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Elettrosmog ai Castelli romani, la situazione spiegata dagli esperti nel primo convegno del Comitato di Tutela e Salvaguardia dell'Ambiente - Castelli Notizie
Attualità

Elettrosmog ai Castelli romani, la situazione spiegata dagli esperti nel primo convegno del Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’Ambiente

comitato tutela monte porzio catone

di Michela Emili

Monte Cavo a Rocca di Papa e Pratarena a Monte Compatri sono i due siti dei Castelli romani che presentano una situazione di maggiore criticità per quanto riguarda l’inquinamento elettromagnetico. Per il primo niente di nuovo ai più, il puntaspilli castellano è ben visibile e conosciuto, un po’ meno la frazione monticiana, attorno alla quale gravitano pare interessi e progetti che destano preoccupazione.
Lo scenario è stato delineato dal Comitato di Tutela e Salvaguardia dell’ Ambiente in Monte Porzio Catone ieri in conferenza presso l’Osservatorio Astronomico “Livio Gratton” per mostrare i risultati di un monitoraggio eseguito sul territorio castellano.

“I dati che abbiamo raccolto sono allarmanti” ha riferito il presidente del Comitato Stefano Gallozzi indicando le zone in cui si sono registrati livelli di emissione di campo elettromagnetico superiori o comunque molto vicini alla soglia di 6 volt metro.

“Per quanto riguarda Monte Cavo c’è una sentenza del Consiglio di Stato che obbliga alla demolizione delle antenne abusive – ha riferito ancora Gallozzi – dunque l’area va bonificata a tutela della salute dei cittadini non solo di Rocca di Papa ma di tutto il territorio limitrofo. Su Pratarena incombe invece un progetto della Ei Towers, che fa capo al gruppo Mediaset, che qui vorrebbe portare le radio delocalizzate da Rocca di Papa. Il Comune si è opposto con tenacia ma il rischio è il passaggio tramite privati”.

Il Comitato, alla luce delle misurazioni effettuate e dei dati preoccupanti rilevati, ha depositato un

Marinelli

esposto/denuncia alla Procura per richiedere la sospensione di nuove installazioni fino alla prevista bonifica dei siti.

Ad illustrare gli effetti delle onde elettromagnetiche sull’organismo è stata la dott.ssa Francesca Romana Orlando (vice presidente dell’ associazione AMICA), che ha fatto una distinzione tra quelli termici (macroscopici), vale a dire il riscaldamento dell’orecchio durante una telefonata piuttosto lunga, e quelli non termici, che agiscono alterando il Dna e aumentando la concentrazione di radicali liberi nell’organismo e che per molti anni sono stati ignorati dagli scienziati.
La svolta si ebbe nel 2010, quando per la prima volta la Commissione internazionale per la Sicurezza Elettromagnetica , riunì in una pubblicazione tuti i documenti che attestavano la presenza di effetti nn termici. E’ stato uno scossone per la comunità scientifica, poichè, sebbene il limite imposto in Italia è di 6 v/m, di gran lunga inferiore ai 61 V/m dell’OMS e adottato in molti altri Paesi, gli effetti biologici si registrano anche a basse frequenze. Uno studio condotto dal dott. Fiorenzo Marinelli (ricercatore biologo del CNR di Bologna) proprio a Rocca di Papa, cui ha preso parte anche Ivano Lonigro, (entrambi presenti al convegno)sull’alterazione delle colture cellulare in luoghi esposti continuamente alle emissioni elettromagnetiche, tipo case e scuole di Rocca di Papa, ha messo in luce i rischi che corrono continuamente i cittadini. I luoghi più colpiti, stando alla ricerca di Lonigro, sono ovviamente Monte Cavo, Madonna del Tufo e i Campi d’Annibale, mentre meno esposto è il centro storico, sia perché le emissioni sono dirette verso ovest, ossia verso Roma, sia perché le case molto ravvicinate si schermano l’una l’altra.

Eppure le novità intercorse in materia durante il Governo Monti hanno rimescolato le carte in tavola. La dottoressa Orlando ha parlato di una mistificazione del limite italiano di 6 v/m. “E’ cambiato il modo di effettuare le misurazioni – ha detto -. Sebbene la soglia massima non sia stata alterata, ora la misurazione non si svolge più nell’arco di 6 minuti ma di 24 ore, e questo comporta che durante la giornata possano esserci anche picchi molto alti, e questo è significativo da un punto di vista biologico. In più il limite vale solo per gli ambienti in cui si sosta per più di 4 ore, ma non per esempio per strada”.

L’intero sistema, dove a farla da padrone sono gli interessi industriali, e in cui i fondi per la ricerca sono via via minori, si regge sul dubbio. “Le radiazioni fanno male… però…”. Interessante l’intervento del dott. Marinelli che ha parlato dei cellulari e della loro azione sull’organismo umano. Gli studi condotti testimoniano che i telefoni di nuova generazione UMTS emettono minori radiazioni rispetto agli antenati GSM ma con maggiori ripercussioni sui sistemi biologici. “L’uso dei cellulari attiva la produzione di glucosio nel cervello – ha detto il professore sottolineando la contraddizione nella regolamentazione di questa tecnologia che può emettere fino a 307 v/m-. Non sappiamo cosa significa ma questo è ciò che avviene per esempio nei casi di Alzheimer”.

L’evoluzione della specie, in una vignetta satiricamente proposta da Marinelli, vedrebbe l’uomo dotato di un braccio lungo 20 metri per utilizzare il cellulare ad una distanza utile per non subire danni all’organismo.