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'Kiwi pagati 30 centesimi al kg': la rabbia degli agricoltori dell'Aspal. L'appello di Giammatteo: 'Così non si va più avanti' - Castelli Notizie
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‘Kiwi pagati 30 centesimi al kg’: la rabbia degli agricoltori dell’Aspal. L’appello di Giammatteo: ‘Così non si va più avanti’

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kiwi2“Ancora e sempre brutte notizie per gli agricoltori del nostro territorio”. Queste le frasi, tutt’altro che votate all’ottimismo, che trapelano dal direttivo dell’Aspal, l’Associazione dei Produttori Agricoli laziali, dopo le ultime liquidazioni sul kiwi conferito lo scorso novembre. Dopo l’uva da vino, l’olio d’oliva, la verdura e la frutta di stagione, anche il kiwi ha fatto registrare un evidente crollo del prezzo del prodotto al campo, e visto che dai consumatori viene pagato minimo 2 euro al chilogrammo, il presidente Stefano Giammatteo, a nome di tutti gli agricoltori che fanno parte dell’associazione, si chiede e chiede a chi governa a cosa sono dovute le voragini che si creano sul prezzo, dai terreni alle tavole dei consumatori.

Stefano Giammatteo, il presidente dell'Aspal

Stefano Giammatteo, il presidente dell’Aspal

“Chi è che specula sul lavoro di noi agricoltori?” tuona senza mezzi termini Giammatteo.  “E’ arrivata l’ora – ha aggiunto – che ci siano dei controlli e delle regole all’interno della filiera agro-alimentare, affinchè ci sia trasparenza nei vari passaggi e si stabilisca un costo di produzione per ogni prodotto agricolo al campo, fissando poi un prezzo al di sotto del quale non si deve scendere. Altrimenti di questo passo le nostre aziende continueranno a chiudere o addirittura a fallire – hanno aggiunto dal Direttivo – ed è qualcosa che nessuno di noi può neppure immaginare.  Questa raccomandazione l’Aspal Lazio l’ha fatta anche alle cooperative di kiwi del territorio, “visto che anch’esse – ha aggiunto Giammatteo -, cosi come molti commercianti del nostro territorio hanno liquidato i propri associati a circa 25 -30 centesimi al kg, suscitando molta delusione e sconforto fra gli agricoltori. Noi siamo consapevoli che lo scenario internazionale presenta tante difficoltà per piazzare il nostro prodotto ad un buon prezzo – hanno aggiunto dal direttivo dell’Aspal – ma di questo passo il nostro kiwi, che tanto è apprezzato in Europa come qualità e capacità di conservazione, non avrà più un futuro, cosi come d’altronde la nostra agricoltura in generale. Arrivati a questo punto – ha aggiunto Giammatteo –  chiediamo impegno e senso di responsabilità sia alla politica che alle cooperative e ai commercianti del territorio, affinchè si possa raggiungere per la prossima raccolta un accordo sul prezzo del nostro kiwi, che permetta ai nostri agricoltori di avere reddito e dignità, per poter continuare a lavorare e produrre nelle proprie aziende,  anche in considerazione del fatto che il nostro territorio dell’agro-pontino e agro-romano è il migliore in Europa come zona di produzione del kiwi. Con le spese in campagna che sono sempre più in aumento – ha aggiunto e concluso il numero uno dell’Aspal -, cosi come gli adempimenti burocratici, le imposte e i costi contributivi non è davvero più possibile andare avanti”.