Quantcast
Vergognoso siparietto all'Ospedale di Velletri - La nuova TAC propagandata come di "ultimissima generazione". BUGIARDI!!! - Castelli Notizie
FOCUS

Vergognoso siparietto all’Ospedale di Velletri – La nuova TAC propagandata come di “ultimissima generazione”. BUGIARDI!!!

INAUGURAZIONE TAC VELLETRI (1)

di Daniel Lestini

Lo hanno fatto. Lo hanno fatto ancora. Proprio questa mattina! Sorrisi smaglianti a beneficio dei fotografi, per l’ennesima presa in giro (usiamo un eufemismo) andata in scena sulla pelle dei cittadini. Questa mattina, presso l’Ospedale di Velletri (li dove molti di voi talvolta rinunciano ad andare per paura di stare in fila per ore e ore per via di un Pronto Soccorso spesso e volentieri intasato), è andata in scena l’ennesima passerella disgustosa, finalizzata a coprire in maniera propagandistica quanto non si è riusciti a fare nel corso degli anni. Anni in cui sono stati chiusi reparti e ridotti i posti letto e in cui si è andati avanti solo grazie alla straordinaria abnegazione di un personale sfiancato da turni massacranti ed assenza di risposte.

INAUGURAZIONE TAC VELLETRI (1)

Dopo svariate promesse, durate anni, la tanto sospirata Tac è finalmente arrivata: è entrata in funzione già da qualche giorno (guarda caso alla vigilia del Consiglio comunale straordinario sulla Sanità, ndr), ma è stata inaugurata solo oggi, nell’antivigilia di Natale.

A sfilare, è il caso di dirlo, sono stati l’Assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, il consigliere regionale eletto con LeU, Daniele Ognibene e, ovviamente, lui, Narciso Mostarda, Direttore generale della ASL Roma 6.

Basterebbe leggere la prima riga del comunicato stampa che i vertici aziendali hanno inviato non appena terminata l’inaugurazione per sentirsi presi per i fondelli, visto che è ormai noto a tutti (e se ne è parlato diffusamente nel corso del Consiglio comunale apertosi con l’intervento di Maria Paola De Marchis), che la “nuova” Tac arrivata a Velletri non è certamente di “ultimissima generazione”, come invece si legge nella nota stampa della Asl, per bocca dell’Assessore D’Amato.

Noi di “Castelli Notizie” abbiamo chiesto lumi ufficiali alla Asl e nell’attesa che qualcuno ci faccia sapere qualcosa di più in merito, abbiamo appurato da chi quell’apparecchio l’ha già messo in uso che si tratterebbe soltanto di una Tac a 16 strati, ben lontana non solo da quelle di “ultimissima generazione” (come contenuto nel comunicato della Asl), ma anche da quelle di ultima o penultima generazione. Per dirla tutta le Tac a 128 strati (penultima generazione) “girano” in Italia già da 3 anni e consentono di effettuare esami di alta qualità, riducendo le dosi di raggi X che vengono somministrate ai pazienti. Una macchina, quella a 128 strati, che consente, grazie alla velocità di esecuzione e a potenti software di ricostruzione delle immagini, di effettuare esami di alta qualità utilizzando basse dosi di radiazioni anche in pazienti affetti da patologie dell’apparato cardiovascolare.

Prima di concludere con le nostre considerazioni, che non saranno affatto tenere, passiamo al virgolettato dell’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione: “Con l’attivazione della nuova Tac presso l’ospedale di Velletri – ha detto – manteniamo un impegno importante. Si tratta di una macchina estremamente performante, di ultimissima generazione, il cui utilizzo rappresenta uno step fondamentale per il miglioramento dell’efficienza e della funzionalità del presidio”.
“Il nosocomio veliterno è una struttura sanitaria che serve una grande area dei Castelli Romani – ha aggiunto il Dg Mostarda – sulla quale l’azienda ha sempre infuso grandi forze ed energie. Continueremo a fare il massimo per migliorare ancora la qualità delle cure erogate in questo quadrante del territorio, sia con investimenti in nuove tecnologie, che con i reclutamenti già in corso”.

