Cultura

Velletri – Dal Museo delle Religioni ‘Raffaele Pettazzoni’ nuovi spunti d’interesse sul rapporto tra Cristianesimo e Islam

rinaldi-baglioni
rinaldi-baglioni

Il professor Giancarlo Rinaldi col dottor Igor Baglioni

di Emanuele Cammaroto

Cristianesimo e Islam, o Cristianesimo vs Islam? È questo un argomento di vivo interesse e quanto mai attuale. Un incontro che da secoli ormai è sempre più tramutato in uno scontro, la cui violenza e irruenza sono legati al contesto storico. Le crociate di un tempo sui campi di battaglia, a quelle di oggi, dalle colonne dei giornali, agli studi televisivi. Ebbene, oggi come allora, il modo migliore per affrontare un argomento, o problema che dir si voglia, è quello di conoscerlo e, possibilmente, studiarlo al di fuori delle classiche categorie. Conoscere per comprendere e affrontare la realtà con cognizione, così da essere in grado di pianificare il futuro, cercando di governarlo.

cristianesimoA studiare ci pensano gli studiosi nei luoghi deputati, a governarlo dovrebbero pensarci i politici raccogliendo, anche fuori i luoghi deputati, un consenso allargato. Qui si gioca la differenza tra democrazia e tutto il resto. Un consenso allargato si può ottenere in tantissimi modi, più il “popolo” è cosciente delle dinamiche, più la sua risposta è articolata, complessa, ma permette decisioni su visioni di largo respiro. Si può acquisire lo stesso consenso nella quantità, mirando alla “pancia” dello stesso popolo: stessa quantità, diversa qualità. La differenza tra questi due approcci, oltre la semplicità del secondo rispetto al primo, sta nell’educazione alla cultura e al sapere, attraverso non solo le scuole o le università, bensì soprattutto, attraverso la divulgazione e la creazione di luoghi di incontri e condivisione, come biblioteche, associazioni, musei. Velletri conosce l’importanza di questo assunto, non a caso è terra di associazioni e sede di un ricco polo museale e bibliotecario.

In particolare, l’associazione Calliope da lustri si prodiga per questo obiettivo, spendendosi in prima persona nella fondazione del primo Museo europeo dedicato alle religioni, il Museo della Storia delle Religioni “Raffaele PETTAZZONI”, creatura in vita da anni, ma ancora priva di una sede fisica. Museo che è ricco di attività, tutte svolte ramingo tra vari luoghi dei Castelli Romani; come l’ultima iniziativa del Museo Pettazzoni, ospitata nella sala conferenze di uno dei poli già esistenti nel territorio veliterno, quello civico comunale, e incentrata sulla “divulgazione” del libro del professor Giancarlo Rinaldi, dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, dall’accattivante titolo “Cristianesimo e Islam: antefatti e fatti”.

Parte della platea, con in primo piano Maria Paola De Marchis

Parte della platea, con in primo piano Maria Paola De Marchis

Un approccio storico, enfatizza il dott. Igor Baglioni, direttore del Museo Pettazzoni, che permette di confrontare le similitudini e le differenze tra le due confessioni, anzi, tra le tante confessioni che sono incluse in queste grandi categorie. Ad approfondire il tema, lo stesso prof. Rinaldi che, con un eloquio avvincente e convincente, ha approfondito il tema dell’integrazione di coloro che praticano la religione islamica. Spesso si assiste, insiste il prof. Rinaldi, al confronto tra visioni delle cose radicalizzate: da un lato un superficiale buonismo ‘ecumenico’ secondo il quale non ci sarebbe alcuna sostanziale differenza tra cristianesimo e islàm, per la loro ‘abramica’. D’altro canto, la politica del muro contro muro che spinge a individuare nel musulmano il nemico per antonomasia.

Il testo si propone di approfondire i documenti fondanti delle due religioni per cogliere la dimensione effettiva; così da recuperare un minimo di conoscenze sul tema.  Questo libro, insiste il Prof. Rinaldi, è dedicato anche ai cristiani d’Oriente che ogni giorno mettono a rischio la loro esistenza a causa della loro fede e della feroce intolleranza propria del loro contesto esistenziale.  

La Casermaccia in una foto del 1920

La Casermaccia in una foto del 1920

A concludere l’incontro, la presidente dell’associazione Calliope, la dott.ssa Maria Paola De Marchis, che ha tristemente ricordato la difficoltà di gestione del Museo Pettazzoni, che deve affrontare oltre alla difficoltà di reperire fondi, anche la “memoria corta” degli amministratori locali. Queste le sue parole: “Il nostro progetto lo abbiamo discusso in innumerevoli convegni riscuotendo il consenso di tutti. Ha fatto parte di due programmi elettorali che hanno riscosso il consenso dei cittadini nelle ultime due elezioni comunali. Ha visto la partecipazione attiva di Velletri e di dieci Comuni dei Castelli Romani per la sua realizzazione e, per ultimo, ha visto l’unione di 329 persone che hanno aderito alla Fondazione Pettazzoni. Un progetto, insomma che ha dato lustro a questa città portandola alla ribalta di tutte le Istituzioni culturali internazionali. Tutto questo e una delibera comunale approvata all’unanimità, la n. 98 del 2009, dovrebbe costituire un impegno per una politica seria, dovrebbe far riflettere maggioranza e opposizione sul fatto che invece di trovare ulteriore fantasiose soluzioni sarebbe meglio attuare quanto già deciso. Va detto anche – conclude la De Marchis – che il recupero della Casermaccia è stato presentato come progetto al governo, e che può essere la base per la richiesta di finanziamenti europei; non dovrebbe essere solo un impegno di Calliope e della Fondazione Pettazzoni farlo approvare”.