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Finisce ai Castelli la stasi della Città Metropolitana, Silvestroni e Libanori: 'Rendiconto non approvato per l'assenza dei grillini' - Castelli Notizie
POLITICA

Finisce ai Castelli la stasi della Città Metropolitana, Silvestroni e Libanori: ‘Rendiconto non approvato per l’assenza dei grillini’

libanori silvestroni

“Per la seconda volta oggi è andata deserta la seduta del Consiglio Metropolitano di Roma a causa dell’assenza dei consiglieri del M5S in aula. Ciò ha determinato la mancata approvazione del Rendiconto, atto finanziario fondamentale per l’Ente metropolitano”.  E’ quanto dichiarano i due castellani Marco Silvestroni, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio di Città Metropolitana di Roma Capitale, e Giovanni Libanori, capogruppo dei Conservatori e Riformisti. “Il comportamento tenuto dai consiglieri grillini in aula – sottolineano Silvestroni e Libanori – per incapacità o per scelta volontaria, sta producendo di fatto un ingessamento della Città Metropolitana, non dando risposte concrete ai bisogni primari dei 121 Comuni che rappresenta, come interventi su rete viaria ed edilizia scolastica.  A circa un anno dall’insediamento del sindaco Raggi si è potuto notare un blocco politico amministrativo su una serie di scelte o mancati adempimenti previsti dalla normativa vigente, in primis fra tutti la mancata rotazione dei vertici amministrativi dirigenziali, come sancito dal piano dell’anticorruzione, passando per la mancata nomina dei componenti del nucleo di valutazione e arrivando alla mancanza delle linee strategiche per poter individuare gli interventi necessari da attuare per il  territorio metropolitano”.

“A riprova dei loro falsi proclami – concludono Silvestroni e Libanori – vi è la mancata messa in streaming delle sedute consiliari come richiesto dall’opposizione di centrodestra per garantire la trasparenza. In questo modo la Raggi sta determinando di fatto l’esclusione dei cittadini alla vita politica e amministrativa dell’Ente. La condotta arrogante di questa maggioranza grillina si manifesta anche nel non dare seguito alle indicazioni approvate tramite mozioni e delibere in Consiglio, facendo atti unilaterali in contrasto con la volontà assembleare”.