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FLASH - Ciampino, Aeroporto: mentre la pala scava la nostra fotocamera non è gradita - Castelli Notizie
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FLASH – Ciampino, Aeroporto: mentre la pala scava la nostra fotocamera non è gradita

LAVORI aeroporto ciampino

LAVORI aeroporto ciampino

LAVORI aeroporto ciampinoFLASH

di Maria Lanciotti

Si sapeva (sito Ryanair – Centro Assistenza Aggiornamenti) che l’aeroporto G. B. Pastine di Ciampino sarebbe rimasto chiuso dal 14 al 29 ottobre “a causa di lavori essenziali in pista”. In preparazione lo scalo ciampinese appariva come un grosso cantiere in continua espansione strettamente sorvegliato. I lavori in realtà sono partiti verso la metà di settembre, con notevole anticipo sui tempi annunciati, quando si è potuto notare che la pala meccanica aveva cominciato a scavare nella montagna di sabbia depositata al margine della pista nei pressi dell’ingresso est dell’aeroporto, già ingresso militare. E dopo la prima palata, i lavori si sono fatti frenetici, si suppone soprattutto di notte.

L’aeroporto di Roma Ciampino è stato sempre una grande attrazione, la gente ci veniva da fuori per godersi atterraggi e partenze, ma oggi il richiamo scatta per ben altri movimenti. Cercare di sapere, cercare di capire che cosa sta accadendo e in quale direzione e con quali intenzioni al “Pastine”, è logico e comprensibile per chi il luogo lo vive e non sa che cosa si sta programmando per i giorni a venire. Una vigilanza dal ‘basso’ che si rende necessaria in assenza di una debita e corretta informazione da parte delle istituzioni comunali e sovracomunali.

LAVORI aeroporto ciampinoMa la presenza di “estranei” che circolano da quelle parti, costeggiando la recinzione di sicurezza sull’ultimo tratto di via Folgarella, non è ammessa e fa subito scattare l’allerta. Eravamo lì a fare il nostro lavoro di cronisti, quando una camionetta è sopraggiunta e dopo un lento passaggio e una pronta inversione di marcia si è fermata alla nostra altezza, e i due militari a bordo ci hanno fatto intendere, più a gesti che a parole per via della distanza e del rumore del traffico aereo, stradale e ferroviario, che non potevamo usare la nostra piccola fotocamera né stazionare nelle vicinanze. Altrimenti, avrebbero dovuto chiamare i carabinieri. Misure severe e restrittive che destano preoccupazione. Non da codice rosso ma quasi. “Ci dispiace” ci hanno detto con gentilezza e un certo imbarazzo i due giovani militari, che stavano solo facendo il loro lavoro, come noi stavamo tentando di fare il nostro. Con difficoltà e sconcerto da entrambe le parti.

 

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