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L'INTERVISTA - A Campoleone il Pecoraduno apre con il nipote di Rino Gaetano e la sua band - Castelli Notizie
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L’INTERVISTA – A Campoleone il Pecoraduno apre con il nipote di Rino Gaetano e la sua band

A Campoleone il Pecoraduno parte con una prima serata nostalgica con la Rino Gaetano Band e il boom di arrosticini.

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di Giulia Banfi

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A Campoleone è iniziata ieri l’undicesima edizione del Pecoraduno che accompagnerà tutto il week-end tra band musicali e ovviamente piatti a base di pecora (leggi il programma). Una prima serata che registra già un elevato numero di presenze, con persone venute anche dai paesi limitrofi per mangiare, ma soprattutto cantare in compagnia.

Proprio la musica è stata la padrona della serata, iniziata con la band musicale I Fii De Niciuno che hanno aperto le danze in attesa che tutti, tra un arrosticino e l’altro, si avvicinassero al palco. Conclusa la performance della giovane band, la serata è decollata con la cover Rino Gaetano Band composta tra tutti dal nipote del cantautore italiano Alessandro Greyvision, in arte Alessandro Gaetano, figlio della sorella di Rino.

Castelli Notizie ha intervistato per voi lettori proprio Alessandro al termine della serata. Ecco l’intervista completa:

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Sul palco la guest star Artù

Come è nata l’idea della band e qual è il ruolo dell’associazione sempre legata alla figura di Rino?
“La band è nata nel 1999 perché mia madre aveva desiderio di realizzare un progetto che fosse legato alla famiglia però in quel periodo io e mio fratello eravamo ancora acerbi. Capitò in quello stesso anno che alcune persone chiamarono mia madre per chiederle se potevano girare e suonare le canzoni di Rino e lei oltre ad acconsentire chiese a loro se io potevo entrare nel progetto. Da lì il progetto cambio nome, ma è da quella data che partì tutto. L’associazione, invece, nasce per portare avanti il progetto del Rino Gaetano Day, che quest’anno è alla nona edizione, e si occupa di unire musica e solidarietà. Le due cose sono parallele ma con due fini diversi.”

Ad oggi le canzoni di Rino vengono cantate e ballate da tutti come se fossero ancora attuali, secondo te qual è il motivo?
“Come dico sempre le canzoni di Rino sono un messaggio universale, perché parla di noi, della nostra terra, parla dei più deboli, degli ultimi e in qualche modo forse ci siamo un po’ tutti così, come se facesse parte del nostro carattere. Alcuni testi sono sicuramente molto criptici, ma questo sarcasmo unito alla durezza di alcuni testi che parlano di cose accadute nella nostra Italia, e non solo, è un chiaro segno di voler migliorare le cose, risolverle e di credere in esse.”

Secondo te in Italia abbiamo un possibile nuovo Rino Gaetano?
“Ci sono sicuramente persone che fanno musica di denuncia, ma non arrivano a quei livelli. Io simpatizzo per Max Gazzè, un po’ anche per Daniele Silvestri, perché hanno abbracciato qualche causa. Ma in generale il modo di Rino era unico e anche io spero di non imitarlo.”

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Parlavamo del Rino Gaetano Day, che quest’anno è stato spostato a Rock in Roma il 24 giugno. Sui social network però il 2 giugno proprio Rino è stato uno degli argomenti principali (su Twitter l’hashtag è rimasto in tendenza tutto il giorno). Secondo te la musica ha cambiato mezzo per riunire le persone o riesce ancora a farle incontrare nelle piazze come abbiamo visto questa stasera?
“Le riunisce assolutamente. Il 2 giugno abbiamo visto riempire piazze da 800 anche fino a 20mila persone, dai bambini agli adulti. Questo significa che la musica e Rino riescono davvero ad essere unilaterale.”

Dunque non resta che lanciare un saluto a tutti gli amici del Pecoraduno e magari al prossimo anno?
“Con piacere, ma prima aspetto tutti il 24 giugno al Rock in Roma.”

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