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Genzano – Maura Pisciarelli: ‘Catastrofica la sconfitta del Pd. Io ci sono e lotterò per il ‘No’ al Referendum’

maura pisciarelli

maura pisciarellidi Daniel Lestini

La sua assenza dalla lista del Partito democratico ha stupito in tanti, come pure la sua totale estromissione tra i candidati in lizza per le Primarie del 21 marzo, dopo che nei mesi precedenti sembrava in predicato di potervi prendere parte, come l’emblema di un rinnovamento che, almeno per le candidature alle consultazioni interne al centrosinistra, nei fatti, non c’è stato. Con lei, che è stata per 3 anni capogruppo di ‘Genzano Democratica’, prima di vederla confluire nel gruppo consiliare del Pd, appare inevitabile, ad un mese esatto dal turno di ballottaggio, fare una disamina sul voto. E le risposte di Maura Pisciarelli, appena 29 anni, e nessuna voglia di smetterla con la passione della politica, non appaiono per nulla banali. A partire dalla sua battaglia per il ‘No’ al Referendum costituzionale del prossimo autunno, che la vedrà pertanto in sintonia con la frangia minoritaria del partito, ed in aperto dissenso con le politiche del Governo Renzi, che pure quelle riforme le ha propugnate.

Maura, partiamo dalla fine: ti aspettavi un epilogo del genere? La disintegrazione di una delle ultime certezze ancora in piedi, ovvero il legame, apparentemente indissolubile, tra Genzano e le amministrazioni di centrosinistra…?

<<Più che aspettarmelo un epilogo del genere, lo temevo! La portata della sconfitta del Pd è catastrofica a Genzano e in tutta la provincia di Roma, nonché in Italia. Ma i piani della sconfitta sono a mio avviso molto diversi: su scala nazionale ha pesato il fatto di avere un partito chiuso in una ferrea logica di consolidamento del potere, distante dai problemi delle persone ed estraneo alle proprie dinamiche interne; il partito nella provincia di Roma ha pagato il prezzo di essere assoggettato a degli schemi feudali per i quali la classe dirigente è nominata attraverso delle investiture correntizie dallo scarso contenuto politico e culturale, che hanno ridotto il partito ad un campo di arrivismo personalistico. La sconfitta di Genzano, invece, riportata dai giornali nazionali come una sconfitta epocale, è il triste risultato di una politica autoreferenziale ed elitaria che per troppo tempo ha creduto di bastare a se stessa. Lo dico con rammarico: si sono buttati via oltre 100 anni di storia e questo, direbbe qualcuno, ‘è più che un delitto, è un errore politico!’. Ma in questo caso oltre al disagio diffuso del PD a tutti i livelli, i genzanesi hanno espresso un voto politico, infatti il candidato del centro-sinistra è stato l’unico candidato ad ottenere un risultato inferiore di oltre 2 punti percentuali rispetto alle liste che lo sostenevano. Ora qualcuno potrà replicare che si sono fatte le primarie, ma la lettura del risultato di quest’ultime evidentemente è stata distorta ed è stata distorta proprio in virtù di quelle logiche feudali in cui è incardinata la politica del Pd della provincia di Roma>>.

Ai più è parso singolare che una giovane come te, che pur si era ben distinta nel corso della sua prima esperienza consiliare, sia rimasta fuori dalla contesa e non abbia trovato spazio nelle liste delle ultime Comunali. Da cosa è dipesa la scelta di rinunciare a ricandidarsi? Una scelta definitiva o ti ritroveremo?

<<Anzitutto vorrei capire chi sono questi più, e soprattutto perché è apparso eventualmente loro singolare il fatto che io abbia fatto un passo indietro. Come ho già detto qualche tempo fa, proprio quando rinunciai alla carica di capogruppo per favorire il processo di unità del Pd in Consiglio, a 29 anni credo che le idee debbano venir prima delle poltrone altrimenti la politica diventa un triste teatrino di arrivismo personalistico. Sinceramente penso che un partito di sinistra debba costruire degli impianti politici che precedano i programmi e le strategie elettorali, e questo purtroppo al Partito Democratico manca a tutti i livelli, infatti quando io chiesi al commissario Masi di evidenziarmi gli elementi politici e di prospettiva programmatica intorno ai quali poter eventualmente costruire una battaglia politica, la sua risposta, testimoni diversi dirigenti del Pd locale e anche provinciale, è stata: “Mi dispiace Maura, ma non ci sono elementi politici!”. Onestamente, questo modo approssimativo di agire e questo qualunquismo lo lascio ad altri, per me la politica è una cosa seria e mi è stato insegnato che non è necessaria la poltrona per portare avanti le battaglie, per cui mi ritroverete sin da subito nella campagna per il ‘No’ al referendum Costituzionale>>.

La città sembra aver voltato le spalle a Gabbarini, anche attraverso un utilizzo piuttosto smodato dei social network, dove certe critiche si sono fatte davvero aspre e senza peli sulla lingua: non credi l’ex Sindaco abbia pagato anche oltre i propri demeriti?

<<Come si dice, ‘L’orgoglio partì a cavallo e tornò a piedi!’. Si sente spesso parlare dei valori della sinistra, purtroppo se ne parla soltanto, ma spesso se ne dimentica uno a mio avviso fondamentale, l’umiltà. Preferire i social alla comunità reale vuol dire prestare il fianco a chi dei social ne ha fatto una ragione di vita. La sinistra è e deve essere altro dal populismo perché oltre la barbarie c’è solo la stupidità per cui vale la logica secondo la quale il nemico del mio nemico è mio amico, ed è questo ciò che si è verificato>>.

Cosa ti aspetti dall’Amministrazione pentastellata e come valuti le prime mosse, considerato che si è in presenza di una Giunta di tecnici, per la quasi totalità provenienti da fuori dei confini della Città dell’Infiorata?

<<Non ho aspettative particolari nei confronti di questa amministrazione. E’ noto che non apprezzo il linguaggio e le modalità propagandistiche del Movimento 5 Stelle, ma rispetto ai contenuti non posso esprimermi perché in tutta onestà non ne ho trovati durante la campagna elettorale e tantomeno in altre circostanze. La scelta di tecnici esterni credo sia stata fisiologica per Lorenzon data la sua inesperienza politica ed amministrativa, che è peraltro pari a quella degli eletti. E’ comunque una scelta rispettabilissima, ma sintomatica di una mancanza di radicalità culturale e politica nel territorio. Per cui da cittadina spero che qualcosa di buono per la nostra città venga fatto e soprattutto spero che l’opposizione sia attenta e sappia tenere alto il livello del dibattito politico, perché credo che Genzano e i genzanesi lo meritino>>.

Maura, ti rivedremo ancora battagliare per la tua Genzano o avrai bisogno di un ulteriore periodo di riflessione…

<<La riflessione è una cosa importante, soprattutto quando la visuale non è nitida, perché si rischia di andare in un verso che non è quello giusto! Per la mia Genzano, se ci sarà da fare battaglia politica, io ci sarò sempre, ma adesso la battaglia più importante è quella per il ‘no’ al referendum. E i genzanesi, da sempre attenti alle questioni politiche e soprattutto da sempre attivi e in prima linea nelle battaglie per l’affermazione della libertà e la democrazia, sono certa che saranno degli ottimi compagni per rivendicare ancora una volta con forza il valore della Costituzione e la sovranità popolare da essa garantita>>.