con l’ultimo condono del 2003, pagando anche la relativa oblazione, salvo poi vedersi negare l’iter dalla Regione Lazio per via dei vincoli che gravano sull’intero territorio castellano, a dispetto invece di quanto accaduto in tutte le altre Regioni d’Italia”.

pocciMentre qualche cittadino ha provveduto o sta provvedendo alla demolizione di piccoli manufatti, garage o gazebi, senza attendere l’acquisizione degli stessi da parte del Comune, la questione si complica in merito a tutti gli altri casi, sui circa 153 segnalati, in cui si ha a che fare con abitazioni occupate da anni e anni da intere famiglie.

“Premesso che l’abusivismo edilizio sia una piaga da debellare, non credo che potremo demolire centinaia di case perché il problema abitativo ce l’abbiamo già ora e la maggior parte dei casi segnalati fanno riferimento a un abusivismo di necessità – ha aggiunto Pocci -. Quotidianamente riceviamo in Comune tantissime persone preoccupate per le loro sorti e noi siamo disarmati. Per questo riteniamo che fare rete con gli altri Comuni e agire presso la Regione Lazio sia la strada più giusta per fare meno danni possibili”.

M.E.