CRONACA

Una bara bianca per le bimbe sterminate a Cisterna. La folla blocca i funerali del padre assassino

bimbe cisterna

E’ una tragedia che assume sempre più i contorni del dramma quella di cui sono state vittime le due sorelline di Cisterna, di 7 e 13 anni, Alessia e Martina, i cui cadaveri, in attesa del rito funebre, si trovano presso l’obitorio del cimitero della cittadina ai confini con Velletri e i Castelli Romani. Da mercoledì mattina, giorno in cui le due bambine sono state barbaramente uccise con un colpo di pistola ciascuno dal padre Luigi Capasso, appuntato scelto dei carabinieri in servizio a Velletri, suicidatosi dopo 8 ore di trattativa con i colleghi, tutta Italia non fa che parlare della crudeltà di quanto accaduto, mentre la mamma delle piccolette, Antonietta Gargiulo, anche lei ferita a colpi di pistola, è ricoverata e sedata in ospedale al San Camillo di Roma.

Tutti e tre i corpi sono stati dissequestrati dall’autorità giudiziaria e, nel pomeriggio di oggi, venerdì 2 marzo, si sarebbe dovuto tenere a Secondigliano, nel napoletano, il funerale dell’omicida suicida. La salma di Luigi Capasso ha però ricevuto “soltanto” la benedizione nell’obitorio del Cimitero di Poggioreale, a Napoli. In un primo momento i funerali di Capasso si sarebbero dovuti tenere nella chiesa dei Sacri Cuori nel quartiere Secondigliano, del quale il carabiniere era originario, ma nel quartiere sono stati in tanti i cittadini che, dopo l’affissione dei manifesti funebri, non hanno mancato di testimoniare la propria contrarietà alle esequie.

L’ultimo saluto alle due bambine verrà invece dato nella chiesa di Santa Maria Assunta, a Cisterna di Latina, in una data ancora da stabilire, probabilmente in attesa di un responso medico dal San Camillo che possa permettere o escludere la presenza alle esequie anche della madre che, però, al momento non sa nulla di quanto accaduto e le cui condizioni sono talmente gravi da rendere molto remota una tale eventualità. Per le due piccole, come era prevedibile, sono state scelte due bare bianche ed è probabile che verranno tumulate vicine.

Quanto alle indagini sulla strage “ci sono responsabilità che vanno cercate e trovate in questa tragedia. Se si poteva evitare non lo so, ma non credo ci fermeremo qui”, ha dichiarato Maria Concetta Belli, avvocato di Antonietta Gargiulo, la 39enne operaia alla Findus, che resta grave in ospedale a Roma. 
Secondo quanto trapelato, quando Capasso chiese un alloggio in caserma a seguito della crisi coniugale gli venne offerto, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione, ma lui rifiutò, dicendo di avere già uno specialista. Così dovette sottoporsi alla visita medica di una commissione, che gli diede 8 giorni di riposo e lo dichiarò idoneo. Capasso si tenne così la pistola d’ordinanza con cui ha poi ucciso e ferito.
Con la moglie l’appuntato si dimostrò più volte violento, anche davanti a dei testimoni. La donna andò a riferirlo in Questura a Latina e anche alla compagnia di Velletri, dove il marito era di stanza. Non presentò una denuncia, e pare per non inguaiarlo, visto che era già stato sottoposto a procedimento disciplinare in passato. “Le figlie erano terrorizzate da lui”, ha detto ieri l’avvocato Belli. Eppure a tutti l’uomo diceva di voler salvare il suo matrimonio.

L’episodio di violenza di cui ha riferito l’avvocato è avvenuto nei pressi dello stabilimento Findus di Latina, dove Antonietta Gargiulo lavorava. La donna – sempre secondo il racconto del legale – era in pausa ed era all’esterno dell’azienda assieme ad alcuni colleghi quando si è presentato il marito che, davanti agli altri, l’ha aggredita con urla e schiaffi. “Quell’episodio è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso – ha raccontato ancora il legale -. C’erano stati altri episodi, lui era ossessivo nei suoi confronti e quell’aggressione ha però segnato il limite”. Tre giorni dopo, il 7 settembre, Antonietta Gargiulo andò in questura a Latina a presentare un esposto, ma non una denuncia. E un altro, secondo quanto si apprende, lo ha presentato a gennaio al commissariato di Cisterna di Latina, sempre sullo stesso tenore di quello di 4 mesi prima. Entrambe le segnalazioni sono in ogni caso state vagliate senza che emergessero fatti penalmente rilevanti. Dunque si è tentata la strada della ricomposizione bonaria dei rapporti.
Un’altra strada, inoltre, sarebbe stata percorsa anche dagli stessi colleghi di Capasso. Antonietta Gargiulo, sostiene sempre l’avvocato, sarebbe andata più volte dal comandante di Velletri, dove era in servizio il marito, per metterlo al corrente della situazione. E l’ufficiale avrebbe anche parlato con il suo sottoposto senza però ottenere, alla luce di quello che è accaduto, i risultati sperati.

Orrore a Cisterna – Sono morte le due bambine ostaggio del loro papà. Il carabiniere di stanza a Velletri si è suicidato. Gravissima la moglie

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