“Continueremo a fare il massimo”, quindi, le parole di Mostarda, cui consiglieremmo di riguardarsi i filmati della seduta consiliare, dove il suo operato è stato tutt’altro che lodato, perché se questo è il suo “massimo” forse è il caso che inizi a prendere in considerazioni l’idea delle dimissioni, visto che i risultati sono pessimi (e non solo a Velletri, ma pure nel tanto decantato Ospedale dei Castelli). Dimissioni che se venisse confermato che la nuova Tac è ben lontana dall’essere di “ultimissima generazione”, consiglieremmo vivamente anche all’Assessore regionale alla Sanità, ritenendo un affronto inaccettabile il voler far passare una cosa per un’altra quando si parla di sanità e salute.

“La nuova tac – si legge ancora nel comunicato della Asl – garantisce un’eccellente qualità dell’immagine, rapidità nell’acquisizione e l’ottimizzazione del mezzo di contrasto, dunque una riduzione della dose radiogena. Una grande accuratezza diagnostica, dunque, ottenuta anche grazie a un software che riduce le distorsioni o la perdita di informazioni causate dalla presenza di metalli nel corpo (come protesi, viti o otturazioni dentali)”.

Senz’altro un avanzamento tecnologico, quindi, rispetto alla vecchia, che spesso e volentieri finiva per essere anche rotta e, quindi, fuori uso. Ovviamente ne D’Amato, tantomeno Mostarda, che pure dice di “aver fatto il massimo”, hanno speso una parola sul perché Velletri abbia dovuto attendere anni per avere uno strumento essenziale per un Ospedale che si rispetti. Uno strumento che è stato promesso a lungo, come comincia ad esserlo una Camera Calda il cui annuncio è stato utile per la campagna elettorale d’inizio 2018, ma che nei fatti, almeno per come è stata concepita, sarà di difficile attuazione (e intanto siamo quasi a 2 anni…).

Ancora una volta, anche se si parla della salute delle persone, si è preferito anteporre la propaganda e la mistificazione, provando ad illudere i cittadini, dipingendo un quadro ben distante dalla realtà. “Il nostro Ospedale ha perso d’importanza e rispetto” aveva dichiarato Sergio Andreozzi, Presidente del Consiglio comunale, nel corso dell’ultima seduta consiliare, parlando a nome di tutti. Parole semplici ma amare le sue, che rispecchiano la realtà dei fatti, che solo chi è oscurato dall’ideologia partitica fa ormai finta di non vedere. E ci chiediamo allora se i sindaci di Velletri e Lariano, Orlando Pocci e Maurizio Caliciotti, dopo aver fatto scena muta nel corso della Conferenza dei Sindaci che ha dato il via libera ad un piano di riordino aziendale penalizzante per l’Ospedale di Velletri, avranno il coraggio, oggi, di commentare le parole assolutamente vergognose ed inaccettabili riportate nel comunicato della Asl, a nome dell’Assessore Regionale alla Sanità.

L’ennesima presa per il culo (al diavolo gli eufemismi di facciata) a discapito del diritto alle cure e alla parità di trattamento che i cittadini di questo quadrante della provincia di Roma vedono sempre più messi a repentaglio, da una politica romanocentrica, per la quale avere un malore a Velletri e dintorni ti dà meno possibilità di farcela e di essere salvato rispetto a chi ha la fortuna di trovarsi a ridosso della Capitale.

E da questi novelli Pinocchio, burattini nelle mani di una propaganda disgustosa, ci aspettiamo chiarimenti; altrimenti che se ne vadano a casa e lascino spazio a chi la politica la intende seriamente, come una missione quotidiana, a servizio del cittadino, e dei suoi bisogni più essenziali, come il diritto alle cure sanitarie.

Più informazioni
commenta