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Genzano – Sanità, Lorenzon sui defibrillatori e sull’Ospedale: ‘Che resti un Centro Nascite legato agli aspetti materno-infantili’

Sanità 5 stelle genzano

Dal Sistema Sanitario Nazionale all’Ospedale di Genzano, dal Libro Bianco della Sanità alle esigenze legate al piano dei defibrillatori cittadini. Di tutto, e in maniera approfondita, nell’appuntamento in cui il Movimento 5 Stelle di Genzano, rinforzato da rappresentanti regionali e figure di rango nazionale, ha approfondito nel pomeriggio di sabato 25 marzo, coi cittadini accorsi presso l’Auditorium dell’Infiorata. ‘L’uomo al centro della salute’ lo slogan scelto dal Movimento 5 Stelle per l’appuntamento nella sala di via Belardi, con in prima fila la senatrice Elena Fattori, il consigliere regionale Davide Barillari e il docente universitario all’Università di Tor Vergata, Ivan Cavicchi, autore del libro ‘La quarta riforma’. Ma è stato soprattutto dal Sindaco, Daniele Lorenzon, che sono arrivate le comunicazioni più attese, con una panoramica su quanto sta accadendo a livello locale. “Entro la fine del 2017 – ha premesso il Primo cittadino – sarà inaugurato l’Ospedale dei Castelli, che sostituirà quelli di Albano, Ariccia e  Genzano, destinati ad altre attività. Un’Ospedale – ha aggiunto – che avrà la capacità di risposta complessiva alle situazioni di emergenza-urgenza. Il nostro impegno – ha ribadito Lorenzon –  è di non far chiudere il presidio ospedaliero di Genzano, da anni specializzato nell’indirizzo materno infantile mediante collaborazioni strutturate con enti di rilievo nazionale e internazionale, mantenendo rapporti con l’Azienda sanitaria locale. Ad oggi siamo impegnati nella formazione di un gruppo di lavoro composto da due referenti per le amministrazioni locali e due per l’Asl. Mi adopererò per l’istituzione di un tavolo tecnico con tutti i Direttori Generali e i Dirigenti degli Ospedali dei Castelli Romani per concordare gli scenari futuri che si determineranno dalla vicinanza dei due ospedali: e l’istituzione di questo gruppo di lavoro rappresenta proprio un primo passo in questa direzione.

“Nelle ultime settimane abbiamo partecipato a due incontri con il direttore sanitario, Narciso Mostarda – ha aggiunto Lorenzon -, a uno dei quali, oltre a noi, hanno preso parte tutti i sindaci coinvolti. Da tali incontri sono emerse due linee di intervento: la prima è di tenere l’ospedale diurno senza degenza; la seconda, che ho proposto personalmente,  è di considerare la storia della nostra città e del nostro ospedale, ma soprattutto le esigenze dei nostri concittadini e di pensare alla realizzazione di un centro nascite in un’ottica di prevenzione, come se fosse un vero e proprio ospedale classico e di un consultorio materno e infantile, che supporti le neomamme non soltanto durante la gravidanza, ma anche durante i primi giorni di vita del bambino”. 

“La nostra idea di fondo – ha evidenziato Daniele Lorenzon –  è di favorire un percorso che valorizzi il parto naturale, tutelando i diritti della donna e garantendole la libertà di scelta. Stando ai dati dell’Istat, in Italia la percentuale di parti cesarei è del 36,3 per cento, oltre il doppio di quella raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, e superiore di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea. Basti pensare che solo nel Lazio si registra un 39 per cento – ha aggiunto il Primo cittadino genzanese –. In Parlamento lo scorso gennaio è finalmente iniziato l’iter in commissione Affari sociali della Camera della proposta di legge a prima firma Vega Colonnese recante proprio Disposizioni per la promozione del parto naturale e la riduzione del ricorso al parto cesareo mediante iniziative di informazione e la formazione del personale medico e sanitario. Spesso il ricorso al taglio cesareo è del tutto ingiustificato, fatta eccezione dei casi in cui questo sia effettivamente indispensabile per la tutela della salute della donna e del nascituro. Oltre alle motivazioni di carattere sanitario, non possiamo nemmeno trascurare la ricaduta economica sul singolo cittadino e sulla collettività della medicalizzazione del parto: motivo in più per chiedere con forza una normativa a livello regionale che riconosca e tuteli i diritti della donna partoriente”.

Durante il suo intervento, Lorenzon ha poi annunciato “l’intenzione di istituire una commissione tecnica per raccogliere dati specifici sulle esigenze del territorio in materia di sanità, con particolare attenzione alla vocazione delle strutture già presenti nel nostro territorio. Ad oggi non esistono dati aggiornati sul nostro Comune, per questo è necessario avviare uno strumento che li raccolga”.

“Un altro tema importante di cui ci stiamo occupando riguarda i defibrillatori – ha aggiunto – il cui utilizzo è consentito al personale non sanitario purché abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. La formazione del personale è assolutamente necessaria, per questo è nostra intenzione organizzare una giornata di informazione con un corso di primo soccorso tenuto proprio dal professor Di Domenica, che si è offerto personalmente, e fare in modo che almeno quattro persone prendano il patentino di abilitazione all’utilizzo del defibrillatore e che i software di utilizzo siano revisionati. In questa prima fase ci occuperemo di verificare a livello locale se le associazioni sportive o le scuole siano già in possesso dei defibrillatori e se ci sia personale abilitato per utilizzarli”.

“Infine – ha dichiarato Lorenzon prima di lasciare spazio ai convenuti – ricordo che stiamo valutando la possibilità di partecipare insieme agli altri Comuni a progetti regionali e comunitari per l’accesso ai Fondi europei. La salute dei nostri cittadini è per noi, per me, una priorità assoluta” ha concluso Lorenzon, non prima di aver fatto accenno a dei punti di allattamento materno, finalizzati a naturalizzare al massimo la maternità.