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Velletri - 'Avviso di sfratto' per gli amici a 4 zampe negli spazi verdi. A quando un'area sgambamento cani anche a Velletri? - Castelli Notizie
Attualità

Velletri – ‘Avviso di sfratto’ per gli amici a 4 zampe negli spazi verdi. A quando un’area sgambamento cani anche a Velletri?

avviso cani

Il contestato cartello apposto nel parco della Villa Ginnetti (termine inciso con una sola ‘N’)

C’è chi lo ha equiparato ad una sorta di avviso di sfratto per gli amici a quattro zampe e chi, per nulla in vena di riderci su, ha gridato allo scandalo. In attesa di capire perchè Velletri sia ancora priva di un’area di sgambamento cani, che intorno stanno invece proliferando, sta suscitando un corale sdegno la decisione da parte del Comune di apporre in diversi parchi pubblici cittadini una cartellonistica, peraltro piuttosto vistosa, che invita i “fruitori” (così vengono chiamati coloro che si servono del verde pubblico) ad attenersi a quanto deliberato nel 2012, e al collegato Regolamento di Tutela Animali. 

Ai divieti tradizionali e facilmente condivisibili (di accedere con mezzi non autorizzati, di calpestare le aiuole, di giocare con la palla, di fare schiamazzi e conferire i rifiuti fuori dagli appositi cestini) si nota l’espresso obbligo di condurre i cani al guinzaglio o con museruola. Ha suscitato persino ilarità, però, che il tutto sia stato fatto seguire (è il caso del Parco della Villa Ginetti, ma anche del giardinetti di Piazza Garibaldi) dalla scritta “Vietato l’accesso ai cani nel raggio di 100 metri dalle aree destinate ai giochi per bambini”. “I trasgressori – vi si legge alla fine – saranno sanzionati a norma di legge”.

Diverso il caso del giardino delle Camelie, in piazza Martiri di Pratolungo, li dove un tempo sorgeva il celeberrimo ‘baretto di vetro’: non essendoci un parco giochi per bambini non vige il divieto di non oltrepassare i 100 metri.  Fermo restando che giova credere che il buon senso di chi dovrà applicare il tutto riuscirà ad evitare facili attriti coi cittadini con più senno, viene da pensare che il transito sarebbe persino vietato lungo i marciapiedi del Corso, visto che distano sicuramente meno di 100 metri dai giardinetti dove il povero Garibaldi fa ambigua mostra di se con un busto che non rende degno onore alle sue imprese.

Il cartello nei giardinetti di piazza Garibaldi

Tra i tanti cittadini dettisi sdegnati per quanto avvenuto non è venuta meno neppure Roberta Bisini, già assessore alla cultura negli anni ’90: “Villa Comunale vietata ai cani? Ma in che razza di paese viviamo! Ma le lattine di birra, le bottiglie, i sacchi dell’immondezza che guarniscono i nostri parchi sono opere dei cani? E’ evidente che le feci vanno rimosse, ma questo Comune sta diventando ridicolo!”. 

Ad arricchire il tutto, e ad amplificare lo scherno, gli errori di battitura presenti nel cartello apposto nella Villa Ginnetti, sul quale un doppio “deve” sembra quasi voler rafforzare l’imperativo di genitori a supervisionare i piccoli, mentre una ‘N’ in meno al nome Ginnetti sta a testimoniare, più che l’improbabile voglia di rifarsi agli antichi testi, una trascuratezza nella forma che poteva certamente essere evitata con un briciolo di attenzione in più.

Il tutto, per riallacciarsi alla premessa, in attesa che anche Velletri, dove pure gli spazi verdi non mancano, possa essere dotata di una e più aree di sgambamento cani, con appositi spazi e regolamenti dove poter far sbizzarrire gli amici a quattro zampe, lasciando i loro padroncini liberi di poter avventurarsi in città senza correre il rischio di essere additati per trasgressori. 

Daniel Lestini